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Quaderni tecnici per i cantieri temporanei o mobili: i parapetti
Roma, 21 Set – Con l’obiettivo di far crescere il livello di sicurezza nei cantieri edili è stato presentato un nuovo documento della collana dei “ Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili”. Collana che fornisce informative basate su leggi, circolari, norme tecniche e linee guida utili a individuare e perfezionare idonee metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione in edilizia.
Dopo la precedente pubblicazione nel 2018 del Quaderno Tecnico “ Parapetti provvisori” e la più recente del ‘Quaderno per immagini’ “ PARAPETTI - Edge protection system - Garde-corps périphériques - Parapeti – Parapete”, nel mese di settembre 2026 è stato pubblicato il nuovo Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili dal titolo “Parapetti”.
Il documento, realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’ Inail, a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa, ricorda che l’adozione dei parapetti “permette di ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprime il concetto di protezione collettiva”.
In particolare, la classificazione introdotta dalle norme tecniche di prodotto UNI EN 13374: 2025 ed UNI 11996: 2025 “contribuisce in maniera incisiva al processo di valutazione del rischio in quanto mette in relazione i requisiti prestazionali e geometrici che i parapetti devono possedere con quelli relativi alla superficie di lavoro, esprimibili attraverso l’inclinazione e l’altezza di caduta”.
L’articolo di presentazione del documento Inail si sofferma sui seguenti punti:
- Parapetti: definizione, destinazione e normativa
- Parapetti: tipologie di classificazione
- Parapetti: indice del documento Inail
Parapetti: definizione, destinazione e normativa
In aggiornamento a quanto già in parte indicato nella precedente edizione del Quaderno tecnico sui parapetti, segnaliamo che i parapetti sono “dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione dei lavoratori contro le cadute dall’alto”. E per tale funzione i parapetti “sono definiti parapetti ‘anticaduta’”.
Secondo il d.lgs. 81/2008 devono essere “costituiti da almeno due correnti (di cui quello intermedio posto a circa metà distanza fra quello superiore e la superficie di lavoro) e una tavola fermapiede”. Inoltre, i parapetti anticaduta “sono distinti in provvisori e permanenti”.
Veniamo alla destinazione d’uso.
I parapetti anticaduta “sono utilizzati nelle lavorazioni in cui c’è il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile) e nei lavori di scavo (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di seppellimento e/o di caduta all’interno dello scavo ad una quota posta ad una profondità superiore a 2 m rispetto al piano di campagna)”.
Ricordiamo brevemente, le due norme tecniche di riferimento:
- UNI EN 13374: 2025 - Parapetti anticaduta provvisori - Specifiche di prodotto, metodi di prova.
- UNI 11996: 2025 - Parapetti anticaduta permanenti - Requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni di utilizzo
Parapetti: tipologie di classificazione
Veniamo ora alle diverse possibili classificazione dei parapetti.
Partiamo dalla classificazione in base alla metodologia di fabbricazione.
In questo caso i parapetti anticaduta “si distinguono in:
- tradizionali: “costruiti in cantiere, in legno o in acciaio”. I parapetti anticaduta tradizionali “sono molto diffusi in quanto il materiale necessario al loro assemblaggio è generalmente disponibile in cantiere”;
- prefabbricati: “costruiti in fabbrica e assemblati in cantiere generalmente in acciaio”. I parapetti anticaduta prefabbricati “sono molto versatili per la possibilità di montaggio, con vari sistemi di fissaggio, su diverse tipologie di supporto. Sono inoltre facili da installare”.
Veniamo alla classificazione secondo le norme UNI EN 13374 e UNI 11996.
Con la norma UNI EN 13374 si parla di parapetti anticaduta provvisori che “vengono divisi in tre classi (A, B, C) in base ai requisiti prestazionali che possiedono”:
- Classe A
- sostiene una persona che si appoggia alla protezione o fornisce un appiglio quando cammina accanto ad essa
- fornisce protezione collettiva per fermare una persona che cammina o cade verso la protezione
- sopporta il carico derivante da carichi accidentali (uso improprio) sulla protezione
- resiste ai carichi del vento
- Classe B
- sostiene una persona che si appoggia alla protezione o fornisce un appiglio quando cammina accanto ad essa
- fornisce protezione collettiva per fermare una persona che cammina o cade verso la protezione
- sopporta il carico derivante da carichi accidentali (uso improprio) sulla protezione
- resiste ai carichi del vento
- fornisce protezione collettiva per impedire la caduta di una persona da una superficie in pendenza
- fornisce protezione collettiva per arrestare la caduta di una persona che scivola su una superficie in pendenza
- Classe C
- fornisce protezione collettiva per impedire la caduta di una persona da una superficie in forte pendenza
- fornisce protezione collettiva per arrestare la caduta di una persona che scivola su una in forte pendenza
- fornisce protezione collettiva per arrestare la caduta di una persona caduta da una superficie in forte pendenza.
Il documento riporta anche i requisiti dimensionali dei parapetti anticaduta provvisori delle classi A, B e C:
- Classe A:
- distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm,
- distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro≥ 15 cm,
- spazio libero fra i correnti ≤ 47 cm,
- l’inclinazione del parapetto anticaduta rispetto alla verticale ≤ 15°
- Classe B:
- distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm,
- distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro≥ 15 cm,
- spazio libero fra i correnti ≤ 25 cm,
- l’inclinazione del parapetto anticaduta rispetto alla verticale ≤ 15°
- Classe C:
- distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm,
- distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro≥ 15 cm,
- spazio liberi fra i correnti ≤ 10 cm,
- l’inclinazione del parapetto anticaduta deve essere compresa fra la verticale e la perpendicolare alla superficie inclinata da proteggere.
Si segnala poi che i parapetti anticaduta provvisori secondo la norma UNI EN 13374, “sono costituiti, a prescindere dalla classe A o B o C, da un corrente principale e da un corrente intermedio o, in alternativa, da una protezione continua. Il fermapiede è opzionale. Il corrente principale, il corrente intermedio e l’eventuale fermapiede possono essere
integrati in un unico elemento denominato ‘pannello’”
Si ricorda che in Italia, “non sono commercializzabili tutti i parapetti anticaduta provvisori UNI EN 13374, ma solo quelli conformi al d.lgs. 81/08, cioè quelli costituiti almeno da un corrente principale, un corrente intermedio e una tavola fermapiede. La protezione continua ha la stessa funzione del corrente intermedio”. E il parapetto anticaduta provvisorio UNI EN 13374 conforme al d. lgs. 81/2008 “deve essere scelto in base ai requisiti prestazionali che deve possedere, in seguito ad una valutazione dei rischi”.
Accenniamo, infine, ai parapetti anticaduta permanenti secondo la UNI 11996.
La norma UNI 11996 prevede che i parapetti anticaduta permanenti vengano “divisi in due classi (A, B) in base ai requisiti prestazionali indicati nella UNI EN 13374, sopra specificati”. E la norma UNI 11996 “differenzia le classi A e B anche in base ai requisiti dimensionali indicati nella UNI EN 13374”.
Rimandiamo alla lettura integrale del documento Inail che riporta utili indicazioni anche su scelta, uso, montaggio, smontaggio e manutenzione dei parapetti.
Parapetti: indice del documento Inail
Riportiamo, in conclusione, l’indice del nuovo Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili dal titolo “Parapetti”.
1. DENOMINAZIONE
2. DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
3. COSA SONO
4. DESTINAZIONE D’USO
5. CLASSIFICAZIONE
5.1 Classificazione in base alla metodologia di fabbricazione
5.2 Classificazione secondo le norme UNI EN 13374 e UNI 11996
5.2.1 Parapetti anticaduta provvisori (UNI ENI 13374)
5.2.2 Parapetti anticaduta permanenti (UNI ENI 11996)
6. MARCATURA
6.1 Parapetti anticaduta provvisori (UNI ENI 13374)
6.2 Parapetti anticaduta permanenti (UNI ENI 11996)
7. INDICAZIONI ESSENZIALI PER LA SCELTA, IL MONTAGGIO, L’USO E LO SMONTAGGIO
7.1 Scelta
7.2 Montaggio
7.3 Uso
7.4 Smontaggio
8. INDICAZIONI ESSENZIALI DI MANUTENZIONE
9. FAQ (Frequently asked questions)
Riferimenti nel d.lgs. 81/08
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Parapetti”, Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa con la collaborazione di Calogero Vitale, edizione 2026 (formato PDF, 868 kB).
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