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Quali sono i settori e le attività più a rischio per le donne lavoratrici?

Quali sono i settori e le attività più a rischio per le donne lavoratrici?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

13/05/2026

Un dossier pubblicato dall’Inail riporta informazioni su infortuni e malattie professionali in Italia delle donne lavoratrici. Focus sulla sanità e assistenza sociale, sulla scuola, sugli infortuni domestici, sugli infortuni in itinere e sul rischio strad

Quali sono i settori e le attività più a rischio per le donne lavoratrici?

Un dossier pubblicato dall’Inail riporta informazioni su infortuni e malattie professionali in Italia delle donne lavoratrici. Focus sulla sanità e assistenza sociale, sulla scuola, sugli infortuni domestici, sugli infortuni in itinere e sul rischio strad

Roma, 13 Mag – Come già segnalato nell’articolo “  Infortuni al femminile: online il Dossier donne 2024 dell’Inail” è stato pubblicato, come ogni anno in occasione della Giornata internazionale dell’8 marzo, il “Dossier donne”.

 

Il documento, realizzato dalla Direzione centrale pianificazione e comunicazione e dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, riporta, come presentato nella prefazione, una dettagliata, benché sintetica, “rappresentazione degli andamenti degli infortuni e delle malattie professionali declinati al femminile, secondo le principali variabili di interesse, tra cui l’età, la nazionalità, il territorio, l’attività svolta, la modalità di accadimento e le cause”.

 

E si sottolinea che per poter adottare politiche e strategie di prevenzione efficaci, l’analisi dei dati per genere è una “precondizione, al fine di individuare le aree di rischio sulle quali agire in maniera prioritaria”. E questo anche alla luce di un “quadro dei rischi professionali profondamente cambiato rispetto al passato, con la rapida evoluzione che ha caratterizzato il mondo del lavoro nell’ultimo ventennio, durante il quale diversi fattori, quali la tecnologia, i mercati, la demografia, il diritto del lavoro e le crisi economiche, hanno contribuito al mutamento”.

 

Proprio per favorire un approccio consapevole al tema della sicurezza sul lavoro che tenga conto anche delle specifiche caratteristiche legate alle differenze di genere, ritorniamo anche oggi a parlare degli infortuni al femminile che spesso sono connessi anche al “triplice ruolo di moglie-madre-lavoratrice”. Ad esempio, “le difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro rappresentano una fonte di rischio per la maggioranza delle lavoratrici. I dati dimostrano che la strada provoca in proporzione più infortuni tra le donne, perché maggiormente impegnate, appunto, nella conciliazione tra vita professionale e vita privata, con inevitabili ripercussioni sulla frequenza degli spostamenti e sui tempi di recupero dalla stanchezza”.

 

L’articolo di approfondimento del documento si sofferma sui seguenti argomenti:

  • Gli infortuni al femminile e il settore della sanità e assistenza sociale
  • Infortuni al femminile: gli infortuni nelle scuole e in ambito domestico
  • Infortuni al femminile: gli infortuni in itinere e il rischio strada

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Gli infortuni al femminile e il settore della sanità e assistenza sociale

Ricordando che il dossier fa riferimento specialmente ai dati consolidati del 2022, gli infortuni denunciati nel 2022 per il genere femminile sono stati 235.172 nella gestione Industria e servizi. E i “settori maggiormente coinvolti sono stati la Sanità e assistenza sociale (con poco più di 105mila casi), il Trasporto e magazzinaggio (più di 19mila), il Commercio (circa 17mila), l’Alloggio e ristorazione e il Manifatturiero (quasi 14mila per entrambi). Inoltre oltre 49mila sono stati gli infortuni denunciati nel Conto Stato e quasi 4.700 nell’Agricoltura.

 

Si indica poi che all’interno dell’Industria e servizi, “l’incidenza degli infortuni delle lavoratrici è particolarmente elevata nei Servizi domestici e familiari (colf e badanti) con il 92,0% del totale dei casi denunciati nello stesso settore. Considerando la classificazione Ateco, spiccano i settori della Sanità e assistenza sociale (72,9%), del Confezionamento di articoli di abbigliamento (68,3%) e delle Attività finanziarie ed assicurative con il 57,1%”. E come ricordato dall’Inail nella presentazione del Dossier, “le lavoratrici vittime di violenze da parte di pazienti o loro familiari nelle strutture sanitarie, o di studenti nelle scuole, fino ai casi di rapine in banca o negli uffici postali, rappresentano, nel 2022, il 2,6% di tutti gli infortuni femminili riconosciuti dall’Inail in occasione di lavoro e codificati secondo la variabile ESAW/3 Deviazione. Tra queste, oltre il 44% svolge professioni sanitarie e assistenziali.

 

Infortuni al femminile: gli infortuni nelle scuole e in ambito domestico

Veniamo ad altri settori particolarmente evidenziati nel Dossier.

 

Si parla ad esempio degli infortuni nelle scuole.

Con l’uscita dall’emergenza sanitaria da Covid-19 e la riduzione della didattica a distanza “il numero delle denunce di infortunio in ambito scolastico ha ripreso a salire. Nel 2022 sono stati denunciati 19.394 infortuni occorsi a insegnanti delle scuole pubbliche e private” e fra questi “l’85,0% ha riguardato il genere femminile. È un dato che non sorprende, considerata l’alta presenza delle donne in questa categoria professionale”. 

 

Il Dossier, che si sofferma anche sul settore Navigazione, con riferimento ad un aumento dei dati relativi alle denunce di infortunio, parla poi degli infortuni in ambito domestico. 

 

Si segnala che le denunce “legate alla polizza assicurativa contro gli infortuni domestici, obbligatoria per tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni che si occupano della cura della casa in maniera abituale, esclusiva e gratuita, nel 2022 sono state complessivamente 586, in sostanziale stabilità rispetto alle 589 dell’anno precedente (-0,5%), ma in aumento rispetto alle 490 del 2018 (+19,6%). La quasi totalità (580) ha riguardato, come atteso, le donne, per le quali nell’intero quinquennio 2018-2022 sono stati denunciati otto casi mortali”.

 

Infortuni al femminile: gli infortuni in itinere e il rischio strada

Veniamo ad un aspetto che continua ad essere rilevante e che il nostro giornale aveva in passato approfondito anche con varie interviste, il numero elevato di infortuni in itinere tra le donne lavoratrici.

 

Riprendiamo una delle tante tabelle generali presenti nel dossier:

 

 

Si segnala che in termini relativi, “la quota degli infortuni in itinere sul totale degli infortuni dello stesso sesso è stata comunque sempre più elevata per le donne rispetto agli uomini, anche se nel triennio 2020-2022, ma soprattutto nel 2020 con il massiccio ricorso allo smart working, è notevolmente scesa: dal 23% medio del biennio 2018-2019 si è passati al 16% medio nel triennio successivo (13,2% nel 2020, 20,0% nel 2021 e 15,8% nel 2022)”.

Mentre per gli uomini la quota degli infortuni in itinere rispetto al totale di genere “è rimasta intorno al 12% per tutto il quinquennio 2018- 2022, ad eccezione del 2020 in cui la percentuale è scesa a poco più del 10%, sempre per i motivi legati alla pandemia”.

 

Allargando poi l’analisi al rischio strada e all’ampia categoria degli infortuni “fuori azienda”, “sommando tutti gli infortuni in itinere e quelli avvenuti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto (in generale riconducibili al rischio da circolazione stradale) la differenza di genere viene confermata”. 

Nel 2022 l’incidenza degli infortuni “fuori azienda” “è stata infatti di circa il 17% per le donne (nel periodo pre-pandemico si registravano incidenze del 25% circa sia nel 2018 che nel 2019) e del 15% per gli uomini, analogamente a quanto si registrava negli anni prima del Covid (16%).  Per i casi mortali, la percentuale femminile sale al 61,7% (82 decessi sui 133 del 2022) e quella maschile al 44,2% (492 su 1.114), con incidenze leggermente più basse rispetto al periodo 2018-2019 (rispettivamente 65,5% e 46,4%)”. E quindi la strada “causa in proporzione più infortuni tra le donne che tra gli uomini”.

 

In questo senso si ribadisce che “i differenti ruoli sociali e i relativi carichi di lavoro possono quindi, in qualche modo, influenzare l’esposizione al rischio”.

 

Concludiamo rimandando alla lettura integrale del Dossier che riporta non solo molti altri approfondimenti sugli infortuni, anche con riferimento alle violenze sulle donne e al Covid-19, ma anche una disamina sulle malattie professionali e sui primi dati provvisori del 2023.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Direzione centrale pianificazione e comunicazione, Consulenza statistico attuariale dell’Inail, “ Dossier donne”, edizione 2024 (formato PDF, 1.28 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Dossier donne: i dati pubblicati nel 2024”.

 


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