In questo
contesto è necessario tener conto anche del
rischio dipendente dal “fattore umano”: cioè “tutti quei fattori di
rischio legati allo stato psico-fisico del lavoratore, alla sua incapacità,
alla sua incoscienza, alla mancanza di formazione ed, in generale, alla adozione
di comportamenti inadeguati al contesto lavorativo”.
In particolare “la mancanza di formazione teorico-pratica e l’incapacità di
affrontare le situazioni lavorative che si propongono di volta in volta sono le
cause legate al fattore umano che più frequentemente provocano incidenti”.
Ma quali sono i
rischi prevalenti nelle
attività di scavo?
I rischi prevalenti a cui il lavoratore è più frequentemente assoggettato sono:
- “rischio di seppellimento derivante da cedimento della parete di taglio”;
- rischio di caduta dall’alto all’interno dello scavo derivante da cadute dal
bordo dello scavo”.
Ma la valutazione dovrà tener conto anche dell’eventuale esposizione e la
successiva riduzione di
rischi
quali:
- “rischio innescante il cedimento della parete di taglio” (derivante da
accumuli di materiali sul ciglio, vibrazioni, scuotimenti, presenza di falde
acquifere e circolazioni di fluidi);
- “rischio innescante il cedimento del bordo dello scavo” (derivante da
accumuli di materiali sul ciglio, vibrazioni, scuotimenti);
- “rischio innescante la caduta dall’alto all’interno dello scavo” (derivante
da mancanza di protezione dei bordi dello scavo, vertigini, abbagliamento degli
occhi, scarsa visibilità, colpo di calore o di sole, …)
- “rischio di danno alla salute e/o di natura meccanica derivante da eventi
atmosferici, quali vento, pioggia, umidità o
ghiaccio
sulle superfici di calpestio”.
La valutazione deve tener conto poi di
altri
rischi derivanti dall’attività di scavo (stabilità di altre strutture
compromessa dalla vicinanza dello scavo, caduta di detriti, polveri,
investimento da parte di macchine operatrici, ribaltamento ed uso improprio
delle macchine, …), dei
rischi specifici della particolare attività
lavorativa svolta (rischi fisici,
rischi
chimici, biologici), nonché dei
rischi
derivanti dalla tipologia di attività. Sono indicati ad esempio i fattori
di rischio per le opere di fondazione, per la costruzione di servizi interrati
relativi ad acqua, gas, telecomunicazioni, energia elettrica e per le costruzioni
stradali e ferroviarie.
È poi importante, riguardo ai lavori di scavo e movimentazione di terre e
rocce, considerare anche “le
dinamiche
della meccanica delle terre, in modo da affrontare correttamente la
pianificazione
della sicurezza”.
I rischi relativi all’uso delle
macchine
movimento terra, che “devono essere utilizzate conformemente alla
destinazione d’uso prevista dal fabbricante e alle istruzioni contenute nel
libretto d’uso”, sono relativi a:
- “ribaltamento della
macchina
lungo pendii elevati o nel superamento di ostacoli eccessivi, con susseguente
schiacciamento del conducente e/o di altri lavoratori presenti nella zona di
lavoro;
- caduta della macchina sul fondo di trincee, scarpate e fossati a seguito di
movimento errato in prossimità degli stessi;
- investimento di lavoratori durante la marcia avanti o la marcia indietro
della
macchina;
- investimento dei lavoratori per urto con gli utensili durante la
movimentazione degli stessi;
- uso improprio della macchina” (sollevamento e trasporto di persone
all’interno della benna, trasporto di persone nella cabina o sollevamento dei
carichi se non espressamente previsti dal costruttore, …);
- “contatti con linee elettriche aeree o sotterranee e condutture di gas;
- urto contro ordigni bellici interrati, in attività effettuate in prossimità
di insediamenti che in passato possono essere stati oggetto di azioni
belliche”.
Inoltre ulteriori rischi si possono presentare:
- “durante la salita e la discesa della macchina dal pianale del carrellone di
trasporto se non viene utilizzata la specifica rampa (ribaltamento);
- per il cattivo funzionamento o stato di
manutenzione
della macchina (rumore, vibrazioni, ecc.)”.
Ricordiamo che nel documento vengono date anche indicazioni tecniche e
procedurali relative alle
misure da
adottare per la riduzione dei rischi.
Indice della guida:
1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
2 RIFERIMENTI NORMATIVI
2.1 Legislazione
2.2 Norme Europee
Definizioni
4 VALUTAZIONE DEL RISCHIO
4.1 Analisi del rischio
4.1.1 Rischi prevalenti
4.1.2 Rischi concorrenti
4.1.3 Altri rischi
4.1.3.1 Rischi derivanti dall’attività di scavo
4.1.3.2 Rischi specifici della particolare attività lavorativa
4.1.4 Rischi derivanti dalla tipologia di attività
4.2 Esposizione al rischio
4.3 Riduzione del rischio
4.3.1 Riduzione del rischio di seppellimento
4.3.2 Riduzione del rischio di caduta dall’alto all’interno dello scavo
4.3.3 Riduzione dei rischi concorrenti e di altri rischi
4.4 Piano di emergenza
5 TECNOLOGIE PER L’ESECUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI SCAVO
6 MACCHINE MOVIMENTO TERRA
6.1 Descrizione
6.2 Norme di sicurezza delle macchine
6.3 Rischi principali derivanti dall’uso
6.4 Formazione ed addestramento del conduttore della macchina
7 DESCRIZIONE E CARATTERISTICHE DELLE ATTIVITÀ DI SCAVO A CIELO APERTO
7.1 Tipologie e tecniche di scavo
7.2 Scavi a cielo aperto
7.2.1 Scavi di splateamento e sbancamento
7.2.2 Scavi a sezione obbligata
8 SISTEMI PROVVISIONALI DI SOSTEGNO E PROTEZIONE DEGLI SCAVI
8.1 Generalità
8.2 Sistemi di sostegno e protezione realizzati per gli scavi in cantiere
8.2.1 Armatura per scavi in terreni coerenti
8.2.2 Armatura per scavi in terreni granulari
8.2.3 Rimozione dell’armatura
8.3 Sistemi di sostegno e contrasto per scavi realizzati completamente con
componenti prefabbricati
8.3.1 Sistemi di puntellazione per scavi
8.3.1.1 Tipologia di sistemi metallici di puntellazione per scavi
8.3.1.2 Puntelli
8.3.2 Sistemi di sostegno e contrasto mediante infissione di palancole
prefabbricate
8.3.3 Modalità di installazione dei sistemi di sostegno e contrasto
8.3.4 Monogrammi per la valutazione di un sistema di puntellazione
8.3.5 Esempi di sistemi di sostegno e contrasto prefabbricati
9 TECNOLOGIE ALTERNATIVE “NO DIG” O “TRENCHLESS” (SENZA SCAVO)
9.1 Generalità
9.2 Tecnologie “NO DIG”
9.2.1 Tecnologie non distruttive per la ricerca, la mappatura e l’esplorazione
dei servizi esistenti
9.2.2 Tecnologie per nuove installazioni
9.2.2.1 Horizontal Directional Drilling
9.2.2.2 Microtunneling
9.2.2.3 Mole
9.2.3 Tecnologie di bonifica di condotte esistenti
9.2.3.1 Tecnologie per la riparazione delle condotte esistenti
9.2.3.2 Tecnologie per la installazione interna alla tubazione esistente di una
nuova condotta con diametro inferiore
9.2.3.3 Tecnologie per la installazione interna alla tubazione esistente di una
nuova condotta con diametro esterno uguale a quello interno della esistente
9.2.3.4 Tecnologie per l’installazione esterna alla tubazione esistente di una
nuova condotta a diametro maggiore e distruzione della esistente
10 INDICAZIONI TECNICHE E PROCEDURALI RELATIVE ALLE MISURE DA ADOTTARE PER LA
RIDUZIONE DEI RISCHI NELLE ATTIVITÀ DI SCAVO
10.1 Generalità
10.2 Attività preliminari allo scavo
10.3 Descrizione dei rischi e misure di prevenzione principali di tipo
procedurale
10.3.1 Seppellimento
10.3.2 Cadute dall’alto all’interno dello scavo e accessibilità degli scavi
10.3.3 Scivolamento, cadute a livello
10.3.4 Urti, compressioni, vibrazioni
10.3.5 Caduta di materiali dall’alto
10.3.6 Investimento
10.3.7 Annegamento
10.3.8 Elettrici
10.3.9 Rumore
10.3.10 Radiazioni non ionizzanti
10.3.11 Polveri e fibre
10.3.12 Gas e vapori
10.3.13 Infezioni da microrganismi
10.3.14 Inquinanti superficiali e interrati
11 MANUTENZIONE
11.1 Generalità
11.2 Personale addetto alla manutenzione
11.3 Informazione necessarie
11.4 Frequenza ed oggetto della manutenzione
12 ISPEZIONE
12.1 Generalità
12.2 Tipologia di ispezione
12.3 Requisiti di ispezione
12.3.1 Ispezione prima del montaggio e dopo lo smontaggio
12.3.2 Ispezione d’uso
12.3.3 Ispezione periodica
12.3.4 Ispezione di entrata e di rimessa in servizio
12.3.5 Ispezione di un attrezzo, di una macchina, sistema alternativo di scavo
“NO DIG” e attrezzatura che ha subito un guasto,malfunzionamento, cedimento
strutturale o che presenta un difetto
12.4 Tempistica di ispezione
13 REGISTRAZIONI
13.1 Registrazione delle ispezioni
13.2 Registrazione delle manutenzioni
13.3 Schede di registrazione
Ispesl, “
Guida
Ispesl per l’esecuzione in sicurezza delle attività di scavo”, realizzata
da Luigi Cortis, Luca Rossi con la collaborazione di D. G. Svampa (formato PDF,
2.78 MB).