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Anno 12 - numero 2333 di venerdì 12 febbraio 2010
L’importanza delle etichette delle sostanze e dei preparati pericolosi La normativa e le indicazioni relative alle sostanze e ai preparati pericolosi. Il contenuto di un’etichetta, simboli, frasi di rischio e consigli di prudenza. Le avventure di Napo per ricordaci di controllare sempre le etichette dei prodotti utilizzati.
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PuntoSicuro sta presentando in questi mesi alcuni documenti e schede relativi
alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro - aggiornati al Decreto
legislativo 81/2008 – presenti sul sito dell’Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi di
Bologna.
Sottolineando quanto la classificazione,
l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi siano
importanti per garantire la protezione della salute e dell'ambiente, presentiamo
oggi il documento dal titolo “Scheda tecnica n° 21:
l’etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi”; una scheda
a cura del Servizio Prevenzione e
Protezione dell’Azienda ospedaliero-universitaria bolognese che offre
indicazioni utili sia per l'utilizzatore professionale negli ambienti
di lavoro, sia per il cittadino che impiega prodotti
chimici nelle attività di tutti i giorni (vernici, solventi, inchiostri,
colle, detersivi, ...).
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Il numero di prodotti
chimici presenti sul mercato “è in costante aumento e i lavoratori si
trovano frequentemente ad utilizzarne dei nuovi durante l’attività quotidiana”.
In particolare una sostanza o un
preparato si definiscono pericolosi quando sono in grado di
produrre effetti nocivi sull’organismo umano o sull’ambiente: se si impiega un
prodotto nuovo è necessario sapere se è pericoloso, a che rischio ci si espone
e come manipolarlo.
Queste informazioni sono contenute in dettaglio sulla scheda di sicurezza del
prodotto, ma “possono già essere ottenute in gran parte anche dalla lettura
dell’etichetta”.
Secondo la normativa europea “ogni
sostanza o preparato (che sia prodotto o importato nel territorio della UE e
immesso sul mercato) deve essere valutato in base alle sue proprietà
fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche al fine di individuarne la
potenziale pericolosità per l’uomo e per l’ambiente e, se classificato come
pericoloso, etichettato a norma di legge”.
E i rischi di queste sostanze
pericolose possono essere diversi: ad esempio l’esplosività o l’infiammabilità.
Inoltre gli effetti nocivi si possono manifestare “in seguito all’assorbimento
da parte del corpo umano, assorbimento che può avvenire sostanzialmente
attraverso tre vie: inalazione,
ingestione o contatto (cute o mucose)”.
L’etichettatura di una sostanza
(quella di un preparato è determinata dalle diverse sostanze pericolose
presenti) può cambiare “a seconda della sua forma commerciale (concentrata o
diluita) in quanto la pericolosità può variare in ragione della
concentrazione”.
I simboli e le frasi di rischio e di cautela riportate consentono
all’utilizzatore di acquisire “una prima serie di preziose informazioni sulla
pericolosità del prodotto, sulla tipologia di rischio e sulla entità del
rischio stesso, sulle precauzioni da adottare per la manipolazione, lo
stoccaggio e lo smaltimento”.
Dopo aver dato alcuni cenni in merito alla normativa che disciplina
l’etichettatura delle sostanze e dei preparati
pericolosi, una normativa “estremamente complessa ed articolata ed in
continuo aggiornamento” (le due norme fondamentali che regolamentano la materia
in Italia sono il D. Lgs. 52/1997 e il D.
Lgs. 65/2003), il documento ricorda che “le indicazioni previste dalla
normativa su sostanze e preparati pericolosi devono essere riportate
direttamente sull’imballaggio oppure
su un’etichetta saldamente apposta su uno o più lati dell’imballaggio stesso”
Come devono essere le etichette?
Ecco alcune indicazioni tratte
dalla scheda:
- “l’etichetta
deve essere leggibile in orizzontale quando l’imballaggio si trova in posizione
normale;
- le informazioni devono essere riportate in lingua italiana (qualora compaiano
scritte in altre lingue, le dimensioni dei caratteri non devono essere
superiori a quelle della lingua italiana);
- lo sfondo dell’etichetta (o della confezione) devono essere di un colore tale
da mettere in risalto il simbolo di pericolo e da rendere facilmente leggibili
le indicazioni richieste”.
Inoltre le etichette devono contenere:
- la denominazione della sostanza, in modo conforme al decreto o “comunque
basata su una nomenclatura riconosciuta (nome chimico) internazionalmente” e l’eventuale
denominazione o nome commerciale del prodotto;
- “nome e indirizzo completo nonché il numero di telefono del responsabile
dell’immissione sul mercato, stabilito all’interno dell’Unione europea (fabbricante,
importatore, distributore)”;
- in caso di preparato: il nome chimico delle sostanze che hanno dato luogo
alla classificazione; - “i simboli
e le indicazioni di pericolo conformi alla normativa (se previsti);
- le ‘frasi tipo’ relative ai rischi specifici derivanti dai pericoli connessi
all’uso del prodotto, dette ‘frasi R’;
- le ‘frasi tipo’ concernenti i consigli di prudenza relativi all’uso dei
prodotti dette ‘frasi S’” (ricordando che “per confezioni che abbiano un
contenuto inferiore a 125 ml non è sempre obbligatorio indicare le frasi R e
S”);
- in caso di preparati venduti al pubblico: il “quantitativo nominale del
prodotto espresso in volume o in massa”.
La normativa in materia di prodotti
pericolosi definisce in modo dettagliato i simboli di pericolo, le frasi di rischio e i consigli di prudenza
che devono essere riportati sull’etichetta.
Frasi e simboli sono riportate, anche con l’ausilio di immagini e foto, nel
documento che vi invitiamo a visionare.
Come per la scheda relativa alla segnaletica
di sicurezza, in questa presentazione ci facciamo aiutare dalle immagini di
Napo,
simpatico personaggio animato che superando le barriere
linguistiche (senza parole) ci mostra le conseguenze di un uso non accorto
di un prodotto
chimico.
Guardare un etichetta prima di usare un prodotto è un’azione facile e veloce.
Una di quelle piccole azioni che dovrebbero diventare routine per ogni
lavoratore e per ognuno di noi: in alcuni casi azioni come queste possono
evitarci pericolosi infortuni.
Se non ci credete, guardate Napo in “Occhio all’etichetta”…
Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi, “Scheda
tecnica n° 21: l’etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi”, a cura di Roberto Taruffi (formato PDF, 877 kB).
Napo, “Occhio
all’etichetta” (formato WMV, 800
kB), versione High Quality (formato WMV, 1.74 MB).
Tiziano Menduto
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