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Anno 12 - numero 2395 di mercoledì 12 maggio 2010
Campagna europea sulla manutenzione sicura Lanciata una campagna europea per promuovere la manutenzione sicura: una manutenzione carente è la causa del 15-20% di tutti gli incidenti nei luoghi di lavoro. I materiali di lavoro, i rischi degli addetti e le cinque fasi di una buona manutenzione.
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La manutenzione regolare è un
elemento fondamentale per mantenere efficienza e sicurezza non solo in
attrezzature e macchinari, ma negli ambienti di lavoro più in generale.
La carenza di manutenzione
o la sua inadeguatezza possono essere causa di situazioni pericolose, incidenti
e problemi di salute.
Per questo motivo l'EU-OSHA
ha lanciato la sua nuova campagna per il
2010/11 per promuovere una manutenzione sicura in tutta Europa.
La campagna – facente
parte della campagna “Ambienti
di
lavoro sani e sicuri” per rendere i luoghi di lavoro in Europa più
sicuri e più salubri - si prefigge nei
prossimi due anni di rendere gli ambienti di lavoro più sani e sicuri
incoraggiando un approccio integrato e strutturato alla manutenzione.
In un nostro precedente articolo relativo alla decima
edizione
del premio europeo per le buone prassi nel campo della sicurezza e
della salute sul lavoro - premio collegato alla campagna sulla
manutenzione
– abbiamo detto cosa si intenda per manutenzione nei luoghi di lavoro,
in modo
particolare con la distinzione tra
manutenzione preventiva/proattiva e manutenzione correttiva/reattiva.
Ricordiamo che con la norma europea EN 13306, la manutenzione è intesa come la combinazione
di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, eseguite
durante il
ciclo di vita di un elemento destinate a preservarlo o a riportarlo in
uno
stato in cui possa eseguire la funzione richiesta. Dunque
manutenzione è un
termine generico che si può riferire a compiti “svolti in settori molto
diversi
fra loro e in tutti i tipi di ambienti di lavoro”.
Un’attività di questo tipo può
comprendere ispezione, collaudo, misurazione, sostituzione,
regolazione,
riparazione, manutenzione, rilevazione guasti, sostituzione di pezzi,
messa a
punto, lubrificazione, pulizia, …
Ricordando tuttavia che se la manutenzione
“svolge un ruolo importante nell'eliminazione di pericoli sul luogo di
lavoro e
nell'offrire condizioni di lavoro più sicure e più sane”, è “un'attività
ad
alto rischio e deve essere eseguita in sicurezza, adottando un'adeguata
protezione per gli addetti alla manutenzione e per le altre persone
presenti
sul luogo di lavoro”.
Gli incidenti correlati a manutenzioni
carenti possono dipendere per esempio:
- da impianti elettrici difettosi (cavi, spine, apparecchiature): “
scosse elettriche e ustioni, incendi,
accensione di atmosfere potenzialmente infiammabili o esplosive”;
- da apparecchiature
di
sollevamento non sottoposte regolarmente a ispezioni e
manutenzione: “le
catene di sollevamento sono sporche/corrose e cadono, facendo cadere a
loro
volta carichi pesanti”;
- in conseguenza dell'assenza di manutenzione di superfici di lavoro,
piani di
calpestio e piste di transito: “superfici irregolari, con buche,
inclinate o
scivolose provocano incidenti con carrelli
elevatori e fanno scivolare
e
inciampare i lavoratori”;
- da polvere nell'industria del legno e nelle cave: “la manutenzione
delle
attrezzature per il controllo della polvere è fondamentale in tutti i
processi
che generano polvere al fine di evitare l'esposizione dei lavoratori
alla
polvere”. In particolare “i condotti di ventilazione devono essere
sgombri da
possibili ostruzioni e devono essere riparati se danneggiati” e i filtri
“devono essere sottoposti a manutenzione regolarmente seguendo le
raccomandazioni del fabbricante”.
Nella “Guida
per
la campagna europea sulla manutenzione sicura” vengono raccolti
diversi esempi di incidenti relativi a problemi con la manutenzione ,
come ad
esempio lo spaventoso incendio della piattaforma petrolifera Piper Alpha
nel
1988 o l’esplosione in un impianto di dicloruro di zolfo a Catenoy, nel
dipartimento francese dell’Oise, nel 2005.
Secondo questo documento “si stima che il
10-15 % degli incidenti mortali sul lavoro e il 15-20% di tutti gli
incidenti
siano collegati alla manutenzione”.
In particolare gli “addetti alla
manutenzione sono esposti a rischi fisici, tra cui il rumore, le
vibrazioni
(per esempio durante la manutenzione
di strade, gallerie e ponti), i raggi ultravioletti e le avverse
condizioni
atmosferiche”. Ed è possibile che attività di manutenzione possano
svolgersi in
luoghi di lavoro in cui sono presenti prodotti
chimici
pericolosi, in spazi chiusi, con esposizione all’amianto (per
esempio durante la manutenzione di vecchi edifici o di impianti
industriali) o
alla polvere, compresa la polvere di legno cancerogena.
Per non dimenticare i rischi biologici (legionella pneumophila, virus
dell’epatite A e B,…) o i rischi psicosociali, “come lo stress,
derivanti dagli
effetti avversi di una inadeguata organizzazione del lavoro, oppure da orari
di
lavoro troppo lunghi o sfavorevoli dal punto di vista sociale”.
Insomma
durante l’attività di manutenzione il rischio di incidenti è elevato.
Ad esempio tra gli addetti alla manutenzione edilizia ”si registrano
tassi più
elevati di morbilità e/o mortalità correlati all’esposizione all’amianto”.
La campagna riguardo alla manutenzione
promuove un approccio in cinque
fasi:
- PIANIFICAZIONE:
la manutenzione deve iniziare con un’adeguata pianificazione. In
particolare i
datori di lavoro “devono effettuare una valutazione dei rischi delle
attività
di manutenzione che propongono e, in tale processo, sono tenuti a
coinvolgere i
lavoratori”.
Sono diversi fattori da prendere in considerazione , ad esempio:
l’ambito del
compito (le cose che è necessario fare e
le conseguenze), le caratteristiche della valutazione del rischio che è
necessario effettuare (individuare i rischi potenziali), gli elementi
indispensabili per l’attività (lavoratori coinvolti, ruoli, strumenti,
DPI,…),
il tempo e le risorse necessari, la “comunicazione tra il personale
addetto
alla manutenzione,
quello addetto alla produzione e tutte le altre parti interessate”. I
datori
devono “far sì che i lavoratori dispongano delle competenze per svolgere i compiti necessari, siano informati sulle
procedure di lavoro sicure e sappiano come comportarsi nelle situazioni
che
oltrepassano la portata della loro formazione”. Inoltre devono “curare
con
particolare attenzione la ‘catena di
comando’ che collega tutti i partecipanti a un compito di
manutenzione,
nonché tutte le procedure da utilizzare nel corso dell’attività,
comprese le
procedure di segnalazione in caso di problemi. Tale aspetto è
particolarmente
importante qualora la manutenzione venga svolta da subappaltatori”;
- RENDERE SICURA LA ZONA DI LAVORO:
è la fase di applicazione delle procedure elaborate nel corso della fase
di
pianificazione. In questa fase è necessario “mettere in sicurezza la
zona di
lavoro (impedire per esempio l’accesso a persone non autorizzate
installando
barriere o segnali)”. La zona di lavoro deve essere
tenuta
“pulita e sicura” (chiudere a chiave i punti di accesso all’energia
elettrica,
mettere in sicurezza le parti mobili dei macchinari, instaurare un
sistema di
ventilazione provvisorio e tracciare percorsi sicuri per l’entrata e
l’uscita
dei lavoratori dalla zona di lavoro,…). In particolare “i macchinari
devono recare tabelle di avvertimento indicanti la data e l’ora in cui
sono
stati chiusi a chiave, nonché il nome della persona autorizzata ad
aprire la
serratura; in tal modo, la sicurezza del lavoratore che effettua la manutenzione
del
macchinario non sarà messa a repentaglio dalla possibilità che un
altro
lavoratore lo avvii inavvertitamente”. E se possibile, “le protezioni
devono
essere progettate in modo da consentire lo svolgimento delle operazioni
di
manutenzione secondaria sui macchinari senza rimuovere l’apparato di
protezione”: se è necessario rimuoverlo o disattivarlo, si dovranno
seguire
procedure di esclusione;
- USARE ATTREZZATURE ADATTE: i lavoratori
partecipanti ai compiti di manutenzione
“devono essere muniti di strumenti e attrezzature adatti, in qualche
caso
differenti da quelli che utilizzano di consueto” e visto che si possono
trovare
esposti a diversi rischi, devono essere anche muniti di adeguate
attrezzature
di protezione individuale (ad esempio “i lavoratori addetti alla pulizia
o alla
sostituzione dei filtri in un sistema di ventilazione ad estrazione
possono
trovarsi esposti a concentrazioni di polvere assai più alte di quelle
normalmente presenti in un determinato ambiente di lavoro”);
- LAVORARE SECONDO LA PIANIFICAZIONE
EFFETTUATA: purtroppo capita spesso che la manutenzione venga
effettuata
“sotto l’incalzare di tempi assai stretti, come avviene per esempio
quando un
guasto ha arrestato il processo produttivo”. Tuttavia è necessario “seguire il piano di lavoro anche quando il
tempo incalza: le scorciatoie possono rivelarsi costosissime,
qualora
provochino incidenti, ferite o danni alle cose”;
- EFFETTUARE
CONTROLLI FINALI: il processo deve
concludersi “con controlli che garantiscano il completamento del lavoro,
le
condizioni di sicurezza dell’oggetto sottoposto a manutenzione e lo
smaltimento
di tutto il materiale di scarto generato nel corso del processo di
manutenzione”. La fase finale comprende poi la stesura di una “relazione
che
descriva il lavoro svolto e includa commenti sulle difficoltà
eventualmente presentatesi,
oltre a raccomandazioni per il miglioramento”.
Ricordiamo che la campagna
è aperta a tutte le organizzazioni e ai singoli individui a livello
locale,
nazionale ed europeo, compresi i datori di lavoro del settore pubblico e
privato.
Per partecipare è possibile scaricare dal sito un’ampia gamma di materiali informativi: la guida della
campagna, fogli informativi, presentazioni in PowerPoint, studi di casi
sulle
buone pratiche, …
EU-OSHA:
- Sito ufficiale
della
campagna europea sulla manutenzione sicura.
- Brochure della campagna europea sulla manutenzione: “Punti
principali”, (formato PDF, 607 kB).
- Brochure della campagna europea sulla manutenzione: “Invito
a
presentare candidature al Premio europeo per le buone prassi”,
(formato
PDF, 723 kB).
- “Poster
della
campagna europea sulla manutenzione” (formato PDF, 167 kB).
- “Guida
per
la campagna europea sulla manutenzione sicura” (formato PDF, 1.28
MB).
- Spazio web
dedicato
alla manutenzione.
Tiziano Menduto
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