Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza.
Disponibile un quaderno di disinfezione con indicazioni sulla sanificazione nell’industria alimentare: le fasi della detersione, gli interventi disinfettanti, il protocollo di sanificazione dei locali.
Le operazioni di sanificazione,
se condotte in modo appropriato, consentono di eliminare una parte notevole di
microrganismi le cui cellule e spore trovano, anche grazie ai residui di lavorazione,
condizioni favorevoli alla loro sopravvivenza ed alla loro proliferazione.
Tuttavia la sola detersione non garantisce, per quanto scrupolosa, il completo
allontanamento dei contaminanti microbici.
La sanificazione consta di due fasi in successione (detersione e disinfezione),
un’efficace disinfezione presuppone sempre un’accurata detersione, solo in casi
eccezionali e in ambienti poco insudiciati si possono associare detersione e
disinfezione in un’unica fase.
DETERSIONE Per rimuovere lo sporco occorre fornire energia al sistema e tale energia
può essere di tipo fisico (meccanico), chimico o termico (calore); si consiglia
di impiegare un mix dei tre tipi.
La detersione fisica consiste nell’asportazione meccanica dei residui grossolani
e nel risciacquo con acqua tiepida immediatamente al termine del lavoro;
l’azione detergente è affidata al frizionamento manuale e alla pressione
dell’acqua.
Il detergente chimico è una sostanza che riduce l’energia meccanica richiesta
dal processo di detersione (minor fatica).
DISINFEZIONE La sterilizzazione (o stabilizzazione) è la distruzione di qualsiasi entitÃ
biologica, incluse le spore.
La disinfezione (o decontaminazione) comporta invece la distruzione certa dei
batteri patogeni non sporigeni e la riduzione accentuata della presenza dei
batteri non patogeni e non sporigeni. Alcuni disinfettanti causano una limitata
diminuzione delle spore batteriche; altri (glutaraldeide) l’inattivazione
totale delle spore; si tratta comunque di ipotesi non percorribili
nell’industria alimentare ma praticabili ad es. in ambito ospedaliero.
Fattori
che influenzano l’efficacia di un intervento disinfettante - tipo e concentrazione del germicida.
- numero e tipo dei microrganismi.
- durata dell’esposizione e temperatura della soluzione.
- pH della soluzione.
- natura della superficie e presenza di sporco.
PROTOCOLLO DI SANIFICAZIONE DEI LOCALI Per superfici aperte s’intendono tutte quelle superfici che necessitano di
similari tecniche di pulizia e analoghi comportamenti igienici in quanto sono
tutte raggiungibili direttamente con soluzioni acquose e ben visibili per gli
operatori. Le operazioni di detersione e disinfezione vanno eseguite
separatamente.
1. le operazioni di pulizia devono iniziare subito dopo la fine delle
lavorazioni per evitare l’essiccamento di residui sulle superfici
2. asportazione meccanica dei residui più grossolani
3. primo risciacquo con acqua calda per eliminare i residui più solubili
(grassi bassofondenti)
4. detersione
5. secondo risciacquo con acqua
6. disinfezione
7. risciacquo, quando necessario, con acqua a temperatura di rubinetto.
Il documento prosegue con alcuni esempi di protocolli di sanificazione di
particolari attrezzature: ceppi in legno, celle frigorifere, armadio
frigorifero in acciaio, affettatrice, tritacarne.