960x90 AL2014 Banner1
LOGO - Home Page
Dal 1999 il quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro
Iscriviti alla Newsletter
Ricevi ogni giorno le principali notizie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro!
Iscriviti alla newsletter di PuntoSicuro
Accedi alla Banca Dati
Accedi alla Banca Dati di PuntoSicuro Nuovo utente?
X
Condividi
questa pagina sul Social Network a cui sei già loggato!
social-login social-login social-login

12 gennaio 2006 - Cat: Privacy
  

INTERCETTAZIONI E LIBERTA'


In che direzione ci stanno mandando? Perché le morti di uomini liberi sono pesate in modo diverso? Di Matteo Meroni.

Pubblicità
google_ad_client

Quasi la metà degli americani intervistati per un recentissimo sondaggio condotto da Cnn/Usa Today si dichiara favorevole all'uso libero da parte delle autorità delle intercettazioni di qualsiasi forma di comunicazione per motivi di sicurezza.

Ma gli USA non erano quella nazione che si diceva paladina delle libertà individuali?

Che mondo è un mondo dove so che ogni mia azione/comunicazione (fax, email, telefonata, transazione di pagamento, passaggio autostradale, navigazione su web, sms, mms, ecc.) potrà in un qualche modo essere conservata da terzi e utilizzata un domani contro di me?

Il concetto di libertà è un'altra cosa e l'impressione è che il mondo se ne stia dimenticando.

Io devo poter essere libero di muovermi senza lasciare traccia, andare dove mi pare senza essere riconosciuto, parlare senza l'idea che qualcuno mi registri e conservi quanto dico, mandare una lettera senza l'idea che una copia di quanto scrivo venga conservato.

È questa la libertà ed è importante che qualcuno dei potenti cominci a ricordarsi che è ora di difenderla. È più importante la libertà del terrorismo!

I mass media ci hanno fatto "una capa tanta" con questa storia del terrorismo quando i morti a causa degli infortuni sul lavoro ogni giorno nel mondo sono doppi di quelli del massacro delle torri gemelle. I morti sono uguali e hanno purtroppo lo stesso peso.

Perché il mondo sta cambiando a causa di un attentato da parte di una banda di criminali e non riusciamo a farlo cambiare per le cose più importanti (citiamo ancora l'esempio degli infortuni sul lavoro a cui nessuno ha il coraggio di dichiarare veramente guerra)?

 

Matteo Meroni, direttore responsabile di PuntoSicuro

 


Commenta questo articolo!


Nessun commento è ancora presente.
FBEsegui il login a Facebook per pubblicare il commento anche sulla tua bacheca
GPEsegui il login tramite Google+!
GPEsegui il login tramite Twitter!
Nome e cognome:
(obbligatorio)
E-Mail (ricevi l'avviso di altri commenti all'articolo)
Inserisci il tuo commento: