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Il Regolamento UE 2024/3005 rafforza competitività e sostenibilità aziendale?
Il Regolamento (UE) 2024/3005, adottato il 27 novembre 2024, introduce un quadro normativo armonizzato per le attività di rating ESG (ambiente, sociale e governance), rafforzando i principi di trasparenza, integrità, indipendenza e buona governance delle agenzie che assegnano tali valutazioni. La normativa modifica i precedenti Regolamenti (UE) 2019/2088 e 2023/2859 per adeguare il mercato europeo della finanza sostenibile alle nuove esigenze.
Il testo stabilisce obblighi di trasparenza molto stringenti: i fornitori di rating ESG devono infatti rendere pubbliche le metodologie di valutazione, le fonti di dati impiegate e le modalità con cui formulano i rating, garantendo che tali informazioni siano accessibili agli investitori, alle imprese valutate e al pubblico. Il regolamento attribuisce un ruolo di vigilanza centrale all’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), che provvede all’autorizzazione delle agenzie ESG, alla loro sorveglianza e a controlli periodici per verificare il rispetto delle nuove regole.
Per prevenire conflitti di interesse viene introdotto il principio della separazione delle attività commerciali: non è più possibile che una stessa entità combini servizi di consulenza con l’attività di rating, senza adeguate “barriere” interne. Le agenzie devono adottare politiche di governance organizzativa che identificano e gestiscono potenziali conflitti, documentandoli e rendendoli trasparenti. Il regolamento prevede altresì la creazione di un registro europeo dei fornitori di rating ESG, aggiornato e accessibile online, gestito da ESMA, come strumento per aumentare la tracciabilità e la responsabilità.
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Il Regolamento si applica non solo ai fornitori di rating stabiliti nell’UE, ma anche a soggetti extra-europei che vogliano operare nel mercato comunitario. In quest’ultimo caso, tali organizzazioni devono ottenere un riconoscimento formale, un avallo da un fornitore autorizzato nell’UE o essere incluse nel registro ESG europeo secondo criteri di equivalenza.
Dal punto di vista dell’efficacia del mercato interno, l’obiettivo è duplice: proteggere gli investitori e prevenire pratiche scorrette come il “greenwashing” o il “social washing”, garantendo che i rating ESG rappresentino valutazioni credibili basate su dati rigorosi. Il Regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e le sue disposizioni si applicheranno dal 2 luglio 2026.
Secondo l’approfondimento di EcoCamere, il Regolamento consente al mercato ESG di guadagnare un livello di affidabilità superiore, a beneficio delle imprese e degli investitori, soprattutto in un contesto in cui la finanza sostenibile gioca un ruolo sempre più centrale. Inoltre, la chiarezza sui criteri di rating aiuta le imprese a comprendere meglio le dimensioni ESG su cui possono migliorare, agevolando percorsi di sostenibilità autentici e non solo formali.
Sul piano operativo le agenzie di rating dovranno rafforzare le proprie strutture interne, adottare procedure di controllo qualità, garantire che i dati siano verificabili e aggiornati e che la metodologia sia periodicamente rivista, al fine di mantenere l’integrità del processo di rating. Questo approccio promuove una concorrenza basata su standard elevati e metodologie solide, piuttosto che su pratiche opache o aggressive di marketing.
RPS
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