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Seminario avvocati Inail: focus su riforme, tutela lavoratori e nuove sfide del diritto

Seminario avvocati Inail: focus su riforme, tutela lavoratori e nuove sfide del diritto
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

03/12/2025

Il 24° seminario nazionale degli avvocati Inail ha riunito istituzioni ed esperti per approfondire riforme, tutela dei lavoratori e sviluppo del diritto, a 60 anni dal Testo unico su infortuni e malattie professionali.

Seminario avvocati Inail: focus su riforme, tutela lavoratori e nuove sfide del diritto

Il 24° seminario nazionale degli avvocati Inail ha riunito istituzioni ed esperti per approfondire riforme, tutela dei lavoratori e sviluppo del diritto, a 60 anni dal Testo unico su infortuni e malattie professionali.

Dal ruolo dell’avvocato pubblico alle prospettive di riforma dell’assicurazione sociale, il 24esimo seminario nazionale degli avvocati Inail che si è svolto a Roma dal 25 al 27 novembre ha coinvolto autorevoli rappresentanti di istituzioni e mondo del diritto in un confronto a tutto campo sulle prospettive di evoluzione normativa e giurisprudenziale, a 60 anni dall’adozione del Testo unico n. 1124/1965 delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

D’Ascenzo: “Dalla nostra Avvocatura un contributo fondamentale”. 

Aprendo martedì pomeriggio, presso l’Auditorium Antonio Maglio della Direzione generale Inail di piazzale Pastore, la prima giornata del seminario, patrocinato dalla Corte di Cassazione e dal Consiglio nazionale forense, il presidente dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo, ha sottolineato l’importanza della funzione consulenziale svolta dall’Avvocatura: “La possibilità di poter contare sulla vostra professionalità e di avere dei pareri su materie spesso molto variegate – ha detto rivolgendosi all’avvocato generale Vito Zammataro – ci consente di evitare di trovarci in ulteriori difficoltà”. Ringraziando gli avvocati dell’Istituto per il costante impegno dimostrato, D’Ascenzo ha poi ribadito la volontà del Cda di sostenerli: “Il nostro intendimento, mio e di tutto il Consiglio di amministrazione, è di operare affinché vi sia consentito di svolgere il vostro lavoro al meglio”.  

Loy: “Al centro la persona e la qualità del lavoro”. 

La rilevanza del contributo dell’Avvocatura è stata ribadita anche dal presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, Guglielmo Loy: “Dal vostro lavoro derivano elementi utilissimi per l’attività dell’Istituto”, ha spiegato il presidente del Civ, ricordando come gli avvocati Inail contribuiscano a “tenere al centro la persona e la qualità del lavoro in ogni riflessione su salute e sicurezza”. Loy ha richiamato inoltre il valore dell’attività forense quale garanzia di equilibrio e di tutela, “un ruolo attuale e decisivo, soprattutto in un contesto in cui il quadro normativo deve confrontarsi con trasformazioni sociali, nuove professioni e innovative dinamiche del lavoro”. Di qui l’invito a “elaborare con responsabilità proposte di evoluzione normativa”, capaci di tenere insieme le imprese, i lavoratori e l’intero sistema di tutela.

Sisto: “Dobbiamo far salire le imprese sulla barca della sicurezza”. 

Per Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, non si può però immaginare un sistema di tutela realmente efficace senza il coinvolgimento pieno e convinto delle imprese. “Dobbiamo farle salire sulla barca della sicurezza”, ha detto, perché la prevenzione non può essere il risultato di un rapporto dialettico conflittuale tra istituzioni e aziende, ma funziona solo attraverso una responsabilizzazione condivisa, in cui tutti remano nella stessa direzione. Bisogna, quindi, “stimolare l’adempimento a quelli che sono gli obblighi in materia di sicurezza mediante un vantaggio che, per quanto riguarda il diritto penale, può essere rispondere soltanto in caso di colpa grave, esattamente come accade per i medici adempienti”. Nell’ambito di questa visione che “spinge all’adempimento anziché aspettare che la sanzione arrivi, sempre troppo tardi”, Sisto considera l’Inail e la sua Avvocatura “interlocutori imprescindibili”, capaci di portare alle imprese indicazioni chiare, basate su dati, analisi tecniche e una lettura accurata dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale.


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Busia: “Costruire diritti attraverso prevenzione e legalità”. 

Giornate come queste, secondo il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, sono “occasioni per creare cultura dei diritti”, in cui l’Avvocatura Inail svolge un compito “bellissimo e altissimo nel trasformare i principi costituzionali in tutela concreta”. Dopo aver evidenziato la rilevanza dell’attività preventiva e consultiva, oggi centrale almeno quanto il contenzioso, Busia ha richiamato il ruolo decisivo dell’Inail negli appalti pubblici, dove “il modo in cui si fa qualcosa conta quanto ciò che si fa”, e in cui sicurezza e legalità devono guidare ogni scelta. La digitalizzazione, dai cantieri digitali alle banche dati integrate, per il presidente dell’Anac è “uno strumento di tutela dei diritti, da costruire insieme per rendere più efficaci prevenzione e controlli”.

Graziani: “Le nuove forme del lavoro vanno interpretate e salvaguardate”. 

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Alessandro Graziani, ha sottolineato le profonde trasformazioni avvenute nel mondo del lavoro nei 60 anni trascorsi dall’adozione del Testo unico del 1965: “Oggi abbiamo nuove forme come lo smart working che vanno interpretate, salvaguardate e viste in una prospettiva futura”. In questo contesto, l’Inail per Graziani rappresenta “una gemma del settore pubblico e la sua Avvocatura è sicuramente uno dei suoi fiori all’occhiello, grazie a una grande preparazione e a una grande specializzazione che si manifesta sempre di più nell’attività di consulenza”, tanto che l’Ordine di Roma, nel rivedere il regolamento sull’avvocatura pubblica, “ha fortemente attinto all’esperienza degli avvocati dell’Istituto”, dai quali ha tratto “competenza e un contributo prezioso”.

Greco: “Una legge per garantire autonomia e indipendenza”. 

Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, si è soffermato invece sulla riforma dell’ordinamento forense in discussione in Parlamento, sottolineando che “il Governo ha fatto proprio il nostro testo e lo ha trasformato in una legge delega, che garantisce l’autonomia e l’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica degli avvocati degli enti pubblici” e riafferma che nell’esercizio della professione “sono soggetti soltanto al potere disciplinare degli organi dell’Avvocatura”. È stato inoltre “espressamente previsto che il compenso professionale che viene corrisposto all’Avvocatura pubblica deve essere adeguato alla funzione professionale svolta”. L’auspicio di Greco è che “il percorso sia rapido e ci consenta nel più breve tempo possibile di avere pronta la nostra nuova legge forense, che ci permetterà di guardare al futuro con maggiore serenità, certi come siamo di poter contribuire, con la nostra opera, la nostra cultura giuridica, il nostro sapere e la nostra abnegazione, anche agli interessi del Paese”.

La relazione dell’avvocato generale Zammataro. 

Nella sua relazione, l’avvocato generale Zammataro ha evidenziato “il ruolo strategico che l’Inail svolge in un momento storico in cui la salute e sicurezza sul lavoro richiedono interventi sociali, organizzativi, culturali e normativi, perché quotidianamente chiamato a confrontarsi con eventi infortunistici che sembrano destinati a susseguirsi secondo un’inarrestabile sequenza”. In questo quadro l’Avvocatura pubblica assume un valore essenziale: essere avvocati pubblici significa, infatti, esercitare una funzione con una forte dimensione costituzionale, contribuendo alla tutela dei diritti e alla tenuta dell’ordinamento. Zammataro ha ricordato anche che “quella dell’Istituto, nata nel 1913, è una delle più antiche Avvocature pubbliche e che la sua peculiare identità giuridica e istituzionale la chiama non solo a risolvere controversie, ma anche a orientare l’evoluzione normativa e a sostenere le scelte strategiche dell’Inail”.

Organico, assunzioni e pensionamenti.

Dalla relazione di Zammataro è emerso che, rispetto a un fabbisogno di 208 unità, gli avvocati dell’Istituto in servizio sono 175 (81 uomini e 94 donne), di cui 170 incardinati nel ruolo e cinque in comando. L’età media è elevata: gli avvocati over 60 sono infatti 105, mentre gli altri si collocano soprattutto nella fascia fra i 55 e i 60 anni. L’ultimo concorso risaliva al 1998 e il nuovo bando appena concluso ha portato alla selezione di 21 vincitori, con altri 10 candidati idonei. “Un risultato importante – ha spiegato l’avvocato generale – ma insufficiente rispetto al fabbisogno, anche perché nel prossimo triennio andranno in pensione 51 avvocati, creando un vuoto che i nuovi ingressi copriranno per uno o al massimo due anni”. Di qui la necessità di nuovi concorsi e di una mobilità straordinaria preliminare alle assunzioni.

I dati sul contenzioso.

Per quanto riguarda il contenzioso, Zammataro ha spiegato che nel 2024 è stato registrato un aumento di circa l’8% rispetto all’anno precedente, da 12.423 a 13.427 procedimenti, che nelle prestazioni raggiunge quasi il 14%, dovuto soprattutto alla crescita delle malattie professionali. Alla data dello scorso 31 dicembre i procedimenti pendenti erano circa 32.880 e le sentenze depositate 10.192, con una percentuale di sfavorevoli pari al 46,9%, che supera il 55% nelle cause relative alle prestazioni. Per l’avvocato generale c’è dunque l’esigenza di un’analisi strutturata di questi dati anche attraverso il tavolo di confronto interprofessionale e l’uso della nuova banca dati Teleforum, che raccoglie circa 35mila sentenze e consente di comprendere quali sono le nuove tendenze giurisprudenziali.

La riforma della legge professionale forense e del codice deontologico. 

I lavori della prima giornata si sono conclusi con la sessione dedicata alla riforma della legge professionale forense e del codice deontologico, con particolare attenzione al ruolo dell’avvocato pubblico. I temi affrontati hanno riguardato l’evoluzione normativa che ha portato l’avvocato pubblico a essere parte integrante della famiglia forense, le questioni relative all’autonomia e indipendenza, la disciplina del trattamento economico e di fine servizio, il ruolo della formazione, anche rispetto alle nuove sfide dell’intelligenza artificiale, e la necessità di garantire un adeguato supporto amministrativo agli uffici legali degli enti pubblici, con un approfondimento sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 73/2024 e sulle sue ricadute sul trattamento di fine servizio degli avvocati pubblici.

La seconda giornata nell’Aula magna della Corte di Cassazione. 

La seconda giornata del seminario, ospitata nell’Aula magna del Palazzo di Giustizia di piazza Cavour, è iniziata con i saluti istituzionali di Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail, Giovanni Amoroso, presidente della Corte costituzionale, Pasquale D’Ascola, primo presidente della Corte di Cassazione, Pietro Gaeta, procuratore generale della Suprema Corte, e Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Nel suo intervento, D’Ascenzo ha ricordato che “proprio in questi giorni è in fase di conversione il decreto 159 del 2025, che governerà la nostra attività futura per quanto riguarda soprattutto il tema della prevenzione”, frutto di “un lavoro molto partecipato che ha visto la collaborazione di tutti, non solo dell’Istituto ma anche delle organizzazioni sindacali e le organizzazioni datoriali, per cercare di trovare un testo adeguato al fenomeno che ci troviamo ad affrontare”.

Amoroso: “Il ruolo della Corte costituzionale nell’evoluzione della tutela”. 

Il presidente della Corte costituzionale ha ripercorso la lunga storia normativa dell’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali a partire dal 1898, “quando fu introdotta per la prima volta l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro in settori molto particolari”. Amoroso ha ricordato anche il ruolo centrale della Corte costituzionale nell’evoluzione di questa tutela, con le “due storiche sentenze del 1988 che hanno consentito di superare il perimetro dato dal catalogo delle malattie professionali tabellate e dai termini tabellati, portando a un sistema misto più volte auspicato dalla Corte con moniti al legislatore”, e le due sentenze del 1991 sul danno biologico, che hanno comportato “un’espansione della tutela del lavoratore infortunato che subisce una malattia professionale”, oltre a ulteriori interventi più recenti volti ad allargare il perimetro soggettivo dei lavoratori tutelati e a definire i meccanismi di calcolo dell’indennizzo quando su una malattia professionale se ne inserisce una successiva.

D’Ascola: “La giurisdizione deve prestare attenzione alle necessità”. 

Anche il primo presidente della Corte di Cassazione, Pasquale D’Ascola, ha sottolineato “l’evoluzione progressiva nella consapevolezza che la nostra giurisdizione ha avuto di tanti valori. Il valore della salute, il valore della prevenzione, il valore della cura. E questa consapevolezza, questo continuo bisogno di alimentare l’intervento giurisdizionale con la piena conoscenza della realtà sociale e dei suoi interpelli, è dimostrata dalla continua evoluzione degli istituti, della comprensione di essi. L’esempio del danno biologico è fin troppo facile, ma è lo stesso concetto di malattia professionale, su cui ci sono stati molti interventi ampliativi da parte della giurisdizione di legittimità, dimostra che questa attenzione è indispensabile per essere sempre adeguati alle necessità che il mondo del lavoro presenta”.

Gaeta: “Un sistema integrato per lo scambio di dati ed esperienze”. 

Pietro Gaeta nel suo intervento ha elogiato la capacità di adattamento dell’Inail, “perché l’Istituto, nato come ente di sola erogazione economica, si è trasformato completamente e ha realizzato un modello imitato e copiato nelle legislazioni occidentali, che è riuscito nell’integralità della tutela a porre al centro la figura del lavoratore. E lo ha fatto attraverso un metodo duplice: per un verso la capacità di farsi trovare pronto rispetto ai cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, anche quando questi cambiamenti hanno rivoluzionato non soltanto l’aspetto organizzativo ma proprio la cultura del lavoro dipendente, e per altro verso secondo un metodo che non vediamo di frequente nelle pubbliche amministrazioni, cioè quello di creare dei funzionari interni di livello qualitativo elevatissimo”. Il procuratore generale della Cassazione ha poi auspicato un rafforzamento della sinergia tra le procure e l’Avvocatura Inail: “Dobbiamo costituire un sistema integrato per scambiare informazioni, esperienze, i dati che ci mancano nel nostro agire quotidiano, non affidandoci alla buona volontà dei singoli magistrati delle singole procure o dei singoli avvocati dell’Inail”.

Calderone: “La sicurezza sul lavoro priorità irrinunciabile”. 

“Il Governo ha chiaro in mente, e soprattutto nelle sue azioni, il fatto che la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro è una priorità irrinunciabile – ha detto il ministro Calderone – Per questo abbiamo posto in essere delle politiche mirate che investono in prevenzione, formazione, potenziamento dei controlli, diffusione della cultura della prevenzione. Il recente decreto sicurezza non è il primo intervento che abbiamo fatto in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma è invece un’ulteriore tappa di un percorso iniziato tre anni fa che ci ha portato ad affrontare temi importanti e a individuare soluzioni altrettanto importanti ed efficaci, dando anche attuazione a delle previsioni di legge che dovevano ancora essere realizzate, come la patente a crediti che il circuito degli appalti attendeva da ben 16 anni e che noi abbiamo esteso a tutto il settore dell’edilizia”. Il ministro del Lavoro ha sottolineato anche la qualità del contributo fornito dall’Inail, “che non consideriamo solo un ente assicuratore, ma di cui riconosciamo il ruolo di protagonista attivo nella ricerca, nella formazione e nella promozione di progetti innovativi”.

Le sessioni su danno, gig economy, tutela e ruolo dell’Istituto.

Dopo i saluti istituzionali, i lavori della seconda giornata sono proseguiti con quattro sessioni di approfondimento che hanno toccato temi cruciali, a partire dalle questioni controverse in tema di danno patrimoniale alla persona e di danno differenziale, esplorando le sfide interpretative e applicative che emergono nella quantificazione e nel riconoscimento. È stata poi analizzata l’evoluzione della nozione di lavoro e di soggetto assicurato nell’era digitale e della gig economy, un campo in rapida trasformazione che impone nuove riflessioni sulla tutela previdenziale e assicurativa di figure professionali emergenti e di modelli innovativi di impiego. A seguire, la discussione si è focalizzata sull’evoluzione costituzionalmente orientata della tutela del lavoratore nei 60 anni del Testo unico, ripercorrendo il percorso normativo e giurisprudenziale che ha plasmato i diritti e le garanzie dei lavoratori, alla luce dei principi fondamentali della Costituzione italiana. Infine è stato approfondito il ruolo dell’Inail nella salute e sicurezza sul lavoro, esaminando le strategie e gli strumenti adottati dall’Istituto per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

La tavola rotonda sulle prospettive dell’assicurazione sociale. 

L’ultima giornata del seminario, nuovamente presso l’Auditorium Antonio Maglio, ha coinvolto Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, Tino Magni, presidente della Commissione di inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, e Chiara Tenerini, componente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, in una tavola rotonda sulle prospettive di riforma dell’assicurazione sociale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, da cui sono emerse prospettive diverse ma accomunate dall’urgenza di una nuova cultura della prevenzione e da un richiamo forte alla responsabilità collettiva.

Rizzetto: “Bisogna tenere il passo con i cambiamenti”. 

Ricordando il dato drammatico dei “tre morti al giorno sui luoghi di lavoro”, Rizzetto ha sottolineato che “ognuno di noi può portare un piccolo secchio di responsabilità”, insistendo sulla necessità di “una politica capace di tenere il passo con un mercato del lavoro in rapidissimo cambiamento, in cui tecnologie e intelligenza artificiale pongono nuove sfide, anche in termini di responsabilità e prevenzione”.  A questo proposito, il presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera ha citato gli interventi normativi più recenti, dai rafforzamenti ispettivi alla patente a crediti, dal badge di cantiere alla nuova legge sull’insegnamento della cultura della sicurezza nelle scuole, che prevede anche l’ingresso in aula di persone che hanno subito le conseguenze di un infortunio, perché “è molto più impattante vedere una testimonianza diretta che leggere dieci libri”. Fino all’ordine del giorno votato in Parlamento per chiedere l’introduzione di incentivi a favore delle aziende che adottano dispositivi di protezione individuali all’avanguardia.  

Magni: “La politica deve intervenire prima che i problemi succedano”. 

Richiamando la sua esperienza di operaio e sindacalista, Tino Magni ha indicato come priorità “la riduzione dei contenziosi, perché la politica dovrebbe intervenire prima che i problemi succedano”. Per il presidente della Commissione d’inchiesta del Senato la repressione, da sola, non basta, mentre prevenzione e conoscenza degli scenari lavorativi sono gli strumenti più efficaci per ridurre incidenti e morti. Stragi emblematiche come quelle di Brandizzo e Calenzano mostrano, infatti, come errori organizzativi e comunicativi possano risultare fatali. Di qui l’importanza della sperimentazione, perché “in un mondo che cambia, prima delle norme bisogna sperimentare per costruire norme migliori”, e la necessità di far partire il cambiamento dai territori, integrando dati e competenze, perché “solo attraverso l’analisi dettagliata delle singole realtà, dalle cave di Carrara alla logistica di Piacenza, è possibile attuare interventi mirati”.

Tenerini: “L’IA questione tra le più affascinanti e inquietanti del nostro tempo”. 

Mettendo in relazione sicurezza sul lavoro, trasformazioni sociali e rivoluzione digitale, Chiara Tenerini ha evidenziato come quella dell’intelligenza artificiale sia “una delle questioni allo stesso tempo più affascinanti e inquietanti del nostro tempo”, da cui deriva l’esigenza di rafforzare il ruolo del Parlamento, dotandolo di strumenti adeguati alla rapidità del cambiamento, anche tramite una Commissione dedicata. Secondo la deputata, inoltre, l’Inail rappresenta “una miniera d’oro di dati che troppo spesso sono utilizzati come casistica a posteriori, mentre attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale potrebbero diventare una fonte di informazioni per un’analisi predittiva di quelli che possono essere gli infortuni e le situazioni a rischio”. Dopo aver espresso apprezzamento per l’introduzione dell’insegnamento della sicurezza nelle scuole, Tenerini ha rilanciato l’idea di ripensare il Testo unico sulla sicurezza, proponendo strumenti su misura per piccole e microimprese, un fascicolo elettronico che segua il lavoratore lungo tutta la sua vita professionale e percorsi più efficaci di reinserimento lavorativo per chi subisce un infortunio.

Fiori: “Un’occasione per riflettere sulle prospettive di riforma della normativa”. 

Le conclusioni del seminario sono state affidate al direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori, che ha sottolineato come “il 60esimo anniversario dalla nascita del Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sia un’occasione per riflettere sulle prospettive di riforma della normativa sugli infortuni sul lavoro e ribadire il ruolo centrale ricoperto dall’Avvocatura dell’Istituto nel progetto di welfare del Paese”. La partecipazione al seminario di relatori di alto profilo, tra cui magistrati, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni, per Fiori “testimonia la stima e il riconoscimento ottenuti dall’Inail grazie al contributo della sua Avvocatura. Uno stimolo a rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Avvocatura, anche alla luce delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, nella tutela, nella cura della salute e nella prevenzione degli infortuni, ambiti centrali per la missione dell’Istituto”.

“La sfida è acquisire ancora più rilevanza nel sistema del welfare”.

“L’esperienza maturata negli anni – ha aggiunto il direttore generale – è preziosa per contrastare in maniera efficace il dramma degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, ancora troppo diffusi nonostante i progressi scientifici e tecnologici. Un punto di partenza e una sfida, quindi, per l’Istituto e la sua Avvocatura per acquisire un ruolo di maggiore rilevanza nell’ambito della tutela del lavoratore in una società in continua evoluzione e improntata sempre più sulla trasformazione digitale e il lavoro flessibile. L’Avvocatura di Inail, di cui sono orgoglioso, è parte attiva dell’amministrazione e svolge un ruolo fondamentale non sono nel contenzioso, ma anche e soprattutto nella risposta celere alle modifiche delle riforme e nell’erogazione dei servizi che mettono la persona al centro, come la mission del nostro Istituto che è la spina dorsale del welfare del nostro Paese”.

Disponibili gli atti del seminario nazionale avvocati Inail

Il Volume degli Atti raccoglie i contributi che hanno animato il confronto durante il Seminario, che per questa edizione è stato indirizzato in particolare alle possibili applicazioni e implicazioni dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella gestione del contenzioso e nell’attività dei legali, alla tutela della salute del lavoratore anche nelle situazioni di crisi ambientali e al contrasto al fenomeno del caporalato e degli infortuni sul lavoro in agricoltura. Uno spazio viene dedicato anche alle condizioni e prospettive del lavoro nella pubblica amministrazione in un tempo nel quale si torna finalmente a programmare nuove assunzioni e ripartono i concorsi pubblici, ma si registra un preoccupante calo di attrattività del pubblico impiego.

Atti del seminario nazionale avvocati Inail - Formato PDF — Dimensione 1.50 MB

Fonte: INAIL



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