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: Verso una metodologia condivisa per le linee guida in medicina legale
Un articolo pubblicato sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità propone un modello strutturato per sviluppare linee guida e buone pratiche medico-legali
L’ambito professionale della medicina legale è caratterizzato da norme eterogenee e forti implicazioni giuridiche. È dunque opportuno adottare una metodologia dedicata, ben distinta da quella impiegata in campo clinico, per predisporre linee guida/buone pratiche adeguate alle specificità del settore. Un articolo firmato dal sovrintendente sanitario centrale Inail, Patrizio Rossi, e dal dirigente medico di II livello della sede Inail di Terni, Andrea Mele, analizza le criticità attuali connesse a questo tema.
Un settore che richiede strumenti dedicati.
La pubblicazione su Annali dell’Istituto Superiore di Sanità affronta per la prima volta in modo sistematico il tema delle linee guida e delle buone pratiche in medicina legale. Gli autori osservano come l’obbligo introdotto dall’art. 5 della Legge 24/2017 imponga anche ai professionisti dell’area medico-legale di attenersi a linee guida o, in mancanza, a buone pratiche riconosciute. Tuttavia, il settore soffre di una carenza di documenti ufficiali nel Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) e, soprattutto, di metodologie adeguate alla natura peculiare delle attività medico-legali. Per tali ragioni, gli strumenti metodologici utilizzati in ambito clinico risultano spesso inadatti o solo parzialmente applicabili.
Le raccomandazioni Inail.
Preziosa al riguardo l’esperienza della Sovrintendenza sanitaria centrale dell’Inail, che negli ultimi anni ha sviluppato proprie “raccomandazioni medico-legali”. Questi documenti, più agili delle linee guida, hanno consentito di standardizzare comportamenti, prevenire errori e introdurre indicatori di processo utilizzati anche negli audit interni. Il processo prevede la creazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare, la consultazione dei territori e delle strutture regionali e la successiva stesura della versione definitiva. Nonostante l’efficacia di questo approccio, gli autori sottolineano la necessità di introdurre un percorso condiviso per la produzione di documenti che abbiano valore anche all’esterno dell’Istituto, cui possano fare riferimento tutti gli stakeholders e gli operatori che, a vario titolo (consulenti tecnici di parte, consulenti tecnici d’ufficio), si occupano della materia.
Le basi per una metodologia strutturata.
Lo studio in oggetto evidenzia che le linee guida attualmente utilizzate in diversi ambiti della medicina legale (autopsie, genetica forense, tossicologia, valutazioni assicurative) raramente seguono processi metodologici codificati. Per questo motivo sarebbe opportuna la definizione di un manuale metodologico dedicato, ispirato a quello dell’ISS per la pratica clinica ma adattato alle esigenze della disciplina. Tra gli elementi centrali del modello proposto figurano: l’uso di classificazioni PICO (Problem/population, Interventions, Comparison/control, Outcome) per definire problemi e interventi; una attenta valutazione dell’autorevolezza e concordanza delle fonti rispettosa dell’Evidence Based Medicine; la tracciabilità del processo di sviluppo e infine la revisione esterna indipendente.
Verso linee guida e buone pratiche riconosciute.
La medicina legale dovrebbe dunque dotarsi di strumenti ufficiali di indirizzo capaci di colmare vuoti normativi, ridurre l’eterogeneità dei comportamenti, garantire la sicurezza del servizio e offrire un riferimento autorevole nelle valutazioni giudiziarie e amministrative. La recente pubblicazione di una prima buona pratica in ambito medico-legale sul sito SNLG rappresenta, secondo gli autori dello studio, un passo significativo verso la definizione di un percorso condiviso. Sottolineata anche la necessità di istituire un gruppo di lavoro congiunto con l’ISS, in grado di produrre documenti ufficiali e riconosciuti a livello nazionale, in modo che la ricca esperienza Inail costituisca la base su cui costruire un sistema metodologico stabile, capace di promuovere qualità, uniformità e trasparenza nei giudizi medico-legali, nella materia istituzionale che le norme hanno affidato all’Inail.
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