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Operativo il registro nazionale delle malattie professionali

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

16/07/2007

Uno strumento utile per definire il fenomeno, in evoluzione, delle malattie da lavoro. Difficoltà e prospettive.

Operativo il registro nazionale delle malattie professionali

Uno strumento utile per definire il fenomeno, in evoluzione, delle malattie da lavoro. Difficoltà e prospettive.

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Migliore comunicazione, raccolta di dati e ricerca: elementi chiave per individuare le malattie professionali ai quali mira il Registro Nazionale delle Malattie professionali (Nmp), divenuto ora operativo dopo un anno di sperimentazione.

Come evidenziato nella Prima Conferenza del sistema sanitario sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, svoltasi a Torino, la difficoltà a descrivere dimensioni e caratteristiche del fenomeno delle malattie professionali dipendono da molteplici fattori, tra i quali la latenza di alcune patologie e la carenza di informazioni statistiche ed epidemiologiche.

Il Registro Nazionale è stato istituito presso l’Inail e dal marzo 2006 è stato attivato in via sperimentale in 12 unità periferiche dell'Istituto, per verificare l'operatività degli strumenti informatici e individuare ogni azione utile per la sua piena realizzazione.

Una volta a regime il Registro NMP svolgerà la funzione di punto di raccolta delle informazioni sulle caratteristiche e dimensioni del fenomeno delle malattie professionali.
I dati raccolti saranno a disposizione di tutti i soggetti pubblici ai quali sono attribuiti compiti di protezione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, in modo da consentire studi più approfonditi sulle patologie certe, di probabile e possibile origine lavorativa, e ricerche su quelle perdute e sconosciute.

Affinché siano raggiunti tali obiettivi è necessaria la collaborazione di  tutti gli "attori" del sistema di alimentazione del Registro NMP, come i medici di base, i medici ospedalieri e le istituzioni locali.
Purtroppo nella fase sperimentale è emersa la scarsa conoscenza dell'obbligo di denuncia/segnalazione delle malattie professionali per ogni medico che ne riconosca l'esistenza, stabilito dall'articolo 139 del Testo unico del 1965.
L’Inail attiverà, quindi, una specifica campagna di sensibilizzazione.
Come sottolineato dal Presidente dell’Inail Vincenzo Mungari, in occasione della Conferenza nazionale di Torino, è necessario “attivare una rete comunicativa con i medici di base, i medici competenti e, più in generale, con i medici del lavoro, perché si crei una circolarità continua delle informazioni che riguardano la salute della persona, per evitare che vengano segnalate all’INAIL solo alcune malattie e solo quando sono conclamate”.

Altre difficoltà evidenziate nella fase di sperimentazione sono state riscontrate nel flusso di trasmissione delle segnalazioni al Registro, reso più complesso dall'attuale normativa che determina procedure difformi anche nell'ambito delle stesse realtà territoriali, e nel mancato utilizzo di un unico modulo da parte dei medici esterni, che comporta un'alimentazione del Registro disomogenea, con il rischio di informazioni eccessivamente dettagliate o, viceversa, troppo generiche.

L'obiettivo dell'INAIL, quindi, è anche quello di favorire la diffusione e l'utilizzo di un unico modello di denuncia/segnalazione delle malattie professionali, promuovendo allo stesso tempo degli accordi a livello locale con le istituzioni coinvolte nella trasmissione di queste informazioni, come le Direzioni provinciali del lavoro, le Regioni e le Asl.
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