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Infezioni trasmesse per via ematica: rischi di contagio e prevenzione

Infezioni trasmesse per via ematica: rischi di contagio e prevenzione
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

06/07/2026

Un approfondimento sulle malattie infettive trasmesse per via ematica: rischi di contagio, ferite da punta e da taglio e misure di prevenzione tecniche, organizzative e personali nei contesti lavorativi.

Infezioni trasmesse per via ematica: rischi di contagio e prevenzione

Un approfondimento sulle malattie infettive trasmesse per via ematica: rischi di contagio, ferite da punta e da taglio e misure di prevenzione tecniche, organizzative e personali nei contesti lavorativi.

Lucerna, 6 Lug – Il nostro giornale ha più volte affrontato il tema del possibile rischio di infezioni trasmesse per via ematica nel settore sanitario, e, in particolare, nell’ ambito ospedaliero. Tuttavia, queste malattie possono essere un rischio anche per altre categorie professionali. Ad esempio, personale delle forze dell’ordine e dei penitenziari o operatori dei servizi di manutenzione, pulizia e smaltimento.

E i più comuni rischi di infezione, presenti nelle   ferite da punta e da taglio provocate da oggetti su cui è presente il sangue di persone contagiose, riguardano HIV, epatite B ed epatite C.

 

Ad affrontare il tema dei possibili rischi e dei principi della prevenzione delle infezioni trasmesse per via ematica, comprese le raccomandazioni per speciali misure protettive, è un documento pubblicato in Svizzera da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, e dal titolo “ Prevenzione delle malattie infettive trasmesse per via ematica. Raccomandazioni per gruppi professionali fuori dall’ambito sanitario”.

 

Dopo aver già presentato il documento soffermandoci su virus HI, epatite B ed epatite C, oggi raccontiamo alcune possibili misure di prevenzione con riferimento ai seguenti argomenti:

  • Prevenzione delle malattie infettive: le ferite da punta e da taglio
  • Prevenzione delle malattie infettive: i rischi di contagio


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Prevenzione delle malattie infettive: aspetti generali della prevenzione

Il documento Suva presenta alcuni aspetti generali della prevenzione delle malattie infettive trasmesse per via ematica.

 

Si indica che è ormai noto come il sangue e i fluidi corporei siano potenzialmente infettivi. E la trasmissione di agenti infettivi attraverso il sangue o altri fluidi corporei - a causa di ferite da punta e da taglio, contatto diretto con pelle lesa e mucose o schizzi nelle congiuntive e nelle mucose” – deve essere “prevenuta con misure tecniche, organizzative, personali e di salute sul lavoro”.

 

Ed è poi importante “analizzare e comunicare gli eventi infortunistici che portano alla contaminazione, in modo da poter prevenire imprevisti simili in futuro adattando il processo o migliorando le misure di protezione”.

Si segnala che in Svizzera la prevenzione delle malattie professionali in caso di utilizzazione ed esposizione a sostanze biologiche è regolata nell’Ordinanza sulla protezione dei lavoratori dal pericolo derivante da microrganismi (OPLM).

 

Si indica poi che, riguardo alla gerarchia delle misure di protezione, in ambito professionale “si può ottenere un’efficace prevenzione e riduzione al minimo dell’esposizione al sangue e ad altri fluidi corporei solo attraverso l’interazione di varie misure”:

  • misure tecniche: “per la prevenzione delle malattie professionali queste misure hanno la priorità su tutte le altre, in quanto sono finalizzate a eliminare l’effetto dell’agente causale. Pertanto, per prevenire le infezioni trasmesse per via ematica, occorre utilizzare, ove possibile, gli ausili tecnici”;
  • misure organizzative: “le aziende hanno l’obbligo di sviluppare un piano che protegga il proprio personale esposto al sangue o che possa entrare in contatto con oggetti contaminati con sangue. Se la vostra azienda non dispone delle competenze necessarie, è meglio rivolgersi a specialisti esterni. L’informazione e la formazione di tutto il personale interessato sul rischio e sulla prevenzione delle infezioni trasmesse per via ematica rappresentano un elemento essenziale nell’ambito della prevenzione in azienda”.
  • misure personali: “per prevenire le malattie infettive trasmesse per via ematica è importante anche stabilire misure di protezione individuale. In primo luogo è necessario indossare sempre i guanti adatti alla situazione. Se esiste l’eventualità di un possibile contatto con schizzi di sangue o altri fluidi corporei è importante utilizzare altri dispositivi di protezione personale, quali occhiali di protezione, visiere, maschere di protezione e grembiuli impermeabili”;
  • misure di medicina del lavoro: “per prevenire le infezioni trasmesse per via ematica bisogna adottare anche queste misure. Come misura preventiva, la vaccinazione attiva contro l’epatite B è richiesta a tutto il personale che può entrare in contatto con sangue o fluidi corporei potenzialmente infettivi. Le misure da adottare dopo un’esposizione all’epatite B e all’HIV in seguito a punture, tagli o contaminazioni muco-cutanee devono essere concordate con un medico”. 

 

Prevenzione delle malattie infettive: le ferite da punta e da taglio

Si segnala che la misura principale da adottare è la prevenzione delle ferite da punta o da taglio, ad esempio “causate da aghi di siringhe usate e da altri oggetti appuntiti o taglienti che possono essere contaminati con sangue”. Per tale prevenzione – continua il documento elvetico – è bene adottare tecniche di lavoro adatte e usare mezzi ausiliari.

In particolare “gli oggetti contaminati con sangue presentanti un pericolo di ferita devono essere afferrati solo con guanti o con pinze e messi in recipienti resistenti alla perforazione e muniti di chiusura. Il cappuccio di protezione non deve mai essere rimesso sulla cannula (ago della siringa) servendosi delle due mani”.

 

Si sottolinea poi che, “quando si svolge un lavoro dove si prevede il contatto con sangue o altri fluidi corporei, o durante il quale il contatto con oggetti potenzialmente contaminati è inevitabile”, occorre “indossare sempre i guanti”. Inoltre le lesioni cutanee preesistenti “devono essere precedentemente disinfettate e coperte con una fasciatura o un cerotto impermeabili per impedire la penetrazione di sangue o fluidi corporei”.

 

Si ricorda che determinanti per la scelta del tipo di guanti sono “la sollecitazione meccanica e la durata dell’uso”. Ad esempio, il documento Suva consiglia di “utilizzare guanti di protezione monouso in conformità alla norma EN 374”.

Non bisogna poi “indossare mai anelli o altri gioielli sotto i guanti monouso, in quanto si corre il rischio che i guanti si danneggino e non forniscano più la protezione necessaria”.

Il documento riporta poi, per i lavori con particolare rischio di ferite da punta o da taglio, che sono in commercio anche altri guanti resistenti ai tagli.

In ogni caso è importante “fare molta attenzione a non entrare in contatto con la superficie esterna contaminata dei guanti, quando si tolgono. Una volta tolti i guanti, si devono disinfettare le mani”. E se la pelle è visibilmente sporca, “ad esempio con fluidi corporei, è necessario lavarla con sapone e poi disinfettarla. Gli indumenti fortemente contaminati con sangue fresco devono essere cambiati rapidamente”.

 

È poi importante “maneggiare gli indumenti, la biancheria o altri tessili riutilizzabili (ad es. coperte) contaminati con guanti di protezione monouso e riporli quindi in sacchi di plastica impermeabili. Vanno quindi messi in un secondo sacco di plastica (sistema del doppio sacco) per essere portati in lavanderia. Questi tessili vanno trattati come biancheria ospedaliera. Anche gli oggetti non riutilizzabili molto sporchi di sangue devono essere raccolti con il sistema a doppio sacco e avviati all’incenerimento”.

 

Il documento ricorda che le mucose, ad esempio la congiuntiva o la mucosa orale, “sono generalmente un punto di ingresso per agenti patogeni di ogni tipo. Come parte delle misure di protezione generali, è necessario indossare occhiali di protezione e una mascherina chirurgica o una visiera durante tutte le procedure in cui si prevedano possibili schizzi”.

 

È bene ribadire, infine, che il documento Suva fa riferimento alla normativa vigente in Svizzera e per avere informazioni sulla normativa italiana, anche relativamente al contenuto del Titolo X bis (Protezione dalle ferite da taglio e da punta nel settore ospedaliero e sanitario) del D.Lgs. 81/2008, rimandiamo alla lettura dei nostri articoli, ad esempio:

  • Infezioni in sanità e nuove tecnologie: come migliorare la prevenzione?
  • Infezioni ospedaliere e gestione della contaminazione da agenti biologici
  • Modifiche al Decreto 81: la prevenzione delle ferite da taglio o da punta
  • I rischi biologici nel settore sanitario e le ferite da punta e da taglio
  • Le strutture ospedaliere e i rischi biologici per il personale sanitario

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che si sofferma anche su altri aspetti connessi alla prevenzione e fornisce poi precise raccomandazioni per:

  • soccorso di emergenza / servizi di soccorso / rianimazione
  • polizia, guardie di confine, servizi di sicurezza e personale dei penitenziari
  • servizi di manutenzione e di pulizia
  • smaltimento dei rifiuti
  • lavori in canalizzazioni e impianti di depurazione
  • lavanderie
  • personale delle imprese di pompe funebri
  • attività durante le quali gli strumenti possono essere contaminati con sangue
  • sportivi professionisti.

 

RTM

 

 

N.B.: Se i riferimenti legislativi e le indicazioni del documento di Suva, anche riguardo alle vaccinazioni, riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti indicati e le informazioni riportate possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Suva, Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni, “Prevenzione delle malattie infettive trasmesse per via ematica. Raccomandazioni per gruppi professionali fuori dall’ambito sanitario”, a cura di Reka Maria Blazsik e Claudia Malli (Suva), aggiornamento giugno 2025.

 



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