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Rischio rumore: obblighi e capitolati nell’acquisto di una macchina

Rischio rumore: obblighi e capitolati nell’acquisto di una macchina
Redazione
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 Rischio rumore
04/10/2016: Un documento dell’Inail sulla valutazione del rischio rumore si sofferma sugli obblighi del datore di lavoro nella scelta e nell’acquisto di macchine, attrezzature e impianti. Un esempio di possibile capitolato di acquisto di una macchina.
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Roma, 4 Ott – In relazione alla prevenzione del rischio rumore, quali sono gli obblighi del produttore nell'immissione in commercio di macchine, attrezzature e impianti? E quali sono invece gli obblighi del datore di lavoro, in qualità di utilizzatore, nella scelta e nell’acquisto di queste attrezzature? E come potrebbe essere un capitolato relativo all’acquisto di un macchinario?
 
Per rispondere a queste domande, sfogliamo la pubblicazione Inail dal titolo “ La valutazione del rischio rumore”. Un documento curato da Raffaele Sabatino (Dipartimento DIT), con la collaborazione di Michele Del Gaudio (Inail Unità Operativa Territoriale di Avellino) e la revisione scientifica di Pietro Nataletti (Inail Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale).

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Il documento indica che nell'attuale situazione legislativa “l'obbligo del produttore consiste nell'immissione in commercio del prodotto subordinata al rispetto dei livelli massimi di rumorosità, se previsti per quella tipologia di macchina o attrezzatura, e all'apposizione sul macchinario della targhetta attestante il livello di potenza sonora garantito del macchinario determinato secondo una procedura di prova e di misura standard”.
Mentre gli obblighi specifici per il datore di lavoro sono quelli di verificare che sia presente la targhetta che attesta il livello di potenza sonora garantito (LWA), “nonché ovviamente quello di acquistare tra le diverse offerte, quella che produce meno rumore”.
E se le informazioni minime “da richiedere ai potenziali fornitori in fase di acquisto del macchinario” comprendono i dati sull' emissione del rumore, “in base ad un accordo privato tra acquirente e potenziale fornitore, quest'ultimo può fornire anche dati complementari di emissione di rumore per cicli di lavorazione, montaggio e condizioni di funzionamento diversi da quelli precisati nella relativa procedura di certificazione, in relazione alle condizioni di funzionamento di particolare interesse per l'acquirente”.
 
Ed è evidente - continua il documento Inail - che “formalizzare le richieste acustiche sul capitolato d'acquisto (compresi i limiti che si vuole che il costruttore rispetti)” è quasi sempre una condizione necessaria “per avere il controllo della rumorosità che si determinerà nel luogo di lavoro una volta installato il macchinario”.
E per comprendere cosa indicare sul capitolato bisogna considerare che i livelli dichiarati dal produttore “risulteranno incrementati sia dal rumore di fondo che dal riverbero acustico dell'ambiente di installazione e che le effettive condizioni di utilizzo del macchinario quasi mai coincidono con quelle di certificazione. Infatti, i valori di emissione sonora sono caratteristiche intrinseche della sorgente sonora, ma i livelli di pressione sonora che essa determina in un certo ambiente dipendono anche dalle caratteristiche acustiche dell'ambiente di lavoro (riverberazione), dal contributo di altre sorgenti sonore e dalle reali condizioni di funzionamento della sorgente sonora”.
 
In ogni caso si sottolinea che i valori di emissione sonora dichiarati dal fabbricante “consentono di scegliere le macchine e le attrezzature sulla base di definiti requisiti acustici, stabilire un dialogo tecnico fra acquirente e fornitore, valutare la conformità del prodotto ai requisiti stabiliti nelle specifiche”. E permettono di determinare, attraverso calcoli e stime:
- “i livelli di rumorosità conseguenti alla immissione di una determinata sorgente sonora in uno specifico ambiente di lavoro;
- l'ulteriore esigenza di provvedere a bonifiche acustiche nell'ambiente di lavoro”.
 
Nella fase di acquisto è dunque interesse dell'acquirente richiedere “anche i dati sull'emissione sonora nelle effettive condizioni d'utilizzo della macchina o dell'attrezzatura” e l'utilizzatore può anche richiedere “garanzie sui livelli sonori che si determineranno in determinate postazioni di uno specifico ambiente”. Condizioni, queste, che richiedono tuttavia una “stretta collaborazione tra acquirente e fornitore, in modo che il fornitore possa conoscere le reali condizioni d'uso della macchina e/o le caratteristiche acustiche dell'ambiente cui tale sorgente è destinata. La verifica dei valori di rumore così richiesti andrà effettuata secondo una procedura di prova concordata fra acquirente e fornitore”.
 
Il documento riporta poi indicazioni sulla scelta della macchina, in relazione al rischio rumore, ed evidenzia:
- “la necessità di acquistare attrezzature fornite di dati di emissione sonora nelle condizioni ragionevolmente rappresentative di reale funzionamento e non ‘a vuoto’;
- la raccomandazione di acquistare macchine “che, nelle stesse condizioni d'uso e per le stesse applicazioni, sono disponibili in versione silenziata rispetto alla versione ‘non silenziata’”.
 
Il documento riporta poi l’esempio di un possibile capitolato di acquisto di una macchina.
 
Si è detto che il datore di lavoro, in qualità di utilizzatore, ha l'obbligo, al momento dell'acquisto, di “appurare la conformità del macchinario, verificando la marcatura CE e la dichiarazione di conformità che l'accompagna, andando a scegliere quella macchina che, a parità di prestazioni, tenendo conto dell'insieme dei rischi presenti, proponga valori inferiori di rumore emesso”.
 
Tuttavia prima di acquistare un nuovo macchinario o impianto è bene che l'utilizzatore “segua una procedura ben precisa, idonea al conseguimento degli obiettivi di riduzione dell'esposizione al rumore nei luoghi di lavoro, secondo i passi indicati (in accordo con quanto raccomandato dalla norma UNI EN ISO 11690 - 1:1998):
a) “Analisi delle informazioni disponibili sul rumore ambientale nel luogo di lavoro in cui la macchina andrà in funzione, oppure, se non esistono, in altri luoghi di lavoro di simile tipologia;
b) Analisi delle informazioni disponibili presso l'azienda sull'emissione di rumore per macchinari simili a quello che verrà installato;
c) Individuazione dei livelli di rumorosità ambientale da rispettare presso l'area di lavoro ove verrà installato il macchinario e presso gli altri ambienti di lavoro potenzialmente interessati dalla emissione acustica del macchinario stesso, anche alla luce di azioni programmate di riduzione del rumore e bonifica acustica che l'azienda intende mettere in atto;
d) A seguito delle analisi cui ai punti a) - c), individuazione delle informazioni da richiedere ai fornitori in relazione alla rumorosità emessa dal macchinario da acquistare;
e) Individuazione di particolari requisiti acustici da richiedere ai fini della riduzione della rumorosità emessa dal macchinario da acquistare, in relazione alla fattibilità pratica degli stessi”.
 
Inoltre si ricorda ancora che le informazioni più importanti da verificare in fase di acquisto del macchinario, ed eventualmente richiedere se mancanti, comprendono i seguenti dati sull'emissione del rumore:
- “Livello dichiarato di potenza sonora ponderato A, LWA;
- Livelli dichiarati di pressione sonora nei posti di lavoro, LpA, e il livello massimo di picco ponderato C, LpC,picco se la macchina produce apprezzabili rumori impulsivi;
- Riferimento alla norma tecnica della procedura per prove di rumorosità utilizzata nella dichiarazione dei valori cui ai punti a), b), oppure, se non esiste tale norma, descrizione completa del metodo di misurazione adottato per la determinazione dell'emissione di rumore del macchinario”.
 
Concludiamo rimandando alla lettura integrale del documento che contiene anche una scheda tecnica (ripresa dal manuale " Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro") con un esempio di “lista di riscontro relativa all'emissione di rumore che può essere utilizzata per richiedere al produttore/distributore del macchinario i dati relativi alla rumorosità”.
 
 
 
Inail - Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici, “ La valutazione del rischio rumore”, documento curato da Raffaele Sabatino (DIT), con la collaborazione di Michele Del Gaudio (Inail Unità Operativa Territoriale di Avellino) e la revisione scientifica di Pietro Nataletti (Inail Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale), edizione 2015 (formato PDF, 8.03 MB).
 
 
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