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La marcatura e la manutenzione dei sistemi di ancoraggio

La marcatura e la manutenzione dei sistemi di ancoraggio
19/11/2018: Indicazioni sugli ancoraggi tratte dai nuovi quaderni tecnici dell’Inail per i cantieri temporanei o mobili. La marcatura degli ancoraggi secondo le norme UNI 11578, UNI EN 795, UNI EN 516 e UNI EN 517. Scelta, montaggio e manutenzione.

Roma, 19 Nov – Sappiamo quanto siano importanti gli ancoraggi nei cantieri temporanei o mobili per collegare i dispositivi di protezione e le attrezzature di lavoro di cui si vuole garantire la stabilità e il vincolo alla struttura di supporto.

Ed infatti sono molti gli articoli, le interviste e gli approfondimenti dedicati in questi anni dal nostro giornale ai sistemi di ancoraggio.

 

Torniamo a parlare di ancoraggi con riferimento alla pubblicazione degli aggiornamenti dei “ Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili”. Quaderni tecnici – elaborati dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’ Inail - che sono rivolti a coloro “che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese”.

 

La marcatura degli ancoraggi

Il Quaderno Tecnico “Ancoraggi” - a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa – dopo aver presentato le varie tipologie di ancoraggi (secondo la UNI 11578 o la UNI EN 795, secondo le UNI EN 516 o UNI EN 517, secondo le Circolari del Ministero del Lavoro e secondo le ETAG 001) si sofferma anche sulla loro marcatura.


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Ad esempio si indica che la marcatura di un prodotto ai sensi della UNI 11578 o UNI EN 795 “deve essere conforme alla UNI EN 365”. E il prodotto “deve essere marcato dal fabbricante in modo chiaro, indelebile e permanente nella lingua ufficiale del paese di destinazione. La marcatura deve comprendere almeno:

  • mezzo di identificazione, per esempio nome del fabbricante, nome del fornitore o marchio commerciale;
  • lotto di produzione o numero di serie del fabbricante o altro mezzo di rintracciabilità;
  • modello e tipo/identificazione;
  • numero e anno del documento cui il prodotto è conforme;
  • pittogramma o altro metodo per indicare la necessità per gli utilizzatori di leggere le istruzioni per l’uso”.

 

Riprendiamo dal documento Inail un esempio di marcatura:

 

 

Il documento riporta poi indicazioni sulla marcatura dei punti di ancoraggio secondo le UNI EN 516 o UNI EN 517:

  • “le installazioni UNI EN 516 di classe 2 possono essere utilizzate come punti di ancoraggio per DPI”;
  • “i ganci da tetto UNI EN 517 di tipo A e tipo B possono essere utilizzati come punti di ancoraggio per DPI”.

 

Il Quaderno sofferma poi anche sulla marcatura degli ancoraggi per ponteggi (l’art. 135 del D.Lgs. 81/2008 “prevede che tutti gli elementi del ponteggio devono portare impresso, a rilievo o a incisione, e comunque in modo visibile e indelebile il marchio del fabbricante”) e sulla marcatura degli ancoranti metallici/chimici per utilizzo su calcestruzzo secondo le ETAG 001.

 

Riguardo alle ETAG 001 (linee guida per il rilascio del benestare tecnico europeo di ancoranti metallici da utilizzare nel calcestruzzo) si indica che l’ancorante per uso su calcestruzzo “deve riportare le seguenti indicazioni:

  • marcatura CE,
  • numero dell’organismo di approvazione (Approval Body),
  • nome del fabbricante,
  • ultime due cifre dell’anno di apposizione della marcatura CE, -numero del certificato di conformità,
  • numero della Valutazione Tecnica Europea (ETA),
  • ETAG di riferimento e opzione,
  • diametro”.

Rimandiamo al documento Inail che riporta diverse immagini d’esempio delle diverse marcature.

 

La scelta, il montaggio e la manutenzione degli ancoraggi

Il Quaderno Tecnico si sofferma poi sulla scelta, montaggio, smontaggio e manutenzione dei sistemi di ancoraggio, ad esempio indicando che la scelta dell’ancoraggio da adottare “dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi”.

 

Vediamo alcune indicazioni relative al montaggio e smontaggio.

 

Prima del montaggio dell’ancoraggio è necessario verificare:

  • “l’idoneità della struttura di ancoraggio (tipologia del materiale base, dimensioni, spessore);
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di montaggio per l’uso previsto”.

 

Si ricorda poi che il concetto di “smontaggio” dell’ancoraggio non è frequente.

Tuttavia nei casi in cui sia previsto o sia possibile è necessario effettuare le verifiche indicate:

  • prima dell’eventuale smontaggio è necessario verificare:
    • “le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità);
    • le condizioni atmosferiche (vento, pioggia ecc.);
    • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di smontaggio”;
  • dopo lo smontaggio è necessario verificare:
    • “l’integrità di tutti i componenti;
    • l’assenza di danni ai materiali tessili;
    • l’assenza di danni ai materiali metallici;
    • l’assenza di deformazioni o ammaccature;
    • la corretta movimentazione delle parti mobili;
    • l’efficacia dei dispositivi di blocco e sblocco”.

 

Concludiamo con alcune indicazioni sulla manutenzione dell’ancoraggio che deve essere effettuata da personale qualificato.

 

In particolare la manutenzione prevede:

  • “la verifica dello stato superficiale;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica di deformazioni;
  • la verifica dei danni dovuti alla corrosione;
  • la verifica dello stato della fune;
  • la verifica del tensionamento della fune;
  • la verifica dello stato dei dadi e dei bulloni;
  • la verifica del serraggio dei dadi e dei bulloni;
  • la verifica degli eventuali dissesti dell’insieme ancorante-struttura di supporto;
  • l’ingrassatura di eventuali parti mobili”.

 

Ricordiamo, infine, che nel Quaderno Tecnico, che vi invitiamo a visionare integralmente, sono presenti alcune utili risposte alle cosiddette FAQ (frequently asked questions), le domande poste più frequentemente dagli operatori.

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Ancoraggi”, Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili a cura di Luca Rossi, Luigi Cortis, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa (DIT) con la collaborazione di Carlo Ratti e Calogero Vitale (DIT), edizione 2014 (formato PDF, 3.47 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Ancoraggi nei cantieri temporanei o mobili”.

 

 

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