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Elettrodotti: l’uso in sicurezza della scala ad elementi innestabili

Elettrodotti: l’uso in sicurezza della scala ad elementi innestabili
25/01/2017: Gli indirizzi operativi per la redazione di procedure per la scalata, accesso, spostamento, posizionamento nelle attività in quota su elettrodotti aerei. Focus sulla scalata e discesa del sostegno utilizzando la scala ad elementi innestabili.
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Roma, 25 Gen – Per migliorare la prevenzione delle cadute dall’alto nelle attività di costruzione, demolizione, esercizio e manutenzione delle linee elettriche aeree è stato elaborato - da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti del Ministero del Lavoro, del Ministero della Salute, del Coordinamento tecnico delle Regioni, del Comitato Elettrotecnico Italiano e dell’INAIL – uno specifico documento dal titolo “ Indirizzi operativi per la redazione di specifiche procedure per la scalata, l’accesso, lo spostamento, il posizionamento, nonché per il recupero del lavoratore non più autosufficiente: prevenzione del rischio di caduta dall’alto nelle attività non configurabili come lavori sotto tensione su elettrodotti aerei”.


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Per diffondere la conoscenza di questo documento, che non solo fornisce elementi per la stesura di specifiche procedure aziendali, ma propone anche esempi di metodi di scalata, discesa, spostamento e posizionamento nelle attività su elettrodotti aerei, ci soffermiamo oggi sulla scalata e relativa discesa del sostegno utilizzando la scala ad elementi innestabili.

 

Riguardo a questa particolare tipologia di scalata e discesa, il documento sottolinea che la scala ad elementi innestabili è “composta da più elementi che devono essere assemblati l’uno sull’altro a partire dal primo che viene innestato su un supporto precedentemente fissato al sostegno. Ciascun elemento è dotato di vincoli per il fissaggio al sostegno (cinghie/corde di fissaggio) e di una linea di ancoraggio rigida a cui è possibile collegare un dispositivo anticaduta di tipo guidato” che deve “scorrere liberamente nei due sensi e che, quando sollecitato in caso di caduta, deve bloccarsi rapidamente”.

Il documento riporta, a questo proposito, una piccola immagine esplicativa che mostra una scala a elementi innestabili con dispositivo di tipo guidato.

 

 

Come avviene la scalata e la discesa?

 

Si indica che la scala viene “montata dal primo lavoratore che sale sul sostegno, innestando uno sopra l’altro i vari elementi e vincolandoli al sostegno. Tutti i lavoratori che affronteranno la scalata, successivamente al primo, usufruiranno della scala stessa, mantenendosi vincolati alla linea di ancoraggio rigida attraverso il dispositivo anticaduta di tipo guidato collegato all’attacco sternale dell’imbracatura di sicurezza mediante cordino dotato di assorbitore di energia”.

 

Il documento riporta poi alcuni elementi minimi da considerare nelle procedure aziendali in grado di migliorare la sicurezza degli operatori.

 

In particolare deve essere espressamente “indicata la modalità con cui il primo lavoratore:

a) si assicura alla linea di ancoraggio rigida e/o al sostegno durante tutte le fasi di montaggio/salita e smontaggio/discesa;

b) mantiene sempre il collegamento alla linea di ancoraggio rigida e/o al sostegno in tutte le fasi di montaggio/salita e smontaggio/discesa;

c) effettua il trasferimento/trasporto/ ricezione degli elementi innestabili e/o dei materiali/utensili;

d) effettua il montaggio/smontaggio della scala;

e) effettua, in corrispondenza di eventuali discontinuità della linea di ancoraggio, il passaggio da un elemento al successivo, assicurandosi alla struttura del sostegno tramite uno degli altri dispositivi in dotazione (cordino ausiliario munito di assorbitore o, in alternativa, cordino a Y con assorbitore di energia, oppure cordino di posizionamento sul lavoro, se è prevista la condizione di posizionamento sul lavoro), prima di trasferire il dispositivo anticaduta da un elemento all’altro”.

Inoltre deve essere espressamente indicata “la modalità con cui i lavoratori che affronteranno la scalata successivamente al primo:

f) si collegano alla linea di ancoraggio rigida, attraverso il dispositivo anticaduta di tipo guidato;

g) mantengono sempre il collegamento alla linea di ancoraggio rigida, in tutte le fasi di salita/discesa;

h) effettuano, in corrispondenza di eventuali discontinuità della linea di ancoraggio, il passaggio da un tronco al successivo, assicurandosi alla struttura del sostegno tramite uno degli altri dispositivi in dotazione (cordino ausiliario munito di assorbitore o, in alternativa, cordino a Y con assorbitore di energia, oppure cordino di posizionamento sul lavoro, se è prevista la condizione di posizionamento sul lavoro), prima di trasferire il dispositivo anticaduta da un tronco all’altro”.

 

In conclusione il documento presenta un idoneo esempio di svolgimento della scalata:

- “prima di accedere al sostegno, il primo lavoratore che si appresta alla salita indossa l’imbracatura provvista di accessori, tra i quali almeno: dispositivo anticaduta di tipo guidato per linea di ancoraggio rigida, dotato di cordino e assorbitore di energia, cordino di posizionamento, cordino ausiliario munito di assorbitore di energia;

- il primo lavoratore, da terra, innesta il primo elemento di scala sul supporto precedentemente fissato al sostegno e lo fissa a quest’ultimo attraverso le apposite cinghie/corde di fissaggio;

- verificata la corretta installazione e fissaggio del primo elemento, il lavoratore collega il dispositivo anticaduta di tipo guidato all’attacco sternale, mediante cordino dotato di assorbitore di energia, e lo inserisce nella linea di ancoraggio rigida; sale sul primo elemento di scala e si posiziona, attraverso il cordino di posizionamento, ad una altezza utile per l’innesto del secondo elemento;

- il secondo elemento viene agganciato dai lavoratori a terra alla fune di servizio, vincolata per un estremo ad un anello laterale dell’imbracatura del primo lavoratore. Il secondo elemento viene quindi issato dal lavoratore e innestato sull’elemento già fissato;

- il lavoratore fissa il secondo elemento di scala al sostegno attraverso le cinghie/corde di fissaggio. Nel caso in cui, per completare il fissaggio del secondo elemento, sia necessario salire oltre quanto consentito dal primo elemento di scala, già fissato, il lavoratore dovrà posizionarsi sul sostegno, ad una quota più alta. Per posizionarsi, dovrà prima assicurarsi al sostegno tramite il cordino ausiliario munito di assorbitore di energia o, in alternativa, tramite il cordino a Y con assorbitore di energia e quindi rimuovere il dispositivo anticaduta dalla linea di ancoraggio rigida. Raggiunta la quota idonea, si posiziona tramite cordino di posizionamento;

- verificata la corretta installazione e fissaggio del secondo elemento, il lavoratore collega il dispositivo anticaduta di tipo guidato alla linea di ancoraggio rigida del secondo elemento e riprende la salita sulla scala fino a raggiungere la quota idonea per il montaggio dell’elemento successivo;

- vengono innestati, di seguito, gli elementi successivi con le stesse modalità descritte per il secondo elemento, fermo restando che al primo lavoratore è consentita la salita, utilizzando la linea di ancoraggio rigida ed il dispositivo anticaduta di tipo guidato, solo sugli elementi di scala completamente fissati, fino alla quota consentita dal collegamento alla relativa linea rigida dell’elemento di scala già fissato;

- i lavoratori successivi salgono sulla scala assicurandosi mediante il proprio dispositivo anticaduta alla linea di ancoraggio rigida fissata”.

 

Infine si indica che all’abbandono definitivo della linea di ancoraggio rigida, “prima di rimuovere il dispositivo anticaduta, i lavoratori dovranno vincolarsi al sostegno attraverso una delle seguenti modalità:

a) utilizzando il cordino ausiliario munito di assorbitore di energia o in alternativa il cordino a Y con assorbitore di energia, se devono spostarsi dalla posizione in cui si trovano;

b) utilizzando il cordino di posizionamento, se è prevista la condizione di posizionamento sul lavoro”.

E per lo smontaggio della scala si eseguiranno le “stesse operazioni eseguite dal primo lavoratore in senso inverso partendo dalla sommità del sostegno”.    

 

 

 

Inail - Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici – Contarp centrale, “ Indirizzi operativi per la redazione di specifiche procedure per la scalata, l’accesso, lo spostamento, il posizionamento, nonché per il recupero del lavoratore non più autosufficiente: prevenzione del rischio di caduta, dall’alto nelle attività non configurabili come lavori sotto tensione su elettrodotti aerei”, documento tecnico redatto dal Gruppo di lavoro Nazionale composto da Domenico Magnante, Paolo Panaro, Ruggero Maialetti, Angelo Fortuni, Fausto Di Tosto, Giovanni Luca Amicucci, Luca Rossi, Maria Teresa Settino, Michele Candreva, Nicola Delussu, Ugo Tramutoli, Luigi Gaetano Barbera (formato PDF, 8.03 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Indirizzi operativi per la redazione di procedure per la scalata, l’accesso, lo spostamento, il posizionamento, nonché per il recupero del lavoratore non più autosufficiente nelle attività su elettrodotti aerei”.

 

 

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Commenti:


Rispondi Autore: Harleysta25/01/2017 (08:40:26)
...mai visto usare scale innestabili o meno, nelle lavorazioni su elettrodotti...

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