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ROA: quando non è necessaria una valutazione più dettagliata?

ROA: quando non è necessaria una valutazione più dettagliata?
Redazione
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 Radiazioni ottiche
10/02/2015: Quali sono le condizioni nelle quali la valutazione del rischio può concludersi con la “giustificazione” secondo cui la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione più dettagliata?

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Sul Capo V del Titolo VIII del DLgs.81/2008 – Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)
 
Quali sono le condizioni nelle quali la valutazione del rischio può concludersi con la “giustificazione” secondo cui la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione più dettagliata?
Costituisce esperienza condivisa che talune sorgenti di radiazioni ottiche, nelle corrette condizioni d’impiego, non danno luogo ad esposizioni tali da presentare rischi per la salute e la sicurezza. In questi casi è giustificato non dover procedere ad una valutazione del rischio più dettagliata.
Richiamato che inizialmente occorre sempre individuare (censire) ogni sorgente di radiazione ottica artificiale, il termine “giustificazione” riportato dal legislatore nell’art.181, comma 3, si riferisce a tutte quelle situazioni espositive per le quali non è necessario effettuare un approfondimento della valutazione. D’altra parte l’approfondimento della valutazione è necessario in tutti quei casi di esposizione a ROA i cui effetti negativi non possono essere ragionevolmente esclusi.
Sono giustificabili tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica non coerente classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009 ( vedi Punto 5.11), così come le lampade e i sistemi di lampade, anche a LED, classificate nel gruppo “Esente” dalla norma CEI EN 62471:2009 ( vedi anche Punto 5.11 e Punto 5.13) [1][2]
Esempio di sorgenti di gruppo “Esente” sono l’illuminazione standard per uso domestico e di
ufficio, i monitor dei computer, i display, le fotocopiatrici, le lampade e i cartelli di segnalazione
luminosa. Sorgenti analoghe, anche in assenza della suddetta classificazione, nelle corrette
condizioni di impiego si possono “giustificare”.
Sono giustificabili anche tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica non coerente
indicate dalle “Non Binding Guide” della Health Protection Agency nelle condizioni specificate
dalle linee guida stesse (Vedi Tabelle 5.5 e 5.6).
 
Tabella 5.5: Sorgenti che producono esposizioni insignificanti e che possono essere considerate “sicure”.
Illuminazione fluorescente montata a soffitto con diffusori sopra le lampade
Schermi di computer o simili
Illuminazione fluorescente compatta montata a soffitto
Proiettore fluorescente compatto
Trappole per insetti UVA
Proiettore alogeno al tungsteno montato a soffitto
Illuminazione specifica per la zona di lavoro con lampada al tungsteno (incluse le lampadine a spettro solare)
Lampade al tungsteno montate a soffitto
Lampade al tungsteno montate a soffitto
Fotocopiatrici
Attrezzatura di presentazione con lavagna interattiva
Indicatori a LED
Assistenti digitali personali
Freccia, stop, retromarcia e antinebbia
Lampade per flash fotografici
Riscaldatori radianti sospesi a gas
Illuminazione stradale
 
 
Tabella 5.6: Sorgenti che possono essere considerate sicure in determinate condizioni
Sorgenti
Condizioni di utilizzo sicuro
Illuminazione fluorescente montata a soffitto senza diffusori sopra le lampade
Sicura con livelli normali di illuminazione da
lavoro (≈ 600 lux)
Proiettori ad alogenuro metallico/al mercurio ad alta pressione
Sicuri se la copertura frontale di vetro è integra e non si trova nella linea di vista.
Proiettori da tavolo
Sicuri se non si guarda il fascio
Luce nera UVA a bassa pressione
Sicura se non si trova nella linea di vista
Qualsiasi dispositivo laser di «classe 1» (secondo la norma EN 60825-1)
Sicuro se la copertura è integra. Potrebbe non essere sicuro se la copertura viene rimossa
Qualsiasi prodotto del «gruppo esente» (secondo la norma EN 62471)
Sicuro se non si trova nella linea di vista. Potrebbe non essere sicuro se la copertura viene rimossa
Proiettori dei veicoli
Sicuri se si evita lo sguardo prolungato diretto intra-fascio
 
Tutte le sorgenti che emettono radiazione laser classificate nelle classi 1 e 2 (attenzione: non 1M e 2M, ma neppure le apparecchiature di classe 1 o 2 che contengono sorgenti classe superiore: vedi Punto 5.13) secondo lo standard IEC 60825-1 (vedi ALLEGATO 1) sono giustificabili.
Per le altre sorgenti occorrerà effettuare una valutazione del rischio più approfondita.
 
 
 
 
 
 


[1] Dato che i criteri su cui si basano le norme possono in alcuni casi non essere sovrapponibili a quelli del DLgs.81/2008, può accadere che apparecchiature in categoria 0 o lampade esenti possano far superare i valori limite di esposizione (vedi banda UVA e danno termico retinico).
[2] Poiché le norme tecniche citate in questo capoverso sono di recente emanazione, per tutte le sorgenti antecedenti ad esse si consiglia di rivolgersi al fabbricante per ottenere le necessarie informazioni. In mancanza di queste, occorrerà procedere con una valutazione del rischio più approfondita.


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