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“Articolo 19” n. 6/2014: visite mediche effettuate fuori dall’orario di lavoro

“Articolo 19” n. 6/2014: visite mediche effettuate fuori dall’orario di lavoro

Disponibile online il numero di novembre/dicembre 2014 di "Articolo 19", bollettino di informazione e comunicazione per la rete di RLS: si può chiedere al lavoratore di effettuare le visite mediche al di fuori dell’orario di lavoro?

 
Bologna, 11 Feb - Pubblichiamo un articolo tratto da  “ Articolo 19” n. 06/2014, bollettino di informazione e comunicazione per la rete di RLS delle aziende della Provincia di Bologna realizzato dal   SIRS  (Servizio Informativo per i Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza) con la collaborazione di vari soggetti istituzionali provinciali (Provincia di Bologna, AUSL, INAIL, DPL, organizzazioni sindacali, ...).

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Visite periodiche effettuate al di fuori dell’orario di lavoro
di Leopoldo Magelli
 
Nonostante la cosa dovrebbe essere ormai acquisita, ogni tanto ci pervengono ancora dai RLS quesiti sul fatto che, se i lavoratori vengono inviati a visita medica periodica presso il medico competente al di fuori del loro normale orario di lavoro o di sevizio, gli stessi abbiano o meno diritto a veder riconosciute le ore impegnate in queste visite come orario di lavoro, quindi come ore o da recuperare o da monetizzare come straordinario.
Evidentemente, quindi, alcuni datori di lavoro non si comportano in questo modo e ciò motiva il ripetersi di questi quesiti. Il SIRS si è sempre espresso chiaramente su questo problema, rifacendosi all’art. 15 , comma 2, del D.Lgs 81/2008: “Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori”.
Tra queste misure, analiticamente elencate al comma 1 dello stesso articolo, figura anche (voce “l”) il “controllo sanitario dei lavoratori”.
A nostro avviso, l’essere costretti ad effettuare le visite mediche al di fuori dell’orario di lavoro o di servizio, senza possibilità di recupero o di retribuzione del tempo impegnato, si configurava a tutti gli effetti come un indiretto “onere finanziario”.
Questa nostra posizione è stata , pochi giorni fa, autorevolmente rinforzata e confermata, senza più spazio per equivoci o interpretazioni alternative, dalla risposta Commissione degli Interpelli ad un quesito relativo proprio a “visite mediche al di fuori degli orari di servizio”.
L’interpello è stato posto dall’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco, chiedendo se “nell’effettuazione delle visite periodiche per il rinnovo dell’idoneità psicofisica all’impiego, come da art. 41 D.Lgs 81/2008, detta visita va svolta in orario di lavoro o se il datore di lavoro
ha facoltà di inviare il lavoratore a visita anche quando esso sia fuori dal normale orario di servizio. Inoltre se il tempo impiegato dal lavoratore per effettuare detta visita qualora si svolga al di fuori dell’orario di servizio deve o meno essere retribuito come ore di lavoro straordinario”.
La Commissione formula il suo parere ricordando, innanzitutto, che la sorveglianza sanitaria rientra tra gli obblighi del datore di lavoro (art. 18, comma 1, lett. “g”) ma, contestualmente il sottoporsi ai controlli sanitari (ai sensi dell’art. 20, lett. “i”) rientra altresì tra gli obblighi del lavoratore.
Osserva poi la Commissione che l’art. 18 ha un contenuto tassativo , anche per quel che attiene alla sorveglianza sanitaria (volta alla tutela della integrità fisica e psichica del lavoratore) e non lascia spazi o deroghe circa l’osservanza dell’obbligo prescritto. Afferma, letteralmente, che “le visite mediche in esame non possono, in considerazione della particolarità del bene tutelato [N.B. la salute del lavoratore!!!], per nessun motivo essere omesse o trascurate dal soggetto obbligato [N.B. il datore di lavoro], di contro il lavoratore non può esimersi dal sottoporsi all’effettuazione della visita medica”.
È vero che l’art. 41 non dice esplicitamente che la visita medica debba essere eseguita durante l’attività lavorativa, ma è “di tutta evidenza” , asserisce la Commissione, che “l’effettuazione della visita medica è funzionale all’attività lavorativa”. Quindi, di norma le visite mediche dovrebbero essere eseguite durante il normale orario di lavoro e di servizio. La Commissione ammette comunque l’ipotesi che , per giustificate esigenze lavorative, il controllo sanitario avvenga in orari diversi” (anche se dovrebbe trattarsi di un’eccezione, non di una regola, in quanto la Commissione ricorda che i controlli sanitari dovrebbero essere strutturati tenendo ben presenti gli orari di lavoro e la reperibilità dei lavoratori), ma in questo caso conclude, con estrema chiarezza e senza lasciare spazio ad equivoci : “il lavoratore dovrà comunque considerarsi in servizio a tutti gli effetti durante lo svolgimento di detto controllo anche in considerazione della tutela piena del lavoratore garantita dall’ordinamento”. A questo proposito, la Commissione richiama anche l’art. 15, comma 2, del D.Lgs 81/2008, da noi sopra citato.
Quindi, in sintesi, il tempo impiegato per sottoporsi alle visite periodiche è da considerarsi a tutti gli effetti come tempo in cui il lavoratore è in servizio, con tutte le ricadute del caso (e ancora una volta il SIRS aveva ragione…).




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Rispondi Autore: enzo landi - likes: 0
04/05/2016 (18:56:23)
ci sono aziende che il giorno delle visite aziendali i lavoratori non si recano a lavorare, sono scelte di singole aziende oppure vale per tutti i lavoratori?
Rispondi Autore: Ignazia Lo Bianco - likes: 0
04/05/2018 (14:43:37)
Ha il DL obbligo annuale a indire visita MC ? O è a sua
indiscrezione,? Oppure! Con che cadenza ?
Rispondi Autore: Marco Pastore - likes: 0
23/01/2019 (18:48:10)
Il nostro turno di lavoro è 04.00 10.40, per le visite mediche ci "sganciamo" alle 8.00,e senza nemmeno lavarci... Ma il giorno della visita, non si è esente dal lavoro?
Rispondi Autore: Ilie Cincea - likes: 0
27/02/2019 (10:34:20)
Dopo la visita medica periodica si deve recarsi al lavoro se non dura tutta la giornata ?
Rispondi Autore: stefania vimercati - likes: 0
29/05/2019 (22:50:20)
Se un dipendente salta la visita medica programmata x tal giorno perché cade malato il datore può obbligarlo a fargli fare la visita medica a 35 km di distanza dal posto di lavoro ?
Rispondi Autore: monica - likes: 0
19/10/2019 (16:22:38)
io lavoro per due ditte in una ditta faccio 10 ore e nell'altra 30 ore, la visita medica nella seconda ditta è già stata fatta mentre nella prima di obbligano ad andare fuori del mio orario di lavoro e non mi vengono pagate le ore utilizzate x la visita, chiedo è giusto che sia così? è possibile utilizzare la visita fatta nella seconda ditta visti che gli orari proposti dalla prima ditta non mi consentono di andarci visto che lavoro?
Grazie a chi mi darà delucidazioni.
Rispondi Autore: Mimmo - likes: 0
28/10/2020 (11:40:39)
Io il mio turno di servizio è 18/24 e la visita è stata programmata la mattina . Considerando che abito a 30 km dal posto di servizio questa visita fuori orario di servizio mi comporta spese aggiuntive e tempo da recuperare sia per il viaggio che per il tempo della visita. Come bisogna comportarsi? La posso evitare o è obbligatoria e chiedere poi un risarcimento delle spese e tempo perso?
Rispondi Autore: Lugas Maurizio - likes: 0
19/05/2021 (13:00:31)
Un azienda di trasporti può mettere a conguaglio il tempo impiegato dal dipendente per effettuare gli esami tossicologici?

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