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Patologie muscolo scheletriche: linee guida e buone prassi

Patologie muscolo scheletriche: linee guida e buone prassi
14/12/2017: Un riepilogo delle linee guida, della normativa regionale e dei documenti in materia di valutazione e prevenzione delle patologie muscolo scheletriche. Le denunce delle malattie professionali, le linee guida regionali e le schede di rischio.
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La movimentazione manuale dei carichi
Formazione sui rischi specifici nella movimentazione di carichi (Art. 37 D.Lgs. 81/08)

 

Brescia, 14 Dic – Quando si parla di malattie professionali spesso si ricorda il continuo aumento delle denunce, con particolare riferimento alle patologie muscolo scheletriche. E un dato dell’Inail del 2011, non più recente, ma ancora significativo, mostra come le denunce di malattie osteoarticolari e muscolo tendinee abbiano raggiunto il 65% di tutte le denunce di malattie professionali, con un incremento del 165,7% rispetto al 2007.

 

Ci soffermiamo oggi proprio sul tema delle malattie professionali, con particolare riferimento al tema del sovraccarico biomeccanico e delle patologie muscolo scheletriche attraverso una breve raccolta di alcune delle principali linee guida, buone prassi, normative e schede operative pubblicate e approvate, in questi anni, a livello nazionale e a livello regionale. Documenti che, benché in alcuni casi non più vigenti o vigenti solo nei territori dell’ente locale che li ha approvati, possono rappresentare un utile punto di riferimento per migliorare la valutazione e la prevenzione dei rischi.

 

Riguardo più in generale alle denunce delle malattie professionali ricordiamo innanzitutto un decreto ministeriale del 2014 relativo all’approvazione dell'aggiornamento dell'elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia con riferimento al decreto 1124/1965:

- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Decreto 10 giugno 2014 - Approvazione dell'aggiornamento dell'elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 139 del Testo Unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 e successive modificazioni e integrazioni.

 

Veniamo invece più specificatamente al tema delle patologie muscolo scheletriche ricordando alcuni dati di un’indagine, condotta nel 2005 e 2010 (Fondazione di Dublino) sulle condizioni di salute dei lavoratori europei.  Dati che evidenziano la grande frequenza di mal di schiena e dolori arto-muscolari agli arti nei luoghi di lavoro. E in Italia ben il 65% dei lavoratori svolge compiti con movimenti ripetitivi degli arti superiori per almeno il 25% del tempo di lavoro (il 33% in modo permanente).

 

Con riferimento ai dati sulle patologie muscoloscheletriche e all’importanza di rinnovare e migliorare le strategie di prevenzione, la Regione Lombardia ha approvato e aggiornato in questi anni diversi documenti e linee guida.

Documenti che riportiamo con riferimento, laddove possibile, anche agli articoli di PuntoSicuro che ne hanno analizzato il contenuto:

 

- Regione Lombardia – Direzione Generale Sanità – Decreto n. 848 del 3 febbraio 2009 – Criteri per l'individuazione di “buone pratiche” in relazione alla prevenzione delle patologie muscolo scheletriche connesse con movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori;

 

- Regione Lombardia - Direzione Generale Sanità - Decreto N. 3958 del 22/4/2009 - Linee Guida Regionali per la prevenzione delle patologie muscolo scheletriche connesse con movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori – Edizione Aggiornata 2009 – articolo “ Patologie muscolo-scheletriche: linee guida Regione Lombardia”;

 

- Regione Lombardia - Decreto n. 5547 del 4 giugno 2009 - Indirizzi operativi finalizzati alla prevenzione delle patologie muscolo scheletriche;

 

- Regione Lombardia - Decreto n. 7661 del 23 settembre 2015 - Linee Guida Regionali per la prevenzione delle patologie muscolo scheletriche connesse con movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori - Aggiornamento Decreto Direttore Generale Sanità n. 3958 del 22/04/2009 - articolo “ Nuove linee guida per la prevenzione delle patologie muscoloscheletriche”.

 

Nei documenti approvati si ricorda in particolare che le patologie muscolo-scheletriche lavoro-correlate degli arti superiori (Upper Limb Work related Muscoloskeletal Disorders, UL – WMSD) “sono una famiglia di patologie per lo più includenti forme tendinee (tendiniti, peritendiniti e tenosiviti alla mano, al polso e alla spalla, epicondiliti al gomito) e da intrappolamento nervoso (sindrome del tunnel carpale, sindrome del canale di Guyon)”.

E un “utile retroterra per la stesura delle Linee guida” è stata l’esperienza della UOOML-CEMOC della Fondazione Policlinico Mangiagalli R.E di Milano, un’esperienza che “ha, tra le altre cose, dimostrato che con adeguate sinergie dentro e fuori le aziende è possibile, a costi contenuti, migliorare le specifiche condizioni di lavoro senza alterare le capacità produttive”.

In questo senso linee guida si propongono di “definire un percorso per la prevenzione dei UL - WMSD basato su conoscenze ed esperienze consolidate ma che va considerato a tutti gli effetti come graduale e sperimentale”.

 

E con riferimento al documento approvato e aggiornato con decreto regionale 7661/2015 si indica che le linee guida vogliono essere uno strumento adeguato al conseguimento degli obiettivi fissati dal Piano Regionale 2014-2018 e un valido riferimento per la “definizione di un percorso per la prevenzione e l’emersione di patologie muscoloscheletriche lavoro-correlate degli arti superiori” basato su conoscenze ed esperienze ormai consolidate.

 

Sempre con riferimento alla Lombardia ricordiamo poi il Piano Mirato di Prevenzione del 2016 “ Il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori: un rischio sottovalutato” promosso dall’ ATS Brianza e dai Comitati di Coordinamento Provinciali di Monza Brianza e Lecco.

Un piano che fa riferimento proprio ad alcuni decreti regionali lombardi emanati in materia: il decreto n. 18140/2003 “Linee guida regionali per la prevenzione delle patologie muscolo-scheletriche connesse con movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori“, aggiornato prima con il decreto 3958/2009 e poi, considerati i progressi tecnico-scientifici e l’evoluzione normativa, con il decreto n. 7661 del 23 settembre 2015.

E segnaliamo la correlata guida dal titolo “ Il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori: un rischio sottovalutato. Guida per le imprese”, che rappresenta la sintesi condivisa del lavoro svolto da un gruppo di lavoro costituito nell’ambito del Comitato di Coordinamento Provinciale ex art.7 DLgs 81/08 dell’ATS Brianza.

 

Infine ci soffermiamo brevemente su alcuni dei tanti documenti prodotti in questi anni dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail).

 

Una pubblicazione dell’Inail ha ad esempio ricordato come nel settore edile le patologie del rachide lombo-sacrale interessino oltre il 46% dei lavoratori europei.

Stiamo parlando del documento “ Il sovraccarico biomeccanico della colonna vertebrale nel settore edile: schede di rischio per mansione, per settore produttivo e per singoli compiti lavorativi. Proposta di un metodo semplificato per la valutazione del rischio nelle imprese edili”, una pubblicazione del 2013, realizzata da INAIL Direzione Regionale Basilicata in collaborazione con Edilcassa di Basilicata, che individua “strumenti operativi per la valutazione e gestione del rischio di sovraccarico biomeccanico della colonna vertebrale nel settore edile”.

 

Concludiamo riportando i riferimenti di due pubblicazioni dell’Inail che hanno permesso in questi anni di aumentare la conoscenza delle attività a rischio di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e che hanno fornito utili strumenti per valutare e ridurre i rischi:

- “Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura”, edizione 2012;

- “ Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura”, volume II, edizione 2014.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

N.B.: L’articolo presenta, senza alcuna pretesa di esaustività, una selezione di documenti e provvedimenti, vigenti o meno, pubblicati in questi ultimi anni a livello nazionale e regionale.



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