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Linee guida per l’uso in sicurezza delle piattaforme di lavoro elevabili

16/07/2014: Approvata dalla Regione Lombardia una linea guida per l’uso delle piattaforme di lavoro elevabili nei cantieri temporanei e mobili. Focus sulle misure generali di sicurezza da adottare prima dell’uso della macchina.
Linee guida per l’uso in sicurezza delle piattaforme di lavoro elevabili
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Milano, 16 Lug – La  Regione Lombardia con riferimento al “Piano regionale 2014-2018 per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” sta aggiornando e producendo diversi documenti di indirizzo per aumentare la consapevolezza dei rischi lavorativi e giungere ad una riduzione degli eventi infortunistici e delle malattie professionali.
 
Dopo il  Decreto n. 1819 del 5 marzo 2014 relativo all’utilizzo di scale portatili nei cantieri temporanei e mobili, è stato approvato recentemente un decreto per la prevenzione degli incidenti nell’uso di piattaforme di lavoro mobili elevabili(PLE). Decreto che le definisce (norma EN 380) come “macchine mobili destinate a spostare persone alle posizioni di lavoro, nelle quali svolgono mansioni dalla piattaforma di lavoro, con l'intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro attraverso una posizione di accesso definita e che sia costituita almeno da una piattaforma di lavoro con comandi, da una struttura estensibile e da un telaio”.

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Piattaforme di Lavoro Mobili Elavabili (PLE)
Piattaforme di Lavoro Mobili Elavabili (PLE) - Macchine e Attrezzature: Abilitazione e formazione degli operatori (art. 73, c.5 D. Lgs. 81/2008, Accordo Stato Regioni 22/02/2012)

Redatta dal Laboratorio di Approfondimento "Costruzioni", la “Linea guida ‘Uso delle Piattaforme di Lavoro Elevabili’ (cantieri temporanei e mobili)” è stata dunque approvata dalla Regione Lombardia, Direzione Generale Sanità, con Decreto n. 6551 dell’8 luglio 2014 per “fornire indirizzi comuni ai Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (PSAL) ed alle imprese in ordine all'utilizzo corretto e sicuro delle piattaforme di lavoro elevabili”.
 
Il documento, che per le aziende può rappresentare una utile guida ai fini della valutazione del rischio, ha l’obiettivo di:
- “illustrare le misure generali di sicurezza, da adottare prima e dopo l'uso della piattaforma, e la procedura di emergenza,
- individuare correttamente l'ambito di utilizzo all'interno dei cantieri edili e, con schede analitiche, l'utilizzo in ambiti specifici,
- evidenziare la possibilità di utilizzo delle PLE per ‘sbarco in quota’, modalità di utilizzo non consentita dalla normativa vigente tranne nel caso in cui l'utilizzatore abbia ottenuto l'approvazione del fabbricante mediante l'invio di linee guida specifiche,
- supportare sia l'Organo di vigilanza, nell'esercizio dei propri compiti istituzionali, che le aziende per gli aspetti legati alla valutazione del rischio mediante la compilazione della check-list proposta,
- facilitare il dialogo tra le parti, riportando le definizioni tratte dalla normativa di riferimento”.
 
Rimandando ad altri articoli l’approfondimento sui rischi correlati a specifiche attività svolte con le PLE, ci soffermiamo oggi su alcune misure generali di sicurezza da adottare prima dell’uso dell’attrezzatura.
 
La Linea guida ricorda che la piattaforma di lavoro elevabile è utilizzabile “per l'esecuzione di lavori in quota, eseguibili rimanendo all'interno della piattaforma di lavoro con l'utilizzo d'idonei DPI” e i limiti di impiego sono descritti nel manuale. È vietata “qualunque modalità o condizione di utilizzo al di fuori di quanto descritto nel libretto d'uso e comunque non prevista dal costruttore”. Il datore di lavoro può predisporre “procedure speciali per situazioni eccezionali”, ma tali procedure “devono essere inserite nel POS qualora previsto; preposti e conduttori macchina devono attenervisi scrupolosamente”.
 
Prima di usare queste macchine il datore di lavoro (o persona delegata) deve valutare i rischi connessi all'uso della PLE in relazione alle caratteristiche del cantiere. Inoltre “il personale addetto all'uso della macchina deve essere stato valutato idoneo alla mansione, adeguatamente formato e addestrato all'uso della specifica attrezzatura fornita. Il manuale d'uso e manutenzione deve essere disponibile per il lavoratore: in caso di smarrimento occorre richiederne copia al costruttore”.
È importante inoltre:
- verificare “che sia stata effettuata la manutenzione, i controlli e le verifiche periodiche come previste dal costruttore e dalla normativa vigente”;
- “verificare anche, ove previsto dal costruttore, che la macchina non abbia superato il numero massimo di cicli di lavoro”;
- verificare, attraverso il manuale d'uso e manutenzione, “i valori di emissione del rumore e di vibrazione della macchina e adottare adeguate misure di sicurezza”.
 
Cosa deve fare l'operatore prima di utilizzare una PLE?
Queste le indicazioni della Linea Guida:
- “eseguire un controllo pre-operativo approfondito della macchina ed effettuare la prova di tutte le funzioni prima di ogni turno di lavoro, compresa la funzionalità dei dispositivi ad ‘uomo presente’ quali, ad esempio pedali, blocchi meccanici delle leve di comando, doppio comando, ecc.;
- assicurarsi che tutti i pittogrammi di sicurezza siano leggibili;
- controllare la funzionalità dei segnali luminosi (girofaro, spie, ecc.) e sonori;
- verificare visivamente le principali parti strutturali della macchina come ad esempio le articolazioni, le principali saldature, sistemi di fermo dei perni, integrità dei parapetti e del cancello di accesso, ecc. Nel caso di accessibilità limitata alle parti da verificare a causa della presenza di sporco e/o grasso occorre provvedere alla pulizia delle zone da controllare”. Il documento sottolinea che è vietato “utilizzare una macchina danneggiata o guasta. In caso di malfunzionamento dei comandi o dei dispositivi di sicurezza, segnalarne in modo idoneo il divieto di utilizzo;
- non utilizzare la macchina in caso di perdite di olio idraulico o di aria. Tali perdite, oltre ad essere pericolose per il corretto funzionamento del mezzo, possono anche provocare gravi lesioni e ustioni;
- se dotata di motore elettrico e alimentato da batterie che contengono acido: indossare sempre indumenti e occhiali protettivi quando si interviene sulle batterie, non rovesciarne l'acido, e non venirne a contatto. Neutralizzare le fuoriuscite di acido con bicarbonato di sodio e acqua. Non avvicinare scintille, fiamme o sigarette accese alle batterie: queste emanano gas esplosivi durante la ricarica;
- se dotata di motore a combustione, non rifornire la macchina di carburante a motore è acceso. Verificare la disponibilità di idoneo estintore nei pressi della macchina;
- saliti a bordo della piattaforma di lavoro, prima di portarsi in quota, verificare il corretto funzionamento dei comandi in piattaforma”.
 
Il documento regionale, che vi invitiamo a visionare integralmente, si sofferma anche su singoli aspetti relativi all’uso delle piattaforme di lavoro mobili elevabili:
- posizionamento della macchina;
- condizioni ambientali (è presente in questo caso una tabella relativa alla forza del vento che, per l’uso delle PLE, non deve avere velocità superiore a 12,5 m/s);
- rischio elettrico;
- ambienti di lavoro.
 
Il documento si sofferma anche su stabilizzatori e terreno.
 
Infatti prima di utilizzare la PLE bisogna “accertarsi che il terreno sia in grado di sostenere il peso della macchina e, dove presenti, resistere alla pressione degli stabilizzatori. II carico massimo è indicato sui pittogrammi situati su ogni stabilizzatore e/o nelle specifiche tecniche del manuale”.
Riportiamo alcune indicazioni:
- “delimitare o segregare l'area degli stabilizzatori al fine di evitare urti o contusioni;
- valutare il rischio di schiacciamento del piede durante la manovra di stabilizzazione e il rischio di schiacciamento degli arti per contatto con le articolazioni del braccio durante la fase di apertura/chiusura. Per le macchine con elemento di estensione a pantografo valutare il rischio di schiacciamento delle mani;
- posizionare la macchina solo su una superficie stabile;
- è vietato superare l'inclinazione massima ammessa del telaio; tale valore è indicato nelle specifiche tecniche e nella targhetta a bordo macchina. Non operare dove non è possibile compensare la pendenza con stabilizzatori”;
- “ove presente utilizzare la bolla di livello e non manomettere limitatori, inclinometri ecc.;
- è vietato stabilizzare la macchina su terreni cedevoli, fangosi, ghiacciati, sdrucciolevoli o nelle immediate vicinanze di buche, fossati, aperture verso il vuoto o tombini;
- verificare la presenza di cisterne interrate o passaggio di sottoservizi nell'area di posizionamento”.
 
 
Riportiamo, per concludere, l’indice del documento della Regione Lombardia:
 
1. Premessa
2. Misure generali di sicurezza
3. Procedura di emergenza
4. Elenco dei possibili utilizzi
 
5. Schede per utilizzi specifici:
5.1 Utilizzo delle PLE per lavori di potatura e manutenzioni del verde
5.2 Utilizzo delle PLE per il montaggio di strutture prefabbricate
5.3 Utilizzo delle PLE per le opere di finitura e/o completamento di edifici
5.4 Utilizzo delle PLE per il montaggio di scaffalature metalliche e magazzini industriali
5.5 Utilizzo delle PLE per le manutenzioni edili/impianti
5.6 Utilizzo delle PLE per i lavori di demolizione e smontaggi
5.7 Utilizzo delle PLE per le attività di bonifica manufatti in cemento/amianto outdoor
 
6. Sbarco in quota
7. Check- List — Utilizzo PLE
8. Dispositivi di protezione individuale
9. Prassi amministrativa e documentazione a corredo delle PLE
10. Macchine a noleggio
11. Definizioni generali
12. Definizioni specifiche
13. Definizioni e componenti strutturali (EN 280)
 
 
 
 
Tiziano Menduto
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 
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Rispondi Autore: riccardo don16/07/2014 (08:48:29)
Buongiorno Puntosicuro,
mi rivolgo alla Vs Redazione in quanto perplesso dalle modalità in cui è stato commentato l’articolo della Linea Guida Regionale sulle PLE. Sembra tutto scontato e assodato, mentre in realtà, anche da una prima lettura emergono degli aspetti molto discutibili che anche ai meno esperti non possono passare inosservati.
Mi riferisco principalmente alla questione dello sbarco in quota (pag. 42 e 43) e all’uso dei DPI sul rischio da caduta (pag. 47), ma non sono i soli (es. uso esterno e velocità del vento).
Con riferimento alla linea guida INAIL “PLE nei cantieri” del 2012, mi chiedo a cosa serve una linea guida regionale sullo stesso argomento a distanza di 2 anni. Soprattutto se si considera che quanto scritto va in contrasto con quanto assunto da tempo da chi si occupa del settore.
Mi chiedo anche se chi ha partecipato allo sviluppo di questo documento è salito ancora su una PLE o ha visionato dei manuali… non capisco perché nel gruppo di lavoro non abbiano partecipato tecnici del settore, appartenenti ad aziende di costruttori o grandi noleggiatori o enti come IPAF.
Morale della favola: la linea guida, che sarà il riferimento degli ispettori ASL non fa altro che generare confusione a discapito dell’utilizzatore e della sicurezza reale, che in fin dei conti è l’unico vero obiettivo da raggiungere.

Buona giornata
Rispondi Autore: MB16/07/2014 (16:18:17)
senza contare i dubbi sull'utilità di una linea guida comunque generica per l'uso di una attrezzatura che invece il legislatore ha voluto riservare a operatori con formazione specifica...
Rispondi Autore: Marco16/07/2014 (21:02:37)
L'unico modo per arginare questo continuo proliferare di linee guida e normative in contrasto l'unca con l'altra (parlo anche di ambiente) è tornare ad uno stato centralista. Ci abbiamo provato con il federalismo, abbiamo fallito. Amen.
Rispondi Autore: Mirko Piazzoni21/07/2014 (08:42:10)
Al gruppo hanno partecipato anche costruttori di PLE e di DPI, rappresentanti ordini professionali, coordinatori, oltre ai funzionari pubblici di varie ASL.
Comunque sarà presentata il 19/9 a Lecco all'ESPE.

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