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Rischio di caduta dall’alto: conoscere i sistemi di arresto caduta

Rischio di caduta dall’alto: conoscere i sistemi di arresto caduta
Redazione
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 DPI
10/04/2017: Informazioni sui dispositivi di protezione individuale per la protezione contro le cadute dall’alto. I vari dispositivi, i sistemi di arresto caduta con punto di ancoraggio fisso e i sistemi con linea di ancoraggio rigida e flessibile.

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DPI di Terza Categoria per lavori in quota
Formazione specifica sui D.P.I. (D. Lgs. n.81, 9 aprile 2008, Art. 66 D.P.R. 177/2011)

 

Roma, 10 Apr – Sia il D.Lgs. 475/1992 che il nuovo Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale indicano che i dispositivi di protezione individuali per la protezione contro la caduta dall’alto, i cosiddetti DPI anticaduta, sono classificati in III categoria (come definita dal D.Lgs. 475/1992) e sono destinati a proteggere l’utilizzatore da rischi di morte o comunque da danni alla salute irreversibili ( Regolamento 2016/425).

Per conoscere meglio i sistemi di arresto caduta, possiamo fare riferimento al documento “ ImpresaSicura_DPI”, correlato al progetto multimediale Impresa Sicura - elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - che è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013.

 

In un precedente articolo di presentazione del documento, abbiamo riportato alcune informazioni generali sui dispositivi anticaduta, ma il progetto riporta anche alcune definizioni dei vari componenti dei sistemi di arresto caduta:

- punto di ancoraggio: “è comunemente il punto al quale il sistema di protezione individuale è collegato in modo sicuro (ad esempio: traliccio metallico, trave, impalcatura, linea vita). Deve avere una resistenza statica” e deve essere “posizionato ad un’altezza tale da evitare il contatto con il terreno in caso di caduta dell’operatore e quanto più verticale possibile rispetto al posto di lavoro (per evitare il cosiddetto effetto ‘pendolo’)”;

- connettore per l’ancoraggio: “è utilizzato per collegare l’elemento di collegamento al punto di ancoraggio (ad esempio: fettuccia, cavo d’acciaio, pinza) deve essere adeguato al punto di ancoraggio ed avere una resistenza statica”;

- dispositivo di collegamento (elemento intermedio): “è il dispositivo critico che collega l’imbracatura al punto di ancoraggio o connettore (ad esempio: cordino con assorbitore di energia, dispositivo anticaduta a fune retrattile, cordino di posizionamento, connettori vari). Ha il compito di limitare la caduta libera dell’operatore. Deve essere selezionato in base alla tipologia di lavoro da effettuare e al luogo di lavoro. Per determinare l’elemento intermedio da usare, è necessario calcolare l’eventuale distanza di arresto caduta”;

- dispositivo di presa per il corpo: “il dispositivo di protezione individuale indossato dall’operatore (ad esempio: imbracatura anticaduta con aggancio sternale e/o dorsale completa di cintura di sicurezza, cinture con cosciali per posizionamento e sospensione in quota, cintura di posizionamento). In caso di caduta ha il compito di trattenere l’operatore in modo che non subisca danni e non scivoli dall’imbracatura. La maggiore sicurezza contro le cadute è data dall’imbracatura completa. Per il posizionamento e la trattenuta è possibile utilizzare delle cinture. Deve essere scelta in base alla tipologia di lavoro da effettuare e in base al luogo di lavoro. I punti di aggancio dell’imbracatura devono avere una resistenza statica”.

 

Il documento, che riporta anche la normativa tecnica correlata, sottolinea che questi dispositivi “adottati congiuntamente in modo appropriato, creano un sistema individuale di protezione contro le cadute che diventa di fondamentale importanza per la sicurezza sul posto di lavoro”. 

 

Inoltre si indica che i sistemi di arresto caduta si possono individuare e suddividere in quattro tipologie.

 

Partiamo dal sistema di arresto caduta con dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio rigida.

Questo sistema è costituito “da una imbracatura e da un sottosistema comprendente una linea di ancoraggio rigida, un dispositivo anticaduta di tipo guidato autobloccante fissato alla linea di ancoraggio rigida e un connettore o un cordino terminante con un connettore. Se il dispositivo anticaduta non dispone di una funzione di dissipazione di energia, allora un assorbitore di energia può essere incorporato nel cordino o nella linea di ancoraggio”.

Si indica che il dispositivo anticaduta di tipo guidato “si muove lungo la linea di ancoraggio, accompagna l’utilizzatore senza la necessità di regolazioni manuali durante i cambiamenti di posizione verso l’alto, e alcuni anche verso il basso, e in caso di caduta, si blocca automaticamente sulla linea di ancoraggio”. E linea di ancoraggio rigida “può essere una rotaia o una fune metallica ed è fissata a una struttura in modo che i movimenti laterali della linea siano limitati”. Alcune altre indicazioni:

- “il cordino può essere costituito da una corda di fibra sintetica, una cinghia, una fune metallica o una catena;

- il dispositivo anticaduta deve essere dotato di un connettore o di un connettore posto all’estremità di un cordino. Se il dispositivo anticaduta è solamente equipaggiato con un connettore, esso può essere permanentemente fissato al dispositivo anticaduta o essere rimovibile dallo stesso;

- quando il dispositivo anticaduta è dotato di un cordino, una estremità del cordino deve essere permanentemente connessa al dispositivo stesso, mentre l’altra deve terminare con un connettore. Il fabbricante deve specificare la lunghezza massima del cordino riportandola nelle informazioni che accompagnano il prodotto;

- se il dispositivo anticaduta di tipo guidato è dotato di un dispositivo di apertura, in tal caso, quest’ultimo deve essere progettato in modo che possa essere attaccato o staccato soltanto eseguendo almeno due azioni manuali consecutive volontarie”. 

 

Rimandando alla lettura del documento, che riporta ulteriori dettagli e informazioni, veniamo al sistema di arresto caduta con dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio flessibile.

Questo sistema è costituito “da una imbracatura e da un sottosistema comprendente una linea di ancoraggio flessibile, un dispositivo anticaduta di tipo guidato autobloccante fissato alla linea di ancoraggio flessibile e un connettore o un cordino terminato in un connettore. Un elemento di dissipazione di energia può essere incorporato nel dispositivo anticaduta di tipo guidato, nel cordino o nella linea di ancoraggio”.

In particolare la linea di ancoraggio flessibile “può essere una corda di fibra sintetica o una fune metallica ed è fissata a un punto di ancoraggio posto più in alto. Le linee di ancoraggio flessibili sono fissate a un punto di ancoraggio posto più in alto e devono essere dotate di un fine corsa, o predisposte in modo da poter essere dotate di un fine corsa, per impedire che il dispositivo di arresto caduta di tipo guidato si distacchi involontariamente dalla linea di ancoraggio”. Si segnala poi che i dispositivi di anticaduta di tipo guidato “non devono funzionare soltanto per inerzia. Se il dispositivo di arresto caduta di tipo guidato è dotato di sistema di bloccaggio manuale, l’estremità inferiore della linea di ancoraggio flessibile è assicurata, per esempio mediante un terminale inferiore fissato da un peso”.

Anche in questo caso vengono riportate ulteriori informazioni, oltre che sulle funi metalliche flessibili di ancoraggio, sui cordini e sui connettori.

 

Si descrive poi il sistema di arresto caduta di tipo retrattile vincolato ad un punto di ancoraggio fisso.

Questo sistema è “costituito da una imbracatura e da un dispositivo anticaduta di tipo retrattile”, vincolato ad un punto di ancoraggio fisso, “comprendente un arrotolatore dotato di funzione autobloccante e un cordino retrattile. La lunghezza del cordino è regolata automaticamente per mezzo di un sistema di tensionamento e di richiamo dello stesso, che consente all’utilizzatore un libero spostamento verticale ed un arresto immediato in caso di caduta”.

Si ricorda che la lunghezza del cordino “può essere superiore a 2 metri” e un assorbitore di energia “può essere incorporato nel cordino, se il dispositivo anticaduta di tipo retrattile non dispone di una funzione di dissipazione di energia”. 

 

Infine il documento si sofferma anche sul sistema di arresto caduta costituito da una imbracatura per il corpo, un assorbitore di energia ed un cordino vincolato ad un punto di ancoraggio fisso.

Questo sistema è costituito da un “dispositivo generalmente vincolato ad un punto di ancoraggio fisso con un cordino di lunghezza fissa o regolabile, al quale è collegata l’imbracatura per il corpo. Il sistema deve incorporare un assorbitore di energia”. 

 

Concludiamo ricordando che il documento riporta diverse immagini esplicative riguardo alle diverse tipologie e ai diversi componenti dei sistemi di arresto caduta.

 

 

 

Il sito “ Impresa Sicura”: l’accesso via internet è gratuito e avviene tramite registrazione al sito.

 

Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro - Buone Prassi -Documento approvato nella seduta del 27 novembre 2013 – Impresa Sicura

 

 

RTM



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