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Lavorazione del legno: la scorniciatrice e l’accatastamento delle tavole

Lavorazione del legno: la scorniciatrice e l’accatastamento delle tavole
Redazione
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 Lavorazione del legno
14/05/2018: Un documento dell’Inail riporta indicazioni e buone prassi per i lavoratori operanti nelle aziende di prima lavorazione del legno. Focus sulla sicurezza nell’uso della scorniciatrice e sull’accatastamento ed essicazione dei prodotti tagliati.

Roma, 14 Mag – In molte attività lavorative, e certamente anche in quelle correlate alla prima lavorazione del legno, all’attività nelle segherie, alcuni dei principali rischi per la sicurezza degli operatori sono quelli correlati all’utilizzo delle macchine, delle attrezzature di lavoro, e quelli relativi all’accatastamento dei prodotti finiti. Accatastamento che, come ricordato più volte anche nella rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto e all’analisi degli infortuni professionali, può essere, se realizzato male, una causa di infortuni gravi e mortali.


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La sicurezza nella lavorazione del legno
Formazione sui rischi specifici per chi lavora in falegnameria (Art. 37 D.Lgs. 81/08)
 

Per parlare di sicurezza nell’uso della macchine e nelle fase di accatastamento nella prima lavorazione del legno, possiamo fare riferimento al documento, realizzato dalla Contarp dell’Inail in collaborazione con FederlegnoArredo, dal titolo “ Segheria Sicura -  Opuscolo informativo per Lavoratori delle aziende di prima lavorazione del legno”.

 

Se in precedenti articoli abbiamo presentato i rischi nell’utilizzo di macchine per la scortecciatura e per il taglio dei tronchi e delle tavole, oggi ci soffermiamo brevemente sui rischi e la prevenzione possibile nell’uso della scorniciatrice.

 

La sicurezza nell’uso della scorniciatrice

Riguardo all’attività di scorniciatura dei semilavorati, il documento Inail indica che è importante ridurre il più possibile i rischi di contatto nell’area della scorniciatrice.

 

Ricordiamo che la scorniciatrice - una macchina che può lavorare in sequenza automatica pezzi di diversa grandezza e che con l’uso di vari utensili taglienti riduce gli elementi alle misure desiderate – in alcuni casi è alimentata in automatico “mediante un rullo, posizionato esternamente alla macchina, che spinge la tavola in lavorazione tra gli utensili di taglio della scorniciatrice stessa”.

 

Si indica che il rullo “deve essere protetto contro i contatti accidentali e, ad esempio, si potrà utilizzare:

  • carter di protezione del rullo collegato a microinterruttore di fermo macchina che, in caso di rimozione del carter, interrompa il funzionamento della macchina;
  • in alternativa, si potrà utilizzare una barriera fotoelettrica che, in caso di sua intercettazione, determini l’arresto della macchina;
  • come ulteriore alternativa, si potrà utilizzare un carter fisso che per essere rimosso necessiti dell’uso di un attrezzo quale ad esempio chiave inglese, cacciavite, ecc”.

 

Si segnala poi che “non è considerata idonea la protezione che possa essere rimossa senza l’uso di attrezzi e la cui rimozione non determini l’arresto immediato della macchina”.

 

Inoltre in prossimità delle postazioni di lavoro dell’operatore, “dovrà essere installato un interruttore di arresto di emergenza a forma di fungo, di colore rosso, facilmente raggiungibile dall’operatore, che arresti sia la macchina scorniciatrice che l’alimentatore della macchina stessa”.

 

Veniamo all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

 

L’operatore dovrà indossare:

 

L’accatastamento ed essicazione dei prodotti tagliati

Veniamo, infine, a parlare dei rischi dell’accatastamento dei prodotti tagliati e per farlo riprendiamo quanto indicato dal documento Inail sulla corretta altezza delle cataste di tavole.

 

Si indica che il deposito delle cataste di tavole “dovrà essere realizzato in piazzali pavimentati, al fine di assicurare la complanarità, la facile percorrenza, la riduzione del rischio di scivolamento e ribaltamento dei mezzi, la facile pulizia, l’agevole sgombero della neve”. E periodicamente “deve essere controllata la verticalità delle cataste, la quale assicura condizioni di stabilità”.

 

Come stabilire la corretta altezza delle cataste?

 

Il documento segnala che per stabilire l’altezza massima delle cataste, “si possono prendere come riferimento i seguenti valori:

  • altezza massima delle cataste di listellato: inferiore a quattro volte la larghezza della catasta; 
  • altezza massima delle cataste di non listellato: inferiore a cinque volte la larghezza della catasta”.

 

Inoltre:

  • le cataste “dovranno essere coperte, stabilizzate e controventate tenendo presente la loro stabilità sotto l’azione del vento e degli altri agenti atmosferici”;
  • “tutte le cataste di tavole devono essere disposte in maniera tale da garantire adeguati spazi di passaggio per le operazioni di movimentazione, al fine di evitare urti accidentali che potrebbero compromettere la stabilità delle cataste”.

 

In particolare, i mezzi di movimentazione “devono essere muniti di segnalatore lampeggiante, suoneria per la retromarcia e segnalatore acustico, azionabile dall’operatore in prossimità di curve o incroci”. E in corrispondenza delle curve delle vie di transito prive di visuale, “si potranno installare delle parabole a specchio per facilitare la visuale delle vie di transito stesse. Lungo le vie di transito dei mezzi di movimentazione, si dovrà sempre prevedere un passaggio pedonale della larghezza pari a 0,70 m”.

 

Concludiamo segnalando che il mezzo utilizzato per la movimentazione delle tavole “dovrà essere sottoposto a periodici controlli e manutenzioni che assicurino la sua efficienza e affidabilità”.

 

 

RTM

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Contarp, “ Segheria Sicura -  Opuscolo informativo per Lavoratori delle aziende di prima lavorazione del legno”, autore Federlegno Arredo, aggiornamento di Francesca Romana Mignacca (Contarp, Inail), edizione 2017 (formato PDF, 370 kB). 

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Segherie sicure - 2017”.



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