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Industrie meccaniche: i rischi chimici nell'attività di alesatura

Industrie meccaniche: i rischi chimici nell'attività di alesatura
Redazione
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 Industria meccanica
09/12/2016: Il profilo di rischio dell’addetto all’alesatura nelle industrie meccaniche. I principali fattori di rischio e le sostanze utilizzate e sviluppate nel processo lavorativo. Focus sul rischio chimico e sulle misure di prevenzione generali e specifiche.
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Roma, 9 Dic – L'alesatura è una lavorazione meccanica, un’operazione di finitura che può essere necessaria per correggere dei fori precedentemente realizzati con il trapano. E nelle industrie meccaniche ad occuparsene è un lavoratore specializzato nella lavorazione di alesatura, lavorazione che può essere effettuata con ausilio di tornio, trapano o tramite apposita macchina-utensile chiamata alesatrice/barenatrice per asportazione di truciolo.


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Chiaramente anche questa lavorazione non è esente da rischi e per questo motivo torniamo oggi a parlare della prevenzione di infortuni e malattie professionali nel comparto metalmeccanico attraverso le schede relative ai profili di rischio dell’industria meccanica della ricerca Inail “ Profili di rischio nei comparti produttivi dell'artigianato, delle piccole e medie imprese e pubblici esercizi: Industrie Meccaniche”.

 

Per affrontare i rischi della alesatura ci soffermiamo sulla scheda “S.P.R. 20_Addetto all’alesatura”.

 

Nella scheda, dopo aver presentato le caratteristiche principali dell’attività di alesatura, si indica anche che “qualora nell’azienda sia presente un addetto con mansione specifica di programmatore di centri di lavoro a controllo numerico (utilizzo di programmi CAD) si dovrà tener conto dell’esposizione a videoterminale solo se questa supera le 20 ore settimanali”.

 

Veniamo ai fattori di rischio connessi alla professione dell’addetto all’alesatura:

- “traumi, lacerazioni, contusioni, ferite, schiacciamenti provocati dal contatto con organi in movimento delle macchine, impigliamenti e trascinamenti con gli organi di lavoro, cadute e scivolamenti;

- lesioni agli occhi e al corpo causate dalla proiezione di frammenti e dalla caduta durante l’attrezzaggio e la lavorazione;

- elettrocuzione o ustioni causate dal contatto con parti in tensione delle macchine;

- lesioni a carico dell’apparato uditivo (ipoacusia, perdita dell’udito) causate dall’elevato rumore (magli, presse);

- patologie dovute alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio;

- lombalgie e traumi al rachide dovuti alle vibrazioni trasmesse al corpo intero (vibrazioni trasmesse dalle macchine/impianti a terra);

- intossicazione, malattie respiratorie, dermatologiche dovute rispettivamente ad inalazione e contatto di prodotti chimici;

- lesioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico causate da lavoro ripetitivo e dalla movimentazione manuale dei carichi”.

 

Queste invece le principali materie/sostanze utilizzate o sviluppate nel processo:

- “polveri e trucioli di metallo: montaggio e pulizia;

- fluidi lubro-refrigeranti: alesatura;

- oli esausti raccolti: sostituzione nelle macchine e trasferimento al deposito rifiuti speciali;

- grasso: sostituzione ed integrazioni nelle macchine;

- prodotti disincrostanti: montaggio e inceppamenti”.

 

La scheda, come per le altre schede presentate relative ai profili di rischio nell’industria meccanica, riporta poi le misure di prevenzione relative a diverse tipologie di rischio.

In questo caso rischi infortunistici, rischio rumore, rischio vibrazioni sistema mano-braccio e corpo intero, rischio microclimatico, rischio chimico, rischio biologico, movimentazione manuale dei carichi (MMC), lavoro ripetitivo e stress lavoro correlato.

 

Avendone già accennato anche in un articolo dedicato al rischio delle polveri, presentiamo oggi le specificità relative al rischio chimico nelle attività di alesatura.

 

Nel documento si indica che il rischio chimico è correlato a:

- esposizione a polveri inalabili generiche (provenienti da operazioni di movimentazione materiali, pulizia, taglio, utilizzo attrezzature manuali o meccaniche, ecc);

- esposizione a polveri metalliche inalabili potenzialmente pericolose;

- utilizzo di olii minerali – fluidi lubrorefrigeranti (FLR): se contengono IPA (cancerogeni); se contengono dietanolammina, durante l’utilizzo è possibile la formazione di N-Nitrosodietanolammina (cancerogena); se nella formulazione iniziale contengono battericidi ed antifungini, qualora tali sostanze vengono consumate può svilupparsi una flora batterica pericolosa (dermatiti, allergie, patologie respiratorie);

- esposizione a nebbie di olii lubrificanti/refrigeranti generati dalle macchine operatrici e dai centri di lavoro durante il normale funzionamento (intossicazione acuta o cronica, dermatosi, cancerogenesi);

- esposizione a fumi di saldatura durante la manutenzione ordinaria (gas nocivi, metalli): intossicazione acuta o cronica, dermatosi, cancerogenesi”.

 

E riguardo al rischio chimico si indica che se sono presenti e/o utilizzati e/o si generano “agenti chimici pericolosi, oltre ad una corretta valutazione dei rischi da esposizione e da incidente (metodi semiquantitativi e/o quantitativi)”, bisogna provvedere ad applicare, quando appropriate, le seguenti misure generali di prevenzione:

- “riduzione al minimo del n° di lavoratori esposti (limitazione dell’accesso a determinate zone; separazione fisica delle zone per l’effettuazione di determinate operazioni);

- riduzione al minimo della durata e intensità dell’esposizione (prevedere una ventilazione sufficiente dei locali; adeguare le variabili di processo senza ridurre il rendimento);

- riduzione della quantità di agenti chimici (disporre della quantità di agenti chimici, indispensabili per il lavoro, sul luogo di lavoro);

- fornitura di attrezzature idonee, oltre a procedure di manutenzione sicure (stabilire i requisiti che devono possedere le attrezzature di lavoro prima di procedere al loro acquisto; programmare e protocollare gli interventi di manutenzione);

- concezione e organizzazione dei sistemi di lavoro sul luogo di lavoro (eliminazione o adeguamento delle operazioni in cui, pur non essendo necessario, può esservi contatto con agenti chimici pericolosi);

- procedure di lavoro idonee (istruzioni scritte per lo svolgimento della mansione, descrivendo passo a passo i requisiti di sicurezza di cui tenere conto)”.

 

Inoltre sono indicate le seguenti misure specifiche di prevenzione (da attuare in base ai risultati della valutazione dei rischi):

- “eliminazione del rischio: sostituzione totale dell’agente chimico pericoloso; modifica del processo/ utilizzo di attrezzature intrinsecamente sicure / automazione;

- riduzione/ controllo del rischio: sostituzione parziale dell’agente chimico pericoloso; cambiamento di forma o di stato fisico; processo chiuso; estrazione localizzata (LEV: local exhaust ventilation); segregazione reparti ‘sporchi’; stoccaggio sicuro; metodi di lavoro corretti (manipolazione sicura; trasporto interno sicuro); protezione del lavoratore; unità lavaocchi e docce; prevenzione e protezione da esplosione/ incendio”.

 

Inoltre si indica di proteggere il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali (maschere, respiratori, guanti, scarpe, tute, ecc.).

 

E, infine, nel caso in cui gli agenti chimici pericolosi a cui il lavoratore è esposto sono cancerogeni o mutageni è “necessario adottare anche le seguenti misure:

- “utilizzo di agenti cancerogeni/mutageni in quantitativi non superiori alle necessità delle lavorazioni;

- divieto di accumulo sul luogo di lavoro in quantitativi superiori alle necessità della lavorazione;

- evitare emissioni di agenti nell’aria, e se non è possibile l’eliminazione deve avvenire il più vicino possibile mediante aspirazione localizzata;

- pulizia accurata dei locali, attrezzature, impianti e dispositivi di protezione individuale;

- prevedere armadietti separati per gli indumenti civili e quelli da lavoro;

- la raccolta e l’immagazzinamento ai fini dello smaltimento deve essere effettuato in sicurezza;

- attivare registro degli esposti”.

 

 

Profili di rischio nei comparti produttivi, “ S.P.R. 20_Addetto all’alesatura”, Inail/ex Ispesl (formato PDF, 195 kB).

 

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RTM



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