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Artigianato e PMI: le proposte per migliorare la sicurezza

Artigianato e PMI: le proposte per migliorare la sicurezza
Redazione
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 Artigianato e PMI
18/02/2019: Le specificità del mondo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese e le proposte della Confederazione CNA per favorire un’efficace gestione della sicurezza. La necessità di un sostegno finanziario per le micro e piccole imprese.
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Firenze, 18 Feb – A livello europeo la “Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo relativa ad un quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020” ha messo in rilievo che rendere il lavoro più sicuro e più sano è fondamentale non solo per migliorare la qualità e le condizioni di lavoro, ma anche per favorire la competitività. E infatti ‘mantenendo in salute i lavoratori si ottengono effetti positivi, diretti e misurabili, sulla produttività e si contribuisce a migliorare la sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale’.

 

A ricordare questa frase e a fornire alcune informazioni sul pensiero del mondo artigiano e delle PMI sulla sicurezza sul lavoro in Italia è un intervento al seminario “Gli RLS/RLST a 10 anni dall’approvazione del Testo Unico: punti di forza e di debolezza di una figura centrale nel sistema della prevenzione” (Firenze, 22 giugno 2018), promosso dal Dipartimento della Prevenzione dell’ AUSL Toscana Centro.

 

Artigianato, Organismi paritetici e RLST

Nell’intervento di Riccardo Sabatini (CNA/Rete Impresa) si segnala che “emerge quotidianamente la sensibilità degli artigiani” alle tematiche messe in rilievo dalla Commissione e al benessere lavorativo”.

 

Per affrontare le specificità del mondo dell’artigianato si ricorda che il sistema produttivo italiano e toscano è “costituito per il 98% di micro e piccole imprese con una rilevante presenza di lavoro familiare, lavoro autonomo e del continuo turn-over delle stesse attività”.

E si tratta dunque “di mettere in campo politiche di prevenzione che siano mirate a questo ‘target’ di imprese”.


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Sulla base di queste valutazioni – continua la relazione – “le organizzazioni datoriali dell’artigianato e le organizzazioni dei lavoratori hanno sottoscritto un accordo interconfederale, applicativo del D.Lgs. 81/08 con la costituzione degli Organismi Paritetici in materia di salute e sicurezza sul lavoro (in Toscana opera il CPRA) che dispongono di una rete di RLST operativa nei vari territori”. In particolare nella Regione Toscana “operano 34 RLST suddivisi pro quota nelle varie ex provincie sulla base della consistenza produttiva dei vari territori”.

 

Nelle slide sull’attività del CPRA, correlate all’intervento di Sabatini, si ricordano alcuni modelli operativi. Il CPRA, assieme agli OPTA (Organismi paritetici territoriali dell’Artigianato), svolge un’azione di coordinamento dell’attività degli RLST. Gli RLST si relazionano, nel loro territorio, con i dipendenti, le aziende, i consulenti.  Nelle slide si fa riferimento anche alla modulistica e alla digitalizzazione delle relazioni fra azienda ed RLST.

 

I dati in materia di salute e sicurezza

La relazione si sofferma poi su alcuni dati decennali, ricordando che dal recepimento delle Direttive Comunitarie in materia di salute e sicurezza “i dati sugli infortuni intervenuti in Italia e denunciati all’INAIL sono in decremento:

  • tra il 2001 e il 2010 la contrazione è stata pari a 250 mila unità, che corrisponde al 24,2%;
  • tra il 1990 e il 2010 gli infortuni hanno avuto una contrazione pari a circa il 30% e gli infortuni mortali pari a circa il 50%”.

Ed è stato recuperato “un gap preoccupante nei confronti della media europea”.

 

Arrivando a dati più recenti si evidenzia “che nel corso dell'ultimo triennio le imprese dell’artigianato, dell’industria e dei servizi che non hanno subito alcuno infortunio risultano pari al 95%”. E se nell'analisi dei risultati degli ultimi anni “è sempre emersa la preoccupazione che ipotizzava una contrazione degli infortuni legata all’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali, che poteva aver comportato una forte riduzione degli addetti effettivamente presenti sul luogo di lavoro e quindi sottoposti a rischio di infortunio”, tale ipotesi “non trova conferma negli indici di incidenza Inail” e, sempre secondo il relatore, nelle analisi eseguita da “vari centri studi”.

 

Le proposte della CNA

Partendo dai risultati raggiunti la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media impresa ( CNA) “offre da sempre le proposte e le indicazioni per migliorare e correggere le norme in materia, tenendo nella dovuta considerazione le caratteristiche del nostro sistema produttivo”.

In tal senso – continua la relazione – si è chiesto ai vari Governi di “finalizzare l’azione legislativa per creare un sistema integrato di gestione della prevenzione fondato su formazione, informazione, consulenza e collaborazione” e un impegno prioritario su alcuni temi.

 

Sempre come CNA sono state presentate ad un incontro con le istituzioni locali e nazionale alcune proposte di intervento:

  1. previsione di un forte sostegno finanziario rivolto alle micro e piccole imprese;
  2. rivisitare il sistema sanzionatorio caratterizzato da una volontà punitiva peraltro non sempre commisurata alla gravità delle inadempienze;
  3. una forte spinta di semplificazione legislativa e procedurale affinché gli imprenditori ed i lavoratori possano porre attenzione agli atti sostanziali della sicurezza, venendo meno quelli burocratici inutili e quindi dannosi con norme chiare ed applicabili;
  4. definire un ‘sistema’ di sostegno e di governo della sicurezza effettivamente partecipato anche dalle forze sociali”.

 

Il sostegno finanziario per le micro e piccole imprese

Il relatore si sofferma sulla previsione di un forte sostegno finanziario rivolto alle micro e piccole imprese “superando così un improprio utilizzo delle risorse che le imprese versano al sistema della sicurezza in termini diretti (premi assicurativi) ed indiretti (contributi e tasse). Un investimento in Sicurezza contribuisce al benessere dei lavoratori ed è efficiente in termini di costi”.

Si indica che l'art. 11 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 “prevede impegni precisi da parte dello stato in materia di sostegno in particolare a livello delle PMI, mirati a criteri di semplicità delle procedure. Ad oggi invece abbiamo avuto i Bandi Isi Inail con il meccanismo del Click Day; avanti quindi ai server più veloci, a scapito del valore del progetto ed all'effettivo miglioramento per la sicurezza dell'azienda”.

 

Sono conosciute le “problematiche strutturali del nostro paese in materia di accesso al credito in particolare per le PMI; gli investimenti sono rimasti fermi per anni e solo adesso sembrano esserci segnali di ripresa”.

Le imprese poi stanno “progressivamente invecchiando e, senza un piano industriale serio di finanziamenti in materia, nei prossimi anni si avranno serie ripercussioni anche in materia di sicurezza di attrezzature ed impianti vanificando i risultati fino ad oggi raggiunti”.

 

Rimandando alla lettura integrale dell’intervento, che si sofferma anche sul dettaglio di altre proposte della CNA, riprendiamo alcune indicazioni conclusive.

 

Si indica che gli obiettivi di abbattere infortuni, incidenti, malattie professionali, “si dovranno integrare oggi più che mai nella politica d’impresa, in una logica di sistema al bene comune della sicurezza del lavoro e della ripresa del sistema produttivo nazionale”.

 

 

 

RTM

 

 

Scarica i documenti da cui è tratto l'articolo:

Intervento di Riccardo Sabatini” (CNA/Rete Impresa), intervento al seminario “Gli RLS/RLST a 10 anni dall’approvazione del Testo Unico: punti di forza e di debolezza di una figura centrale nel sistema della prevenzione” (formato PDF, 192 kB).

 

I modelli operativi del CPRA”, documento al seminario “Gli RLS/RLST a 10 anni dall’approvazione del Testo Unico: punti di forza e di debolezza di una figura centrale nel sistema della prevenzione” (formato PDF, 2.79 MB).



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