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Sono efficaci i piani nazionali per la prevenzione in agricoltura?

Sono efficaci i piani nazionali per la prevenzione in agricoltura?
Redazione
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 Agricoltura
13/01/2020: Un intervento si sofferma sui risultati dei piani nazionali di prevenzione in agricoltura e sulle prospettive del nuovo piano 2020-2024. La situazione dell’agricoltura in Italia, le buone pratiche e gli obiettivi del futuro piano nazionale.
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Bologna, 13 Dic – Il gravissimo infortunio mortale plurimo che è avvenuto a settembre in una vasca di liquami di un’azienda agricola ad Arena Po, in provincia di Pavia, ci ricorda come siano ancora molti gli infortuni, anche gravi e mortali, che avvengono ogni anno nel comparto agricolo e quanto sia importante mettere in atto idonee politiche di prevenzione.

Qual è stato l’impatto sulla prevenzione degli infortuni dei Piani Nazionale di Prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura (PNPAS)?

Quali potrebbero essere gli obiettivi del futuro Piano Nazionale 2020-2024?

 

Per rispondere a queste domande torniamo a parlare del convegno organizzato dall’Associazione Ambiente e Lavoro, in collaborazione con il Gruppo Agricoltura del Coordinamento Tecnico Interregionale per la Tutela della Salute nei Luoghi di Lavoro e la Regione Emilia-Romagna, dal titolo “La prevenzione in agricoltura: verso il nuovo piano nazionale”. Durante il convegno, che si è tenuto il 17 ottobre 2019 durante la manifestazione bolognese “ Ambiente Lavoro”, l’intervento “La monografia, i risultati dei Piani Nazionali Agricoltura, le prospettive del nuovo piano”, a cura di Simona Savi (Coordinatore Gruppo di Lavoro lnterregionale), fornisce informazioni sui piani, presenti e futuri, in agricoltura e selvicoltura.

 

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti su:


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Sicurezza Agricoltura - Categoria Istat: A - Agricoltura, Silvicoltura E Pesca

 

La situazione dell’agricoltura in Italia

L’intervento, che si sofferma anche su una specifica monografia dedicata all’agricoltura, riporta alcuni dati relativi all’agricoltura in Italia, con particolare riferimento al censimento del 2010, che mettono in luce la profonda crisi del settore:

  • Aziende: nel 2000 2.400.000, nel 2010 1.600.000
  • Allevamenti: nel 2000 370.356, nel 2010 217.449.

Alcuni dati del 2016 segnalano poi la presenza di 1.145.705 aziende (con una diminuzione di quasi il 30% rispetto al 2010) e un “aumento del 13% giornate lavorate al 72% di autonomi e familiari”.

 

Riguardo poi all’efficacia dei precedenti piani nazionale di prevenzione si riporta il trend infortunistico: quanti sono gli infortuni riconosciuti accaduti in occasione di lavoro, soggetti a denuncia obbligatoria?

 

Per rispondere riportiamo, dalle slide dell’intervento, una breve tabella con i dati (esclusi gli infortuni in franchigia, i negativi e gli infortuni in itinere):

 

 

Si ha dunque una riduzione “significativa: -36,4% in 8 anni, riduzione annua negli anni di piano pari al 4,6%”. E si può constatare che “parte del mondo agricolo recepisce e fa proprie le

indicazioni di prevenzione” relative ai piani.   

 

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018

L’intervento si sofferma poi sul Piano Nazionale di Prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura (PNPAS) 2014-2018 e sul lavoro del gruppo nazionale agricoltura e dei sottogruppi (“formazione e comunicazione”, “applicazione della normativa”, “agenti chimici”, “sorveglianza sanitaria”, “lavori forestali e manutenzione del verde”, “macchine agricole”).

 

Riguardo ai risultati si mette in rilievo che la rete nazionale ha permesso un “progressivo allineamento, a partire da situazioni fortemente disomogenee”.

 

Attività pianificata di indirizzo e controllo 2014-2018:

  • “Obiettivo quantitativo controlli, criteri di selezione aziende, distribuzione territoriale;
  • Intervento su rischi più gravi da macchine agricole e zootecnia,
  • Controlli integrati su uso Prodotti Fitosanitari;
  • Avvio attività di indirizzo e controllo su lavori forestali.
  • Controlli su commercio delle macchine nuove e usate (fiere, rivendite e officine, …)
  • Indirizzo e controllo su attività stagionali di raccolta”. 

 

Rimandiamo alla lettura integrale dell’intervento che riporta i vari indicatori PNPAS 2014-2018 relativi al comparto agricolo, le informazioni sull’attività di controllo mirata (“obiettivo 10.000 controlli, pari a 1,2% aziende >50 gg/anno di lavoro”) e sui controlli nelle manifestazioni fieristiche.

 

Il relatore si sofferma poi sulle buone pratiche prodotte:

  • “Documenti prodotti, presentati al GTI e approvati
    • Strumenti di supporto alla Valutazione dei Rischi in attività stagionali
    • Strumenti per il controllo del commercio delle macchine agricole, nuove e usate
    • Carro Raccoglifrutta: indicazioni per la classificazione dell’attrezzatura
    • Documento tecnico per l’individuazione delle buone prassi negli allevamenti bovini e suini
    • Manuale per la formazione del commerciante dei prodotti fitosanitari
    • Gestione in sicurezza degli impianti biogas
  • Documenti prodotti e in fase di approvazione
    • La sorveglianza sanitaria in Agricoltura e zootecnia: procedure semplificate e prospettive organizzative
    • La scheda per la vigilanza nei cantieri forestali
  • Documenti definiti in apposito gruppo di lavoro promosso da INAIL
    • Documento tecnico per valutare l’idoneità delle cabine per trattore ‘after market’ in vigilanza”.

Queste, invece, le buone pratiche da produrre e i documenti in fase di stesura:

  • “Trattori con ROPS abbattibili: documento di indirizzo su alternative e limiti utilizzo
  • Carro raccoglifrutta: indicazioni su caratteristiche necessarie per le macchine usate; indicazioni sui contenuti minimi dei corsi di abilitazione all’uso
  • Cantieri di manutenzione del verde: documenti di indirizzo e strumenti per l’attività di controllo 
  • Corretto utilizzo dei P.F. a tutela dell’utilizzatore: documento di indirizzo in collaborazione con MiPAAF, INAIL e ISS”.

 

Verso il piano nazionale 2020-2024

Il documento riporta poi utili informazioni sul futuro piano nazionale 2020-2024.

 

Il documento indica gli obiettivi cui tendere:

  • “Prevenzione del rischio da macchine agricole
  • Prevenzione infortuni da lavori forestali e manutenzione del verde (2 infortuni mortali nell’ultimo trimestre in trentino)
  • Contenimento dei fattori di rischio per infortuni e mal. profess.li (semplificazione della vdr e della sorveglianza sanitaria)”. 

 

Servono poi strumenti di monitoraggio più penetranti:

  • “Trend e dinamiche infortunistiche
  • Registro infortuni mortali e gravi (integrazione con Infor.Mo.)
  • Malattie professionali e sorveglianza sanitaria (utilizzo dati ex art. 40)
  • Registro segnalazioni non conformità macchine”.

E serve una anagrafe e analisi struttura produttiva/operatori: aziende e addetti, attingendo anche a dati INPS. 

 

Questi gli strumenti:

  • “Applicazione della metodologia del PMP in piani specifici” (PMP: Piani mirati di prevenzione),
  • “Integrazione dell’attività di controllo intradipartimentale, con altri Enti (Nas, Ispettorato del lavoro,..) e tra gruppi interregionali (es Movimentazione carichi, Reach)
  • Creazione di strumenti stabili di comunicazione e di coinvolgimento degli stakeholder (es. sito web, campagne di comunicazione)
  • Formazione di operatori e interlocutori”.

Si ricordano poi le opportunità (la monografia agricoltura, il progetto CCM approvato) e si sottolinea l’importanza della formazione:

  • “Definire strategie e programmi di supporto a formazione RLS‐RLST, lavoratori e medici competenti, valorizzando ruolo della pariteticità nella formazione
  • Dare sistematicità a Formazione dei venditori e dei ‘riparatori’ di macchine agricole, anche oltre collaborazione con Progetto UNACMA di formazione officine
  • Dare organicità agli interventi di promozione e assistenza alla formazione in scuole superiori e professionali di indirizzo agrario,
  • Continuare nella attività di formazione e aggiornamento di operatori dei servizi (almeno 10 edizioni)”.

 

Questi, infine, i contenuti da affrontare per consolidare/sviluppare l’attività:

  • “Estendere le Linee Guida Zootecnia ad altri allevamenti (ovini, equini, avicoli),
  • Predisporre linee guida per la sorveglianza sanitaria in agricoltura
  • Estendere gli strumenti di supporto alla VdR ad altre lavorazioni,
  • Predisporre linee guida su lavori accessori nelle aziende agricole (cantine, frantoi, caseifici, salumifici, agriturismi, maneggi),
  • Intervenire su criteri registrazione infortuni per monitorare risultati; per lo stesso motivo riprendere il tema di registrazione attività di vigilanza,
  • Definire, validare e implementare algoritmi di semplificazione per valutazione e gestione di rischi specifici, fisici, chimici e da MMC in attività agricole
  • Contribuire a definire obiettivi e strumenti per la vigilanza integrata in tema di Prodotti Fitosanitari”.

 

 

RTM

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

La monografia, i risultati dei Piani Nazionali Agricoltura, le prospettive del nuovo piano”, a cura di Simona Savi (Coordinatore Gruppo di Lavoro lnterregionale), intervento al convegno “La prevenzione in agricoltura: verso il nuovo piano nazionale” (formato PDF, 677 MB).

 

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Rispondi Autore: Alessandro Buoso
13/01/2020 (16:27:26)
Nell'articolo si parla di un -30% di attività tra il 2010 e il 2016 così come il numero degli infortuni. erro?
c'è un qualche trend di miglioramento?

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