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Linee guida integrate in edilizia rurale e zootecnia

Tiziano Menduto
 Tiziano Menduto
 Agricoltura
01/03/2010: Le Linee guida della Regione Lombardia in edilizia rurale e zootecnia: come costruire in sicurezza nel settore agricolo, la prevenzione negli edifici e nei locali di esercizio, la gestione degli animali, la sicurezza di macchine e attrezzature.
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PuntoSicuro ha già segnalato in passato linee guida e regolamenti della Regione Lombardia relativi alla prevenzione di infortuni e malattie professionali nel comparto agricolo.
Recentemente la Regione Lombardia ha reso disponibili - pubblicate attraverso uno spazio web dedicato e di facile consultazione – le “Linee guida integrate in edilizia rurale e zootecnia” relative al Decreto Direzione Generale Sanità n. 5368 del 29 maggio 2009.



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Queste linee guida sono aggiornate al Decreto legislativo 81/2008 e integrano fra di loro le precedenti dedicate rispettivamente alla prevenzione degli infortuni in zootecnia e ai criteri igienici e di sicurezza in edilizia rurale.

Il documento, dopo aver ricapitolato alcuni principi di prevenzione di cui all’art. 15 del Testo Unico sulla sicurezza e salute sul lavoro, indica che le linee guida sono importanti “in quanto riferimento tecnico esplicativo delle indicazioni di ordine generale contenute nella normativa e divengono uno strumento agile per stimolare il miglioramento e l’adeguamento a livelli crescenti di qualità”.

Nella parte introduttiva ai principi generali di prevenzione degli infortuni le linee guida indicano che riguardo agli edifici e locali di esercizio occorre garantire ai frequentatori/utilizzatori che:
- “l’edificio/locale sia realizzato in modo da resistere a sollecitazioni esterne (vento, neve) ed interne  (carichi statici e dinamici); 
- che il lavoro che vi si svolge non crei situazioni di rischio;  
- che l'ambiente di lavoro non risulti dannoso per la salute;
- che l'ambiente risulti ergonomicamente confortevole”.
In poche parole si deve valutare, per ogni  locale:
- “l’idoneità delle strutture;
- le lavorazioni che vi si svolgono e le conseguenti caratteristiche ambientali;
- le caratteristiche degli impianti tecnici e delle macchine impiegate;
- la presenza di mezzi di soccorso;
- il carico di incendio presente”.

Occorre poi porre attenzione al fatto che ogni edificio “venga utilizzato nei limiti progettuali previsti, (ad es. la massa volumetrica di fieno o paglia imballati con rotoimballatrici è 1,5-2,0 volte più elevata rispetto a quella ottenuta con le imballatrici tradizionali; l'impianto elettrico, potrebbe non essere adatto a destinazioni diverse dall’originale)”.
Pericoli e rischi specifici “possono derivare dal lavoro svolto all’interno di edifici confinati, con pavimento fessurato e sottostante vasca per la raccolta delle deiezioni, perché in caso di agitazione del liquame si possono sprigionare gas esplosivi (metano) o tossici (soprattutto H2S) che possono risultare letali in pochi secondi, ma anche all’interno di ambienti chiusi quali sili per cereali, cisterne per raccolta liquidi di scolo dove si forma e può ristagnare anidride carbonica”.

Le linee guida riportano indicazioni sia sulle caratteristiche costruttive comuni (ad esempio con indicazioni relative agli ambienti di lavoro) sia sulle caratteristiche costruttive specifiche, con particolare riferimento a:
- deposito attrezzature e macchine agricole;  
- officina di manutenzione;  
- deposito fitofarmaci e prodotti chimici;  
- mangimificio e cucina mangimi;   
- impianti tecnici (idrico/ventilazione);  
- vasche di stoccaggio dei liquami;
- sili orizzontali o a trincea;
- sili verticali o a torre;
- fienili. 

Riguardo invece alla zootecnia e alla gestione degli animali il documento si occupa di:
- sicurezza nell’allevamento del bovino da latte;
- sicurezza nell’allevamento del bovino da carne;
- sicurezza nella gestione dei tori;   
- sicurezza nell’allevamento suino.

Ricordando l’importanza della prevenzione degli incidenti inerenti all’uso di macchinari agricoli, le linee guida si soffermano anche sulla sicurezza delle macchine e attrezzature:
- trattori (viene analizzato “nei soli aspetti caratteristici alla sicurezza dell’uso nelle operazioni di allevamento animale”);
- carro trinciamiscelatore;
- caricatore frontale (accessorio montato sul trattore, frequentemente adottato nell’allevamento zootecnico).
In questa parte si analizzano anche i rischi dell’albero cardanico (organo di trasmissione meccanica, che trasmette potenza dalla macchina motrice alla macchina operatrice) e della movimentazione di (roto)balle e prodotti sfusi.

Il documento si sofferma poi su altri fattori di rischio:
- scivolamenti e inciampi (con indicazioni sulla scelta delle calzature);
- attività a rischio incendio;
- cadute dall’alto;
- uso improprio di locali e attrezzature;
- il problema del lavoro in solitudine.

Ricordiamo infine la presenza di alcuni allegati:
- allegato 1: alcune tabelle con coefficienti utili per la prevenzione (coefficienti indumenti, coefficienti metabolismo);
- allegato 2: gas da fermentazione dei liquami e limiti di concentrazione;
- allegato 3: rischio biologico in zootecnia (zoonosi trasmesse dai bovini e suini, prevenzione  del rischio  biologico  nell’allevamento  di  bovini e suini, accesso  di persone   e  automezzi  alle  porcilaie, …).



Regione Lombardia, spazio web dedicato alla consultazione delle “Linee guida integrate in edilizia rurale e zootecnia”



Tiziano Menduto
 



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