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Le figure della prevenzione e la gestione fumo di tabacco sul lavoro

Redazione
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 Medico competente
03/02/2010: Qual è il ruolo delle figure della prevenzione nella gestione del fumo di tabacco nei luoghi di lavoro? Medico competente e sorveglianza sanitaria, lavoratori e datore di lavoro, Organi di Vigilanza, sanzioni e azioni da intraprendere in azienda.
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Abbiamo già affrontato le dimensioni del problema del fumo passivo e del fumo attivo nei luoghi di lavoro in diversi articoli. Ad esempio presentando la nuova area web che l’Ispesl dedica al problema e approfondendo alcuni dei documenti presenti relativi alle conseguenze del fumo negli ambienti di lavoro.

Continuiamo a rimanere in tema con una breve rassegna di altri documenti che si possono trovare in questa area e che possono servire sia per l’informazione dei lavoratori che per l’adozione di strategie di controllo e di prevenzione efficaci.



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Il primo documento che presentiamo è intitolato “Il ruolo delle figure della prevenzione nella gestione del problema fumo di tabacco” ed è curato dalla Dott.ssa Tiziana Paola Baccolo (Ispesl).     

L’autrice sottolinea nel documento l’importanza della partecipazione di tutti gli attori della sicurezza aziendale, dai dipendenti ai datori di lavoro, nella promozione di un ambiente di lavoro più sano e più sicuro e ricorda, in particolare, che la partecipazione dei lavoratori nel processo di promozione della salute è essenziale.
Vengono date alcune linee di intervento per la promozione della salute nei luoghi di lavoro con particolare riferimento al counselling individuale o di gruppo, un modo “per aiutare il lavoratore a prendere in considerazione l’opportunità di modificare un’abitudine facilitando la ricerca delle motivazioni e sostenendo la decisione di modifica o aiutandolo ad affrontare la ricaduta”. 
Un altro tema affrontato è quello del ruolo e dell’importanza degli operatori sanitari nel controllo del tabagismo e si danno indicazioni pratiche su cosa fare in azienda per il controllo del fumo di tabacco
Infine si parla del ruolo specifico dei medici competenti: un “ruolo autorevole di riferimento, sostegno e ascolto, ruolo che nell’ambiente di lavoro potrebbe influenzare le decisioni e i comportamenti per la tutela della salute psicofisica del singolo lavoratore”. 

Il secondo documento, dal titolo “L’Organo di Vigilanza nella gestione della problematica del fumo di tabacco nei luoghi di lavoro”, è invece stato scritto da Angelo Sacco, Dirigente Medico del Lavoro (Azienda USL Roma D). 

Sono indicati i compiti delle ASL in materia di vigilanza, con riferimento a:
- motivazioni dei controlli;
- modalità di accesso in azienda;
- esame dei documenti;
- conduzione e conclusione della visita.
Viene poi presentato l’istituto della prescrizione, cioè del “provvedimento impartito dall’organo di vigilanza al contravventore allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata con fissazione di un termine per la regolarizzazione”. 

Dopo aver passato in rassegna diverse problematiche in merito ai luoghi di lavoro, l’autore raccoglie le sanzioni del Decreto legislativo 81/2008 a carico di datori di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori.
Ad esempio si ricorda che “al datore di lavoro che non abbia valutato il rischio di esposizione a fumo passivo e che non abbia per questo introdotto delle direttive volte al divieto di fumo in tutti gli ambienti chiusi può essere contestata la violazione:
- dell’art. 223 c.1 del D.Lgs. 81/08 (mancata valutazione del rischio da esposizione ad agenti chimici pericolosi);
- e/o dell’art. 236 del D.Lgs. 81/08 (mancata valutazione del rischio da esposizione ad agenti cancerogeni);
- e dell’art. 235 del D.Lgs. 81/08 (mancata implementazione di misure volte alla eradicazione del rischio)”. 

Altri provvedimenti sanzionatori:
- “al datore di lavoro che consenta ai lavoratori di fumare (e che, quindi, non garantisca la salubrità dell’aria dei locali di lavoro) può anche essere contestata la violazione dell’art.64 c. 1 del D.Lgs. 81/08;
- al datore di lavoro o al dirigente che non richieda il rispetto del divieto di fumare negli ambienti in cui ciò è proibito potrà essere contestata la violazione dell’art. 18, c.1, lett. f del D.Lgs. 81/08;
- al datore di lavoro che non segnali il divieto di fumare con l’apposita cartellonistica potrà essere contestata la violazione dell’art. 163 del D.Lgs. 81/08;  
- al preposto che non richieda il rispetto del divieto di fumare negli ambienti in cui ciò è proibito potrà essere contestata la violazione dell’art. 19, c.1, lett. a del D.Lgs. 81/08;
- al lavoratore che trasgredisca il divieto di fumo negli ambienti in cui ciò è proibito potrà essere contestata la violazione dell’art. 20, c.2, lett. b del D.Lgs. 81/08”;
- “al datore di lavoro o al dirigente che non abbia provvisto i locali ove vi sia esposizione ad agenti cancerogeni di segnali riportanti il divieto di fumo o che non abbia previsto il divieto di fumo in dette aree può essere contestata la violazione dell’art. 237 del D.Lgs. 81/08;
- al preposto che non abbia vigilato sul rispetto del divieto di fumo in dette aree può essere contestata la violazione dell’art. 237 del D.Lgs. 81/08”.

Infine due brevi documenti utili per l’informazione sulle problematiche del tabagismo.

Il primo , dal titolo “Se fumo, … Se SMETTO, …”, è un pieghevole che il datore di lavoro ed il medico competente - tra le azioni da intraprendere per favorire la disassuefazione dal fumo di tabacco - possono stampare e mettere a disposizione dei lavoratori.

Il pieghevole risponde ad alcune semplici domande:
- ma cosa fumo?! 
- ma quanto fa male?! 
- ma come fa a nuocere?! 
- ma danneggio qualcun altro?! 
- ma quanto costa?! 
- ma che ci guadagno a smettere?! 
La risposta all’ultima domanda sottolinea in particolare che “decidere di smettere è importante a qualsiasi età con evidenti vantaggi immediati e futuri sia per la salute che economici”.

Infine un factsheet informativo dal titolo “Il fumo di tabacco in azienda”. 

Nel documento - con riferimento alla convenzione quadro “Framework convention on tobacco control” con cui l’OMS ha “diffuso i principi su cui basare lo sviluppo di azioni “tobacco-free” anche nei luoghi di lavoro” e a pubblicazioni dell’Unione Europea – si affrontano diversi temi:
 
- il fumo passivo (environmental tobacco smoke - ETS);
- la normativa italiana;
- i locali per fumatori;
- la responsabilità del datore di lavoro per il danno da fumo passivo; 
- le azioni da intraprendere in azienda.

Ad esempio per il controllo del fumo di tabacco in azienda è possibile:
- “applicare il divieto di fumo e vigilare sul rispetto;
- effettuare la valutazione del rischio nei locali per fumatori;
- effettuare la valutazione del rischio per gli esposti a fumo passivo ove è consentito fumare (carceri, ecc);
- valutare il benessere psicofisico lavorativo riguardo al problema fumo;
- informare sui danni da fumo attivo e passivo;
- predisporre la sorveglianza sanitaria degli esposti a fumo passivo (lavoro in locali per fumatori);
- organizzare un gruppo di lavoro aziendale per la gestione del problema fumo di tabacco;
- predisporre idonei locali/spazi/pause per i fumatori;
- attuare iniziative per la disassuefazione dal fumo (corsi strutturati, facilitazioni all’accesso a strutture esterne, presenza di specialisti in azienda, ecc);
- monitorare e valutare periodicamente la politica antifumo aziendale”. 



Il ruolo delle figure della prevenzione nella gestione del problema fumo di tabacco”, a cura a cura della Dott.ssa Tiziana Paola Baccolo (Ispesl) (formato PDF, 640 kB).   

L’Organo di Vigilanza nella gestione della problematica del fumo di tabacco nei luoghi di lavoro”, scritto da Angelo Sacco, Dirigente Medico del Lavoro (Azienda USL Roma D) (formato PDF, 195 kB).

Ispesl, “Se fumo, … Se SMETTO, …”, pieghevole informativo (formato PDF, 820 kB).

Ispesl, Dipartimento di Medicina del Lavoro, “Il fumo di tabacco in azienda”, elaborazione a cura di T. P. Baccolo, M. R. Marchetti, D. Gagliardi e F. Lentisco (formato PDF, 349 kB).
 



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