Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
esporta articolo in PDF

Le immagini dell’insicurezza

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
Pubblicità
 
              
Trento, 17 Feb - Eccoci alla seconda serie di immagini che, ispirandosi alla CEI 64-17 “Guida all’esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri”, ci mostra lo stato dell’arte per quanto riguarda gli impianti: oggi parliamo di quadri elettrici di cantiere.
 
La scelta di quadri ASC, il loro posizionamento e le modalità di corretto utilizzo, risultano essere fondamentali per garantire la sicurezza degli operatori, ma anche per evitare cortocircuiti, surriscaldamenti, incendi.
Nei cantieri la costante presenza di polvere e di spruzzi d’acqua, assieme ad urti e colpi ed a altri fattori negativi (quali ad esempio i prodotti utilizzati, gli utilizzatori non addestrati, ecc.), portano ad un alto rischio di danneggiamento del quadro stesso rendendolo inidoneo all’utilizzo ed aumentando con fattore esponenziale i rischi di elettrocuzione.

 
Pubblicità
Il rischio elettrico
Il rischio elettrico - Modello di corso su Slide in formato PPT con documenti di gestione del corso per formatori sulla sicurezza

Ricordiamo che:
I quadri per la distribuzione dell’ elettricità nei cantieri debbono essere conformi alla Norma CEI EN 60493-4.
Per esigenze strutturali e di utilizzo i quadri si distinguono:
• ASC trasportabili quelli che vengono rimossi e riposizionati solo dopo essere stati posti fuori tensione;
• ASC mobili, quando possono essere spostati senza essere messi fuori tensione.
 
Il grado di protezione minimo richiesto è IP44, con l’accezione del frontale interno per il quale ammesso IP21 a condizione che questo si trovi protetto da un portello che assicuri il grado di protezione IP44.
I quadri di cantiere devono essere in grado di sopportare condizioni di esercizio gravose tra le quali citiamo:
• impiegare materiale di facile reperibilità per le eventuali sostituzioni;
• possedere una buona facilità di installazione, trasporto ed immagazzinamento;
• sopportare le sollecitazioni che si presenteranno sul cantiere;
• assicurare il mantenimento della sicurezza nelle condizioni di esercizio previste.
 
A volte però le condizioni di esercizio e le sollecitazioni che si presentano sul cantiere vanno oltre l’immaginazione dei costruttori stessi ed i risultati sono sconfortanti. Andiamo allora a vedere una breve rassegna di cosa si trova troppo spesso in cantiere:
 
Foto 01: Il quadro è stato fissato al supporto con filo di ferro da legatura, stesso trattamento ai conduttori che risultano notevolmente danneggiati. Il frontale interno, oltre che essere privo del portello di protezione, è pure privo della placca di copertura, rendendo così accessibili i cavi ed i cablaggi che peraltro, in alcuni casi, risultano eseguiti in modo scorretto.
 
 
 
Foto 02: Il quadro è stato semplicemente appoggiato a terra, uno dei portelli di protezione è assente e l’altro (costantemente) aperto, una presa 380 Volt che risultava danneggiata è stata “protetta” con del nailon, mancano le antine anteriori.
 
 
 
Foto 03: Altro quadro posizionato in modo scorretto (inutile dire che non rientra certamente nella categoria dei quadri ASC) e privo di ogni tipo di protezione da polvere, acqua, intonaci, urti, ecc.. Grado IP? Un bel 00
 
 
 
Nell’immagine 04 un paio di schemi indicativi di come dovrebbero presentarsi i quadri nella realtà (elaborazione grafica: Farina Federica).
Foto 04: breve carrellata di quadretti portatili dove lo stato di degrado, il posizionamento, gli interventi manutentivi e/o l’utilizzo di adattatori e multi prese ci fanno comprendere come ancora molto ci sia da fare in materia di sicurezza degli impianti elettrici di cantiere
 
 
 
 
 

 
 
La foto 06: Il quadro all’apparenza sembra a posto, quello che certamente non va è però proprio il posto. Infatti è stato posizionato nell’area di rotazione delle zavorre della gru (che naturalmente non risulta essere confinata ed inaccessibile. Pensiamo a rischi per gli operatori ogni qualvolta devono collegare o scollegare un cavo.
 
 
 
 
Farina Geom. Stefano, Consigliere Nazionale AiFOS
 
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Hai qualcosa da dire su questo articolo? Aggiungi ora il tuo commento




Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.
Utente:
Email (se vuoi ricevere l'avviso di altri commenti)
Inserisci il tuo commento:(obbligatorio)

Leggi anche altri articoli sullo stesso argomento:


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM

Quesiti? Proponili nel FORUM!