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Imparare dagli errori: ancora sulla movimentazione manuale

02/12/2008: In occasione della campagna europea 2008 “Alleggerisci il carico”, alcuni esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo. di incidenti nella movimentazione dei carichi. Carichi instabili, mancanza di formazione e di attrezzature e il D.Lgs. 81/2008.
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Con l’idea che gli esempi di incidenti possano essere più immediati ed efficaci nel sensibilizzarci sui rischi nei luoghi di lavoro, proseguiamo con la nostra rubrica “Imparare dagli errori” prendendo spunto da INFOR.MO., uno strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio contenuti nell'archivio del sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
 

 
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In occasione della campagna europea di comunicazione e di controllo sulla movimentazione manuale dei carichi “Alleggerisci il carico”, riprendiamo a parlare di incidenti relativi alla movimentazione manuale dei carichi.
 
Già nella precedente puntata di Imparare dagli Errori avevamo potuto notare non solo come spesso si sottovalutino i rischi della movimentazione manuale, ma come questa attività se svolta in modo non corretto può portare non solo a gravi patologie muscoloscheletriche, ma anche ad altri incidenti e lesioni.
La precedente osservazione è applicabile anche al caso seguente, un incidente avvenuto durante la movimentazione di merci all'interno di un container.
 
L'infortunato è un “addetto alla conduzione di mezzi semoventi o carrelli per le attività di ricezione o riconsegna di container all'interno del terminal del porto”.
 
Tra le sue mansioni anche quella di effettuare manualmente lo “svuotamento ed il successivo riempimento dei container in caso di ispezione e controllo della merce da parte della dogana”; operazione che viene effettuata “senza attrezzature per la movimentazione manuale dei carichi”.
Il giorno dell’incidente “un dipendente dell'agenzia di spedizioni richiede all'infortunato di prendere una scatola del peso di circa 25 kg, posta ad una altezza di circa 1,80 mt da terra”. Durante questa operazione “una delle scatole vicine si sposta e l'infortunato nel tentativo di evitarne la caduta allunga la mano sinistra che viene pesantemente colpita”.
 
La conseguenza dell’impatto è il “distacco parcellare della testa della falange del 5° dito della mano sinistra”.
Cominciamo con fare la prima considerazione, in relazione agli accertamenti svolti dopo l’incidente: “l'infortunato non era stato formato e informato sulla movimentazione dei carichi”.
 
La mancanza di formazione specifica è sicuramente un elemento grave, un elemento determinante anche in incidenti che possono sembrare casuali.
 
Di formazione riguardo alla movimentazione manuale dei carichi il D. Lgs. 81/2008 parla nel titolo VI all’articolo 169:
 

  1. Tenendo conto dell'allegato XXXIII, il datore di lavoro:

    a) fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso ed alle altre caratteristiche del carico movimentato;

    b) assicura ad essi la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi ed alle modalità di corretta esecuzione delle attività.

  2. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori l'addestramento adeguato in merito alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi. 

 
e nell’articolo 170, relativo alle sanzioni per i datori di lavoro e dei dirigenti, indica che:
 

  1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:

    a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da euro 2.000 fino ad euro 10.000 per la violazione dell'articolo 168, commi 1 e 2, 169, comma 1, lettera b);

    b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da euro 1.000 a euro 4.500 per la violazione dell'articolo 169, comma 1, lettera a). 

 
 
Nel titolo VI del D. Lgs. 81/2008 è spesso citato l’allegato XXXIII, allegato che indica gli elementi di riferimento per favorire la prevenzione del rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari, connesse alle attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi.
 
 
In relazione all’incidente che abbiamo appena esaminato l’allegato XXXIII segnala che:
 

La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
- il carico è troppo pesante;
- è ingombrante o difficile da afferrare;
- è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi;
- è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato a una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco;
- può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto.

 
Altro fattore determinante nell’infortunio la mancanza di attrezzature di lavoro.
A questo proposito l’articolo 168, relativo agli obblighi del datore di lavoro, prescrive che:
 

1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.

  2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi, tenendo conto dell'allegato XXXIII (...)

 
 
Riguardo, infine, al sollevamento di un carico come quello indicato nella scheda di INFOR.MO. ricordiamo l’importanza di sollevare i carichi vicino al corpo e con la schiena diritta.
Sollevare un carico di 25 Kg lontano dal corpo e con la schiena curva, vuol dire far sopportare ben 375 Kg alle vertebre lombari e quindi accelerare il deterioramento dei dischi intervertebrali.
Sollevandolo invece vicino al corpo e con la schiena diritta si fa sopportare alle vertebre lombari un peso molto più ridotto, di soli 75 kg.
 
Per consultare la scheda dell’infortunio collegarsi a questa pagina del sito web di INFOR.MO. e successivamente visualizzare la scheda del caso 2266.
 
 
Tiziano Menduto

 
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