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Imparare dagli errori: ancora infortuni nell’utilizzo di trabattelli

Imparare dagli errori: ancora infortuni nell’utilizzo di trabattelli
19/12/2019: Esempi di infortuni dei lavoratori durante l’uso di ponti su ruote. Incidenti nella realizzazione di una centrale a biogas, nella sistemazione di parti ammalorate di un soffitto e nel montaggio di un portone metallico in un capannone industriale.
 

Brescia, 19 Dic – Concludiamo con questa puntata della rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata  al racconto degli infortuni professionali, la nostra ricca raccolta di esempi di infortuni che avvengono in relazione all’utilizzo dei trabattelli, chiamati anche ponti mobili su ruote, attrezzature di lavoro spesso usate per attività a quote non elevate.

 

Nelle precedenti puntate ci siamo soffermati sulla possibile inidoneità dei trabattelli, sulla eventuale mancanza di adeguati parapetti, sul rischio di contatto con le linee elettriche e sui rischi dell’uso di scale sui ponti su ruote.

 

In questa ultima puntata torniamo a parlare di trabattelli non idonei e non montati correttamente. E ricaviamo, come sempre, le dinamiche infortunistiche dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

 

Questi i due argomenti affrontati nell’articolo:



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Ancora incidenti nell’utilizzo dei trabattelli

Nel primo caso l’infortunio riguarda un cantiere edile finalizzato alla realizzazione di una centrale a biogas.

I lavori sono ad uno stadio avanzato: le varie vasche di digestione dei liquami sono già state realizzate, e devono procedere i lavori di installazione degli impianti accessori, fra cui un sistema di coclee che dovrebbe servire per alimentare con materiali solidi (granella di mais, ecc.) il digestore primario al fine di incrementare la produzione di biogas.

Tale lavoro è affidato alla ditta alle cui dipendenze lavorava un operatore, tramite una lunga catena di subappalti. Al primo giorno di lavoro effettivo presso il cantiere (il giorno precedente, appena arrivati, l’operatore ed i suoi due colleghi avevano soltanto scaricato in cantiere i materiali da montare), erano sorte difficoltà nel montaggio delle due coclee, dovute all’errata pendenza della feritoia presente nel muro del digestore primario. Si rendeva quindi necessario andare a misurare l’esatto angolo della feritoia, e di sua iniziativa lo fa l’operatore, salendo sulla struttura di un trabattello che lui stesso ha montato quel mattino, privo però di tavolati ai piani (disponibili in prossimità del trabattello, ma non utilizzati).

Arrampicatosi, senza indossare alcun tipo di DPI anticaduta che pure ha a disposizione, fino a circa 6,5 m dal suolo, l’infortunato improvvisamente cade a terra per cause non esattamente individuabili, sbattendo il capo contro il pavimento in cemento della vasca dove è stato montato il trabattello. Il decesso è quasi immediato.

 

Si precisa nella scheda che “l’infortunato era stato formalmente incaricato di svolgere presso il cantiere il compito di preposto, per il quale era anche stato adeguatamente formato. Con lui ed i suoi due colleghi, al momento dell’infortunio erano presenti il conducente dell’autogru con la quale si stavano sollevando le coclee ed un tecnico della ditta capocommessa per la parte impiantistica. L’inchiesta svolta ha portato ad individuare come determinanti tre fattori - l’imprudenza dell’infortunato, che in qualità di preposto ed in piena autonomia decisionale, ha scelto di montare il trabattello senza i piani di calpestio ed ha scelto di non indossare i DPI anticaduta (che aveva a disposizione) prima di arrampicarsi sulla struttura del trabattello”.

 

Questi i fattori causali rilevati nella scheda di INFOR.MO.:

  • l’infortunato “si arrampicava sopra un trabattello non completamente montato;
  • imbracatura di sicurezza non utilizzata;
  • trabattello privo dei piani di calpestio”.

 

Nel secondo caso l’incidente avviene durante il montaggio di un portone metallico in un capannone industriale.

Un lavoratore utilizza un trabattello non correttamente montato e in particolare privo dei parapetti sul piano di lavoro e piano di camminamento incompleto sito a 3,10 metri.

Il lavoratore precipita al suolo battendo il capo.

 

I fattori causali rilevati:

  • “piano di calpestio incompleto
  • parapetti mancanti”.

 

Infine un altrettanto breve terzo caso che riguarda attività di sistemazione di parti ammalorate di un soffitto.

Per questo lavoro di sistemazione un lavoratore utilizza un trabattello da lui montato.

Salito sul trabattello inizia a lavorare poggiandosi sul parapetto dello stesso che si sgancia (non era stato montato ad arte) e fa cadere il lavoratore da 3 metri.

Il lavoratore riporta contusioni in sedi multiple.

 

In questo caso il fattore causale principale riguarda il non aver “montato ad arte il trabattello”.

 

La sicurezza nell’uso e la normativa di riferimento

Abbiamo già presentato nelle precedenti puntate della rubrica diverse indicazioni relative alla scelta, montaggio, uso e smontaggio dei trabattelli in sicurezza, anche con riferimento al contenuto del manuale di istruzioni che il fabbricante deve produrre a corredo di ogni trabattello e che deve fornire tutte le informazioni sull’utilizzo, sul montaggio e lo smontaggio in sicurezza del trabattello.

 

Riprendiamo, in conclusione, dal documento Inail, aggiornato nel 2018, “ Trabattelli” - un Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili elaborato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) – alcune indicazioni sull’uso dei trabattelli e sulla normativa correlata.

 

Riguardo all’uso del trabattello il Quaderno Tecnico sottolinea che nel manuale di istruzioni il fabbricante “deve specificare i seguenti controlli prima di ogni uso del trabattello, in aggiunta a quelli eseguiti durante la fase di montaggio:

  • verificare che il trabattello sia verticale o richieda un riposizionamento;
  • verificare che il montaggio strutturale sia sempre corretto e completo;
  • verificare che nessuna modifica ambientale influisca sulla sicurezza di utilizzo del trabattello”.

Il manuale deve inoltre:

  • “fornire indicazioni per l’uso in sicurezza nel rispetto dei regolamenti nazionali;
  • precisare che non è consentito aumentare l’altezza dell’impalcato mediante l’uso di scale, casse o altri dispositivi;
  • fornire indicazioni riguardo al sollevamento di utensili e materiali fino agli impalcati di lavoro del trabattello, nei limiti dei carichi ammissibili e della stabilità”.

 

Riprendiamo dal documento Inail una immagine relativa al montaggio dal basso del trabattello:

 

 

Concludiamo con la normativa di riferimento relativa ai trabattelli:

  •  “D.lgs. 81/08 e smi - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • D.lgs. 206/05 e smi - Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229;
  • Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza 30/2006 - Chiarimenti concernenti i ponteggi su ruote (trabattelli) ed altre attrezzature per l’esecuzione di lavori temporanei in quota in relazione agli obblighi di redazione del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) e di formazione.;
  • UNI EN 1004: 2005 - Torri mobili di accesso e di lavoro costituite da elementi prefabbricati - Materiali, dimensioni, carichi di progetto, requisiti di sicurezza e prestazionali;
  • UNI EN 1298: 1998 - Torri mobili da lavoro. Regole e linee guida per la preparazione di un manuale d’istruzioni”.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 555, 4086 e 6024 (archivio incidenti 2002/2015).

 



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