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Imparare dagli errori: ancora incidenti nelle attività di asfaltatura

Imparare dagli errori: ancora incidenti nelle attività di asfaltatura
29/08/2019: Esempi di infortuni professionali nelle attività di asfaltatura. Gli incidenti nei lavori di asfaltatura stradale, nell’utilizzo di un bruciatore a gas e nelle attività in un cantiere stradale. Gli infortuni e i suggerimenti per la prevenzione.
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Brescia, 29 Ago – Nelle scorse settimane la rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni professionali, ha iniziato un breve viaggio attraverso gli infortuni che avvengono nel comparto asfaltatori con riferimento sia alle opere di rifacimento di pavimentazioni preesistenti, ad esempio strade e marciapiedi, che all’edificazione di nuove pavimentazioni.

 

Concludiamo oggi questo breve percorso raccogliendo nuovi casi di infortunio e presentando anche qualche suggerimento per la prevenzione, prevenzione che in questo caso riguarda in particolare l’attività di asfaltatura dei marciapiedi.

 

Le dinamiche degli incidenti presentati sono contenute nelle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

 

Nell’articolo ci soffermiamo su:


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Nuovi casi di infortunio con le macchine nel comparto asfaltatori

Nel primo caso l'infortunio avviene nel corso di lavori di asfaltatura stradale.

Mentre un lavoratore è intento a effettuare dei rilievi su un lato della sede stradale viene investito da una pala meccanica tipo "bobcat" che procede in retromarcia senza che il conducente si avveda del lavoratore.

Il lavoratore investito riporta la frattura della gamba sinistra.

 

Questo il fattore causale rilevato dalla scheda:

  •  - l’operatore “conduceva il mezzo in retromarcia senza avvedersi del lavoratore a terra”.

 

Nel secondo caso l’infortunio avviene durante l’utilizzo di un bruciatore a gas.

Un lavoratore si trova a bordo del camion aziendale intento all’accensione del bruciatore a gas, utile a tenere in caldo l’emulsione che serve per asfaltare.

Un suo collega dopo che la fiammella si è spenta ha riacceso il bruciatore.

A causa del gas ancora in deposito accidentalmente è partita una fiammata ed è stato provocato “un gran botto”, tanto che l’infortunato, spaventato, si è buttato giù dal camion provocandosi una frattura toracica”.

 

In questo caso il fattore causale riguarda la mancanza di protezioni (blocco fuoriuscita gas) del bruciatore.

 

Infine un terzo caso riguarda i problemi relativi al traffico stradale durante le attività dei cantieri stradali.

Le operazioni di asfaltatura, svolte da tre dipendenti su una tangenziale, vengono effettuate in orario notturno per decisione dell'ente appaltante in quanto nei giorni precedenti le stesse operazioni sono state effettuate in ore diurne creando disagi con lunghe code di traffico agli utenti.

L'area è stata completamente interdetta alla circolazione in base ad una ordinanza per poter effettuare i lavori in sicurezza e l'area è delimitata con barriere e cavalletti stradali.

Tuttavia un auto, con un guidatore in stato di ebbrezza, procedendo a velocità sostenuta e dopo aver travolto le barriere di protezione, piomba all'interno del cantiere investendo i tre lavoratori e provocando l'uccisione di due lavoratori per frattura del cranio ed il ferimento del terzo addetto.

 

Le misure di prevenzione nell’asfaltatura dei marciapiedi

Dopo aver parlato, nelle scorse puntate della rubrica, dei rischi generali nelle attività del comparto asfaltatori, con particolare riferimento all’asfaltatura strade, ci soffermiamo oggi sulle attività di asfaltatura dei marciapiedi riportando alcuni estratti del documento “ ASFALTATORI. I profili di rischio nei comparti produttivi dell’artigianato, delle piccole e medie industrie e pubblici esercizi”.

 

Riguardo a queste specifiche attività di asfaltatura sono indicate, infatti, le seguenti misure generali di prevenzione:

  • “durante le fasi di stesa del colato su marciapiedi dotare le “bonze” di bocche di scarico a ghigliottina (comandate a distanza con leve di lunghezza adeguata) ed evitare il completo riempimento delle carriole per il trasporto della massa fusa;
  • durante la stesa di asfalto cercare di lavorare sopravvento;
  • appena steso il colato sul marciapiede e sparsa la sabbia provvedere a spargere acqua per raffreddare rapidamente la superficie;
  • nelle lavorazioni entro ambienti chiusi (gallerie, ecc.) Utilizzare opportuni sistemi di estrazione (aspirazione) oppure di diluizione dell’aria (ventilazione forzata);
  • tenere a disposizione nelle immediate vicinanze delle zone di lavoro estintori portatili in numero sufficiente;
  • allestire il cantiere studiando una via di accesso, un percorso ed una via di uscita percorribili senza dover eseguire manovre pericolose con mezzi (compresa la retromarcia);
  • chiudere al traffico della normale viabilità l’area di lavoro; se non fosse possibile prevedere opportuni mezzi di separazione e protezione dal traffico veicolare (segnaletica, barriere in calcestruzzo o plastica riempita di acqua tipo new jersey, ecc.);
  • coordinare il lavoro con le altre ditte appaltatrici eventualmente presenti nello stesso cantiere (rumore, carichi sospesi, ecc.);
  • regolamentare l’accesso al cantiere;
  • assicurare un’illuminazione adeguata all’area di lavoro;
  • utilizzare attrezzi per la stesa manuale in buono stato di conservazione (lame non piegate, ecc.), maneggevoli e adatti al lavoro da eseguire (pale con lama in lega di alluminio e manici in legno leggero);
  • spingere la carriola durante la stesa di asfalto colato su marciapiede evitando di inarcare la schiena all’indietro e facendo invece leva sulle gambe con la schiena dritta;
  • tenere ordinate le aree di lavoro e di stoccaggio transitorio dei materiali;
  • procedere ad un’accurata pianificazione giornaliera e settimanale della attività, che tenga in considerazione l’impegno fisico richiesto e le cadenze operative vincolanti, provvedendo ad una adeguata distribuzione dei compiti lavorativi;
  • mettere a disposizione dei lavoratori idonei ambienti di ristoro riparati, freschi o riscaldati, in base alle diverse situazioni climatiche;
  • mettere a disposizione dei lavoratori servizi igienici in numero sufficiente, dotati di lavabi con acqua calda e fredda, mezzi detergenti e per asciugarsi; 
  • non mangiare cibi e bevande e non fumare durante la stesa di conglomerato bituminoso;
  • organizzare l’orario di lavoro, ove possibile, in maniera tale da ridurre l’esposizione ai raggi ultravioletti durante le ore della giornata in cui sono più intensi (12.00 - 14.00);
  • assicurare ai lavoratori la disponibilità presso la sede aziendale di spogliatoi appropriati ed adeguati, nonché di armadietti individuali a doppio scomparto (separare indumenti privati e di lavoro), programmando periodica pulizia ed eventuale sostituzione;
  • equipaggiare i lavoratori con idonei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) quali: indumenti protettivi (tute da lavoro complete, oppure pantaloni lunghi con maglietta o camicia a maniche lunghe), che devono assicurare una idonea protezione dagli agenti atmosferici (abbinare un giubbotto); calzature antinfortunistiche con suola antiscivolo; guanti resistenti al calore; indumenti ad alta visibilità quando la stesa avviene in prossimità di traffico veicolare; cappello a tesa larga durante la stesa in presenza di sole; occhiali anti- UV durante la stesa in presenza di sole; facciale filtrante antipolvere di classe 2 con filtro in carbone attivo (FFP2SL) durante la stesa di asfalto in particolari condizioni (gallerie, sottopassi, ecc.); protezione auricolare nei lavoratori secondo livello di esposizione giornaliera; prodotti antisolari con filtri UVA-UVB (fattore di protezione solare almeno 20 ed adeguato al fototipo) durante la stesa in presenza di sole;
  • controllare ed eventualmente implementare stato di copertura vaccinale antitetanica;
  • attuare formazione;
  • cercare di stimolare l’affiatamento degli operai, che si trovano a stretto contatto per tutta la giornata, smorzando sul nascere eventuali problemi di conflittualità interpersonale;
  • favorire l’inserimento di nuovo personale, specialmente se di nazionalità non italiana, mediante l’affiancamento di un tutor;
  • la sorveglianza sanitaria eseguita in maniera mirata è un utile ausilio soprattutto per escludere condizioni di ipersuscettibilità che potrebbero predisporre a danni per la salute, nonché per monitorare condizioni di rischio con il monitoraggio biologico”.

 

Ricordiamo, infine, anche la recente pubblicazione del decreto del 22 gennaio 2019 relativo alla segnaletica stradale nelle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare.

 

 

   

Tiziano Menduto

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 659, 3003 e 5698 (archivio incidenti 2002/2015).



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