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Viaggi di lavoro e rischio COVID-19

Viaggi di lavoro e rischio COVID-19
02/09/2020: Il responsabile del servizio prevenzione e protezione deve accertarsi che i dipendenti, che debbono spostarsi in Italia o all’estero, prendano accurate precauzioni, durante la fase di soggiorno in albergo.

Alcuni specialisti virologi hanno recentemente preso in esame quale possa essere il rischio, cui è esposto un lavoratore, che per ragioni professionali deve soggiornare in vari alberghi.

 

L’esperienza ha dimostrato che le particelle virali possono sopravvivere per qualche tempo sui pulsanti di chiamata degli ascensori, sulle maniglie e su altre superfici, con le quali il lavoratore potrebbe entrare in contatto; a questo proposito, l’ormai famoso CDC – Center for Disease and Control degli Stati Uniti, ha pubblicato uno specifico volumetto.

 

Come regola generale, le aree comuni di un albergo sono maggiormente a rischio, rispetto alle camere degli ospiti, ma vi sono comunque delle precauzioni che sia i dipendenti dell’albergo, sia i clienti, devono seguire per ridurre al minimo i rischi.

 

Appare evidente come la condivisione di un letto, di posate e di docce con soggetti ignoti, durante una pandemia, possa essere oltremodo preoccupante. Ecco il motivo per cui molti professionisti del settore raccomandano di non pernottare in alberghi, se appena possibile.

 

 

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D’altra parte, altri esperti ritengono che il rischio di contagio di COVID 19 durante un soggiorno in albergo sia relativamente basso, a condizione però che le camere siano state pulite con grande accuratezza. In particolare, uno studioso, che ha analizzato i metodi di disinfezione delle superfici, conferma che le aree comuni, come ristorante a lobby, siano più a rischio rispetto alle singole camere, dal momento che il coronavirus tipicamente si diffonde attraverso particelle aeree, piuttosto che per contatto su superfici contaminate. Ecco perché gli specialisti raccomandano molta prudenza nel soggiorno in albergo, riducendo al minimo il contatto con altri ospiti e con il personale, preferendo in ogni caso il soggiorno nella propria camera.

 

A questo proposito, vale la pena di ricordare come il già menzionato CDC ha esaminato le camere di albergo occupate da due pazienti, contagiati da coronavirus, trovando che il materiale genetico del virus era presente sugli interruttori delle lampade, sui rubinetti, sui lenzuoli e sui cuscini, dopo 24 ore. Tuttavia, sempre secondo questo studio, la componente virale presente su queste superfici probabilmente non può contagiare persone, a meno che tali persone non siano state già contagiate, seppure senza sintomi. Inoltre, durante questa analisi, i ricercatori hanno prelevato campioni dalle superfici delle camere, prima che esse fossero state pulite e la biancheria sostituita.

 

Il virus può essere disattivato in modo assai efficace utilizzando appropriati disinfettanti e quindi, se la camera è stata ben disinfettata, il rischio residuo è molto basso.

 

Ancora più importante, è il fatto che la ricerca abbia dimostrato come un’accurata pulizia dell’ambiente lo renda a basso rischio, anche se in tale ambiente hanno sostato a lungo soggetti contaminati.

 

Uno studio specializzato ha dimostrato che la durata di vita del virus sugli oggetti dipende dal tipo di materiale: ad esempio, ci vogliono almeno tre giorni perché il virus abbandoni le superfici di plastica e di acciaio, mentre altre ricerche hanno dimostrano come le particelle virali possano sopravvivere fino a due giorni su tessuti e fino a quattro giorni sul vetro.

 

Un’altra raccomandazione fatta dagli esperti è indirizzata al personale addetto al riassetto delle camere. Quando i lenzuoli e le federe vengono sostituiti, è meglio non agitare il tessuto, per evitare che eventuali particelle di virus vengano disperse nell’aria. Il comportamento più corretto è quello di prelevare i tessuti, senza agitarli, e piegandoli del mezzo. Con questo accorgimento, la probabilità di diffusione di aerosol nell’ambiente è molto diminuita.

 

Infine, occorre ricordare che il rischio di esposizione al contagio è assai più elevato per il personale addetto al riassetto delle camere, rispetto ai clienti; ecco il motivo per cui occorre educare in modo appropriato il personale coinvolto, affinché mantenga atteggiamenti estremamente prudenziali, durante l’attività quotidiana.

 

 

Adalberto Biasiotti

 



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Rispondi Autore: lui che sa - likes: 0
02/09/2020 (07:33:43)
E quali sono le precuazioni che " il responsabile del servizio prevenzione e protezione deve accertarsi ........"

Che la stanza sia sanificata con ozono in tutti i punti?
Si fa un'indagine a campione sulle superfici?
SI fa un'intervista agli addetti alle pulizie camere via telefono?

Spiace vedere che ancora non si distingue tra rischio lavorativo e rischio generico e che RSPP sia visto come lo sceriffo di turno.

RSPP deve attenersi ai Protocolli di intesa, mica deve verificare se l'hotel al pizzo opposto dell'Italia li rispetta !!
Rispondi Autore: Gianni - likes: 0
02/09/2020 (07:42:04)
Effettivamente non vedo come io RSPP possa controllare ogni dettaglio di una persona che lavora a 1000 Km da me. Posso dare informazione/formazione al lavoratore e criteri generali per la scelta dell'albergo. Allora dovrei anche controllare dove va a bere il caffè, in quale ristorante mangia, dove prende l'aperitivo etc etc. Va bene che l'RSPP è ormai diventato la discarica di ogni scocciatura in azienda, ma almeno questa me la vorrei risparmiare.
Rispondi Autore: Carmelo Catanoso - likes: 0
02/09/2020 (08:48:08)
Diciamo che l'incipit dell'articolo non è dei migliori.

Il RSPP di un'azienda che manda il personale in giro anche solo per l'Italia, non è in grado di fare alcun tipo di controllo sullo stato delle camere degli alberghi.
Quello che deve fare è fornire le informazioni al personale sulle cautele da adottare quando si va in trasferta.
Il resto non è una condotta penalmente esigibile checché ne dicano i soliti talebani integralisti.

È a carico della struttura alberghiera effettuare gli interventi di pulizia e sanificazione.

Ci sono specifici Protocolli da rispettare da parte degli alberghi e linee guida emanate dalla associazione di categoria.
È indubbio che sia interesse della struttura alberghiera effettuare gli interventi nel modo più efficace in modo da evitare interventi drastici da parte delle Autorità Pubbliche.
Rispondi Autore: Walter - likes: 0
02/09/2020 (08:49:18)
come sempre accade, anche in questo ambito "pandemico" si continua ad esagerare nell'attribuire responsabilità , a mio avviso cavillose ed inesistenti, al RSPP che ogni giorno è sempre più capro espiatorio....
Rispondi Autore: Alfonso - likes: 0
02/09/2020 (11:14:47)
mah??
cosa vuol dire che un RSPP deve essere agente viaggi e provare tutti gli hotel?
Rispondi Autore: lui che sa - likes: 0
02/09/2020 (12:34:14)
Se mi facessero agente di viaggi e mi obbligassero a testare Hotel accetterei volentieri comunque.
Però purtroppo (o perfortuna) sono un RSSP, non sono uno sceriffo nè un controllore nè un preposto nè un ente di vigilanza esterno.

Non sta me vigilare sugli Hotel, sta a me avvisare il Datore di lavoro circa la presenza di rischi di viaggi connessi a culture ed agenti diversi da quelli in Italia.

E questo si chiama rischio generico aggravato.
Autore: dr. Carlo Pamato Medico Competente - likes: 0
02/09/2020 (13:06:26)
Caro lui che sa ( γνῶθι σεαυτόν !!!)
io che Ξέρω ότι δεν ξέρω ( so di non sapere come Socrate )
Non sta a te dare indicazione ( vedi il protocollo condiviso 24 aprile ) ma al Medico competente ( non per nulla !!!)
Rispondi Autore: dr. Carlo Pamato Medico Competente - likes: 0
02/09/2020 (12:58:07)
non serve il Rspp ( mica è Medico spec. IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA e con solide basi scintifiche !)
sembra che i rssp sappiano tutto di medicina del lavoro e di prevenzione ( un pò come i viro-epidemiologi da bar sport !9
Rispondi Autore: dr. Carlo Pamato Medico Competente - likes: 0
02/09/2020 (13:14:06)
sembra dai commenti che il rspp debba dare indicazione al DdL e ai trasfertisti MA QUANDO MAI ?
(nel lockdown avete preso la laurea in medicina o almeno un corso di microbiologia? )
Rispondi Autore: lui che sa - likes: 0
02/09/2020 (15:20:37)
Gent,ssimo Dott. Pamato Medico,

Lui che sa è una citazione implicita proprio di Socrate, non ha colto il doppio senso.

Non ha colto neanche il fatto che RSPP (ma neanche il MC) non può dare indicazioni circa le strutture alberghiere disperse per l'Italia e non può, non deve e non ha strumenti per verificare.
Rispondi Autore: Dubbio legittimo - likes: 0
02/09/2020 (17:55:58)
Ma Biasiotti ci è o ci fa?
Rispondi Autore: Andrea RSPP - likes: 0
03/09/2020 (08:31:36)
Magari l'RSPP deve solo farsi confermare per iscritto dall'albergo quali siano le procedure che mette in atto e che siano in regola con quanto previsto dai protocolli?
Rispondi Autore: carmelo catanoso - likes: 0
03/09/2020 (12:03:28)
E perchè?
E' l'albergo che deve "applicare".
Ci sono aziende che hanno decine se non centinaia di personale che si sposta per varie attività e alloggia in hotel.
Cosa facciamo, mettiamo non solo il RSPP ma anche il Medico Competente (visto che è il maggiore esperto nel campo) a telefonare a tutti gli hotel chiedendo: Mi inviate una dichiarazione dove mi "attestate" che applicate il Protocollo e magari mi mandate copia del Protocollo così io RSPP lo analizzo con il MC
Ammesso che lo chiedessi come RSPP, cosa mi risponderebbe l'hotel?

E' come chiedere all'oste se il vino è buono.
Quindi, evitiamo di perderci in formalismi che nulla aggiungono in concreto alla tutela della salute.
Le aziende attente con molti trasfertisti hanno informato i propri dipendenti, tramite gli ausiliari del datore di lavoro (RSPP e MC), sulle precauzioni da adottare in trasferta (compreso il comportamento da adottare negli hotel) e cosa fare se emergessero palesi violazioni.
Punto.
I
Rispondi Autore: dr. Carlo Pamato Medico Competente - likes: 0
05/09/2020 (09:32:50)
colui che sa (non è di Socrate ) semmai " so di non sapere (Ξέρω ότι δεν ξέρω )
iNVECE NON MAI DETTO che il Medico Competente
debba controllare gli alberghi dove si recano i trasfertisti ma che deve dare consigli di prevenzione
(che ne sa il rspp di medicina e di igiene e medicina del lavoro ? ) ne sutor ultra crepidam !
(stavolta uso la citazione latina !)

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