Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
esporta articolo in PDF

Liberi dall'amianto: come difendersi dalla fibra-killer

10/05/2010: La campagna di Legambiente e i ritardi dei Piani regionali per le bonifiche dell'amianto. Dove si trova e come si riconosce l'amianto? I consigli per chi sospetta di vivere in strutture a rischio.
google_ad_client


In occasione della Giornata nazionale dell’amianto del 28 aprile, Legambiente ha lanciato campagna “Liberi dall’amianto”, un’iniziativa di informazione e formazione rivolta ai cittadini. Ma non solo, anche a lavoratori e a medici. Una mobilitazione per richiedere la bonifica dei siti contaminati dall’amianto, da quelli di maggiore dimensione ai semplici edifici, pubblici e privati.
L’iniziativa coinvolge l’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente, e i medici di base, che hanno un ruolo fondamentale nell’informazione sui rischi sanitari alla popolazione.



A 18 anni dalla legge 257 del 1992 che lo metteva al bando, l' amianto è ancora molto diffuso in Italia e tanti siti contaminati attendono di essere bonificati. Si stima l’esistenza di 32 milioni di tonnellate di materiale contaminato ancora sparsi per il Paese. Tutto questo ha un pesante impatto sanitario sulla popolazione: ogni anno in Italia si registrano tra le 2.000 e le 4.000 morti a causa della sua esposizione professionale, ambientale e domestica. Solo cambiando l’approccio dimostrato fino ad oggi nella lotta all’amianto, in l’Italia sarà possibile quella svolta auspicabile e quanto mai necessaria anche alla luce delle evidenze sanitarie in chi lo ha purtroppo inalato. Sta al Governo centrale e alle Regioni dimostrare con atti concreti che questo è un obiettivo comune. Finora purtroppo non è stato così.

Dove si trova e come si riconosce?


Nei materiali per l’edilizia:
Superfici esterne: coperture e feltro catramato per tetto, mastice finestre, pannelli cementizi
Isolamenti: vermiculite isolante, pannelli isolanti
Pavimenti: resine viniliche
Superfici interne: materiali spray-on per soffitti, pitture texturizzate
Boiler, riscaldamenti, tubature: coperture fonti di calore, guarnizioni porte, rivestimenti condutture, rivestimenti pareti
Apparecchiature elettriche: Isolamento cavi, Scatola fusibili, prese elettriche
Elettrodomestici: stufe a legna (riflettori di calore)
Altro: ciocchi per camino

AMIANTO COMPATTO: legato al cemento - ad esempio nelle onduline per le coperture dei tetti, nei vecchi cassoni dell’acqua o nelle canne fumarie - o all’interno dei pavimenti vinilici (il cosiddetto “linoleum”). Non rappresenta un rischio se rimane integro, ma diventa pericoloso se è in cattivo stato di conservazione, usurato o rotto;
AMIANTO FRIABILE: in fibre libere oppure tessuto o spruzzato nei rivestimenti isolanti di tubazioni, caldaie, controsoffitti, etc. È la forma più pericolosa perché in grado di disperdersi nell’aria anche senza sollecitazioni e dunque facilmente inalabile.

Cosa fare in presenza di amianto
- Non rompere, segare, levigare o trapanare il materiale contenete amianto;
- Friabilità, cattivo stato, manomissioni sono le caratteristiche del materiale sospetto;
- Rivolgersi agli Enti preposti (Asl o Arpa) e fare uno screening su indicazioni contenute nella scheda di censimento. È obbligatorio per edifici aperti al pubblico e per gli stabili condominiali;
- Per la rimozione e bonifica dell’amianto occorre possedere requisiti specifici. Per questo è obbligatorio rivolgersi a ditte specializzate, che garantiranno una corretta rimozione e smaltimento;
- Il costo per un intervento può variare molto. Per usufruire di eventuali, ma ancora rari, incentivi o agevolazioni, informarsi presso la propria Regione o il proprio Comune;
- Non procedere mai autonomamente al trattamento dell’amianto; solo in alcuni casi sono consentiti interventi di rimozione “fai da te”, ma previa autorizzazione degli enti preposti che forniscono equipaggiamento e istruzioni;
- Oltre alla rimozione si possono applicare anche altre tecniche di trattamento: incapsulamento con prodotti ricoprenti che ripristinano la compattezza; confinamento mediante una barriera fisica che blocca la dispersione dell’amianto.

I consigli per chi sospetta di vivere in strutture a rischio
1. Le strutture in cemento amianto non rappresentano, se integre, un pericolo effettivo. Ma con gli anni si degradano.
2. L’amianto friabile (quello libero, tessuto o spruzzato per la coibentazione, rivestimenti isolanti o per i tubi) è molto dannoso anche se integro.
3. Non rompere, segare, levigare o trapanare il materiale contenente amianto. Effettuare la pulizia delle strutture con spazzole morbide, mai con apparecchi elettrici o metallici.
4. Friabilità, cattivo stato, frequenti manomissioni e manutenzione, le caratteristiche del materiale sospetto.
5. Fare uno screening su indicazioni contenute nella scheda di censimento (reperibile presso le Asl e Arpa). È una procedura obbligatoria per edifici aperti al pubblico e per gli stabili condominiali.
6. Se necessario, intervenire per rimuovere la struttura e inviare la scheda alla Asl. È consigliabile farlo anche nel caso in cui non è necessaria la rimozione.
7. Le ditte atte alla rimozione e bonifica dell’amianto devono possedere dei requisiti operativi specifici.
8. Per fare un esempio, il costo per rimozione, trasporto e smaltimento di una copertura di 20 mq circa può oscillare fra i 1.000 e i 2.000 euro al mq.
9. Solo in alcuni casi sono consentiti interventi di rimozione “fai da te”, ma previa autorizzazione del Comune, della Asl o degli enti preposti che si occupano anche di distribuire equipaggiamento e istruzioni.
10. Per usufruire di eventuali ma ancora rari incentivi economici informarsi presso il Comune di appartenenza.

I ritardi dei Piani regionali per le bonifiche dell'amianto (aprile 2010)
Killer in polvere. Inchiesta de La Nuova Ecologia (gennaio2010)
Liberi dall’amianto ( novembre 2009)

Liberi dall'amianto
Provincia Eternit Free
 
PDC


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Hai qualcosa da dire su questo articolo? Aggiungi ora il tuo commento


Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.
Utente:
Email (se vuoi ricevere l'avviso di altri commenti)
Inserisci il tuo commento:(obbligatorio)

Leggi anche altri articoli sullo stesso argomento:


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM

Quesiti? Proponili nel FORUM!