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Infortuni domestici: un fenomeno trascurato

Infortuni domestici: un fenomeno trascurato
07/06/2018: In Italia si verificano ogni anno circa 1200 infortuni mortali sul lavoro. La situazione è molto più preoccupante se si andasse a vedere l’andamento degli infortuni che avvengono tra le mura domestiche.

L’attuale situazione

Negli ultimi mesi l’attenzione dei mass media si è concentrata sui dati comunicati dall’INAIL che evidenziano un aumento significativo delle denunce degli infortuni mortali (+ 11,6%) nel primo trimestre del 2018 (212 eventi) rispetto all’analogo periodo del 2017 (190 eventi). Questo aumento, però, è dovuto ad un incremento degli infortuni in itinere (da 43 a 67 eventi) mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono scesi da 147 a 145 eventi. Comunque, si tratta sempre di dati in valore assoluto che dovrebbero essere “pesati” sulle ore lavorate o sul numero di occupati in modo da avere dati statisticamente più significativi.

Se questa è la situazione nel mondo del lavoro, molto più drammatica è la situazione in un altro ben diverso ambiente.

 

Nel nostro paese si verificano ogni anno circa tre milioni di infortuni domestici con oltre 8000 morti (quasi 7 volte il numero degli infortuni mortali sul lavoro) e circa 300.000 ricoveri ospedalieri. Questa situazione fa emergere con chiarezza la necessità di considerare l’ambiente domestico come un luogo potenzialmente ricco di rischi per la salute e la sicurezza di coloro che ci vivono e ci lavorano anche se l’approccio prevalente porta a considerare la casa come un luogo intrinsecamente sicuro frutto della conoscenza che si ha dello stesso; ciò però comporta l’abbassamento della soglia d’attenzione nei confronti dei potenziali pericoli presenti esponendo, così, al rischio di infortunio.

 

Secondo varie ricerche effettuate, oltre il 75% degli infortuni mortali avvenuti nell’ambiente domestico, hanno coinvolto persone con un’età superiore ai 65 anni (eventi non coperti dall’assicurazione obbligatoria INAIL); tra queste, le donne hanno rappresentato quasi il 50%; le cause di questi infortuni mortali sono da attribuire per l’88% dei casi a fratture e cadute accidentali. La percentuale delle donne aventi un’età compresa tra i 15 e 65 anni, coinvolte in infortuni mortali è stata del 5%.

 

Per quanto riguarda gli infortuni domestici non mortali, occorsi alle persone coperte dalla nuova assicurazione INAIL fino ai sessantacinque anni d’età, essi rappresentano oltre il 30% del totale degli eventi; gli agenti materiali prevalenti sono le cadute in piano e dalle scale, le stoviglie (bicchieri, coltelli, ecc.), i fornelli dei piani cottura e gli elettrodomestici (per un uso non corretto).

Nelle abitazioni, generalmente, non viene effettuata un’adeguata valutazione preventiva delle corrette modalità di disposizione dei mobili, degli elettrodomestici, ecc.. Tutto ciò provoca le maggiori ricadute sugli infortuni in cui sono coinvolte le casalinghe oltre i 55 anni di età; queste persone chiamate ad operare in un ambiente domestico in cui sono presenti questi ostacoli, sia per le diminuite capacità percettive che per patologie quali l’osteoporosi legate all’età, incorrono con maggior frequenza in infortuni con gravi conseguenze che comportano degenze ospedaliere di medio-lunga durata con i relativi costi sociali ed economici.

 

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L’obbligo della tutela assicurativa

La legge n° 493/1999 stabilisce che è obbligato ad assicurarsi contro gli infortuni in ambito domestico colui che:

  • ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni compiuti;
  • svolge il lavoro per la cura dei componenti della famiglia e della casa;
  • non è legato da vincoli di subordinazione;
  • presta lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo.

 

L’ambito domestico è l’abitazione con le relative pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi) dove risiede il nucleo familiare dell’assicurato. Nel caso in cui l’immobile faccia parte di un condominio, si considerano come ambito domestico anche le parti comuni (androne, scale terrazzi, ecc.).

 

Anche le residenze temporanee scelte per le vacanze rientrano tra i luoghi tutelati, a condizione che si trovino nel territorio italiano. Non è tutelato, invece, l’infortunio in itinere.
I criteri che definiscono, ai sensi della legge n° 493/1999, il nucleo familiare rispetto ad altre esperienze di vita insieme, sono il matrimonio, la parentela, l’affinità, l’adozione, la tutela, i vincoli affettivi e la coabitazione.

Sulla base di questi requisiti indicati dall’INAIL, sussiste l’obbligo assicurativo per:

  • gli studenti anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza e che si occupano dell’ambiente in cui abitano;
  • tutti coloro che, avendo già compiuto i 18 anni, lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio ragazzi e ragazze in attesa di prima occupazione);
  • i titolari di pensione che non hanno superato i 65 anni;
  • i lavoratori in mobilità;
  • i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia e non hanno altra occupazione;
  • i lavoratori in cassa integrazione guadagni;
  • i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che non copre l'intero anno (lavoratori stagionali, lavoratori temporanei, lavoratori a tempo determinato); l’assicurazione, in questo caso, deve ricoprire solo i periodi in cui non è svolta attività lavorativa. Tuttavia, il premio assicurativo non è frazionabile e la quota va versata per intero, anche se la copertura assicurativa è valida solo nei periodi in cui non è svolta altra attività lavorativa.

Nell’ambito di uno stesso nucleo familiare possono assicurarsi più persone (ad esempio: madre e figlia).


Non sussiste l’obbligo assicurativo per:

  • colui che ha meno di 18 anni o più di 65 anni;
  • il lavoratore socialmente utile (Lsu);
  • il titolare di una borsa lavoro;
  • l’iscritto a un corso di formazione e/o a un tirocinio;
  • il lavoratore part time;
  • il religioso.

E’ esonerato dal pagamento del premio assicurativo contro gli infortuni in ambito domestico colui che ha un reddito al di sotto di una determinata soglia. In tal caso il premio è a carico dello Stato.
In particolare, è escluso dal pagamento chi contemporaneamente:

  • ha un reddito personale complessivo lordo fino a 4.648,11 euro annui;
  • fa parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22 euro annui.

Chi possiede i requisiti di legge ma non paga l’assicurazione, è soggetto ad una sanzione da parte dell’INAIL, graduata in relazione al periodo di trasgressione e per un importo non superiore, comunque, all’equivalente del premio (12,91 euro).

 

Per quanto riguarda le prestazioni economiche INAIL, si ha ad esse se l’inabilità permanente riconosciuta è pari o superiore al 27% o se l’infortunio ha avuto come conseguenza la morte.

L’INAIL ha previsto che per le prestazioni economiche non sussista il principio di automaticità; solo il pagamento del premio da parte della persona in possesso dei requisiti assicurativi o la presentazione dell’autocertificazione per l’esonero dal pagamento per limiti di reddito danno diritto alle prestazioni economiche.

 

Se l’infortunio provoca la morte dell’assicurato, spetterà ai superstiti presentare all’INAIL la domanda per la liquidazione della rendita, sempre se sussistano i requisiti di assicurabilità e di regolarità nel pagamento del premio.

 

Rimangono esclusi dalla copertura gli infortuni mortali, gli infortuni conseguenti ad un rischio estraneo al lavoro domestico, quelli avvenuti all’estero e quelli derivanti da calamità naturali, da crolli degli immobili derivanti da cedimenti strutturali, da guerre, insurrezione o tumulti popolari.

La copertura, dunque, non viene estesa a quelle persone che espletano attività in ambito domestico non a tempo pieno e cioè a coloro che accudiscono i propri familiari e curano la propria dimora espletando contemporaneamente un’attività lavorativa dipendente, autonoma, ecc., creando così una vera e propria discriminazione.

 

I pericoli potenziali presenti nell’ambiente domestico

Nelle abitazioni l’energia elettrica costituisce, oltre ad un peso non trascurabile del bilancio economico familiare, anche ciò che fa funzionare quasi tutto quello che si ha in casa: elettrodomestici, illuminazione, ecc.. Pertanto, l’impianto elettrico costituisce qualcosa di assolutamente irrinunciabile e, nel contempo, qualcosa di potenzialmente pericoloso se non correttamente realizzato, utilizzato e manutenuto. L’impianto elettrico, come ormai noto da quasi trenta anni (fin dai tempi della Legge n° 46/1990), deve essere realizzato da imprese installatrici in possesso dei requisiti previsti dalle norme di legge vigenti, secondo le norme tecniche di riferimento e con il conseguente rilascio della dichiarazione di conformità dell’impianto. Nelle abitazioni realizzate nei decenni passati, è ancora molto frequente riscontrare la presenza di impianti elettrici non a norma che, abbinata alla presenza nelle case di persone anziane, amplifica il rischio reale. L’uso non corretto di apparecchi elettrici quali stufe, scaldini, ecc., dovuto perlopiù ad utilizzo temporale continuativo ben oltre i limiti consigliati dal fabbricante, è sovente causa di cortocircuiti con conseguente sviluppo di un principio d’incendio nell’abitazione. Un’altra cattiva abitudine molto diffusa, è quella relativa al sovraccarico delle prese di corrente, mediante l’apposizione di riduttori a due o a tre vie con annesse derivazioni a cui sono collegati elettrodomestici o altro, provocando così un sovraccarico dell’impianto con le ovvie conseguenze.

Così come per l’impianto elettrico, gli impianti a gas devono realizzati conformemente alle norme di legge e di buona tecnica vigenti da quasi un trentennio. In cucina, normalmente, è installata la caldaia a gas per il riscaldamento; è estremamente importante che il suo perfetto funzionamento venga periodicamente verificato da un installatore qualificato (controllo combustione, scarico fumi, ecc.). Si ricorda, anche se può sembrare superfluo che nel caso in cui in casa venisse avvertito odore di gas, la prima cosa da fare è quella di chiudere il rubinetto generale del gas senza accendere luci o qualunque altra cosa a funzionamento elettrico.

 

Scarsa attenzione, viene generalmente riservata ad una corretta disposizione dei mobili all’interno della casa; molto spesso, infatti, il peso assegnato all’aspetto estetico è maggiore rispetto a quello funzionale e lo è di gran lunga rispetto a quello della sicurezza. Il posizionamento dei mobili, infatti, influisce notevolmente sulla sicurezza domestica grazie ai potenziali pericoli derivanti da una non corretta ubicazione; si pensi, ad esempio, agli spigoli di un cassettone presente in un corridoio con un angolo a 90 gradi. In alcuni punti dell’ambiente domestico, spesso, i corpi illuminanti non sono correttamente posizionati e non sono in grado, quindi, di assicurare un’illuminazione adeguata; questa situazione, pertanto, è potenzialmente in grado di aumentare i pericoli di urti, cadute, ecc. con le conseguenze facilmente immaginabili.

 

Approcciando all’identificazione dei pericoli ed alla valutazione dei rischi secondo le consolidate modalità adottate negli analoghi processi in ambito industriale, la mansione di coloro che svolgono attività in ambito domestico in via esclusiva rivolte alla cura di altri componenti il proprio nucleo familiare, comporta una maggiore presenza, in termini temporali, nell’ambiente di lavoro cucina. In essa, infatti, si concentrano oltre la metà degli infortuni domestici; seguono le attività svolte nel soggiorno, nelle camere da letto, lungo le scale, ecc..

 

Pertanto, nel seguito di questo contributo, per brevità, verranno esaminati alcuni tra i potenziali pericoli presenti nell’ambiente cucina legati sia all’uso dei numerosi elettrodomestici che ad alcune attività lavorative espletate con maggior frequenza.

 

Tra le attività svolte in questo ambiente, le fasi di preparazione degli alimenti per la colazione, il pranzo e la cena dei propri familiari e l’uso degli elettrodomestici necessari richiedono un’adeguata attenzione in quanto, in esse, sono presenti diversi potenziali pericoli in grado di provocare infortuni molto gravi.

 

Innanzitutto, è necessario avere adeguate garanzie sia al momento dell’acquisto (marcature, certificazioni, ecc.) e dell’installazione che, poi, sullo stato di efficienza di tutti gli elettrodomestici presenti in cucina.  Ovviamente, a monte di tutto ciò la garanzia primaria, come detto precedentemente, deve essere quella relativa ad un impianto elettrico realizzato conformemente alle norme di legge vigenti e in grado di tutelare con i propri dispositivi di protezione gli utenti che a valle interagiscono con gli elettrodomestici alimentati.

 

Per evitare gli infortuni derivanti dalla non corretta installazione e dal cattivo utilizzo dei piani di cottura e dei forni a gas, è opportuno preferire all’atto dell’acquisto elettrodomestici dotati del sistema di blocco automatico dell’afflusso del gas in caso di spegnimento della fiamma. Nella fase di installazione, è necessario assicurarsi che il collegamento tra il rubinetto del gas e il piano cottura/forno sia effettuato utilizzando tubi con impresso il marchio IMQ-UNICIG e la data entro la quale il tubo stesso dovrà essere sostituito. Per mantenere una buona combustione è necessario pulire periodicamente i coperchi dei bruciatori e gli ugelli così come è consigliabile chiudere sempre il rubinetto del gas sia durante la notte che in caso di lunghe assenze. E’ sempre opportuno posizionare una griglia di protezione lungo il bordo del piano cottura onde evitare che per un movimento errato, il contenuto della pentola si rovesci; tale cautela è assolutamente necessaria nel caso in cui in casa siano presenti dei bambini. In caso di utilizzo di pentole a pressione è necessario tenere sempre presente i consigli d’uso forniti dal costruttore; in particolare, deve essere controllata preventivamente l’efficienza della valvola di sfogo, il livello di riempimento non deve superare il limite fissato e, durante la cottura, la fiamma deve essere tenuta al minimo. Terminato il periodo di cottura la pentola potrà essere aperta solo dopo aver lasciato uscire tutto il vapore contenuto.

 

Oggi, quasi tutti i moderni ambienti cucina sono dotati di lavastoviglie, prevalentemente incassate nei mobili. Per evitare infortuni durante il loro uso, le principali cautele riguardano i cestelli porta stoviglie e le modalità di estrazione; infatti, è opportuno verificare periodicamente la tenuta dei dispositivi di blocco onde evitare la caduta dei cestelli e delle stoviglie ivi contenute con conseguente rischio di contusioni e ferite da taglio. Inoltre, prima di accendere la macchina, è necessario verificare che gli spruzzatori rotanti abbiano la corsa libera e non ostruita da parti sporgenti di stoviglie/posate. Nel caso in cui in casa ci fosse una lavastoviglie di vecchia generazione, è opportuno verificare anche che le stoviglie e le posate aventi parti in plastica siano ben riposte onde evitare che durante la fase di lavaggio cadano sul fondo della macchina, vengano a contatto con gli elementi riscaldanti utilizzati per asciugare il contenuto della macchina e subiscano una parziale fusione delle parti in plastica con emanazione di vapori potenzialmente nocivi. Come per qualunque altro elettrodomestico, un’accurata e periodica pulizia degli spruzzatori e delle guarnizioni e il periodico rabbocco del sale secondo le specifiche contenute nel libretto d’istruzioni garantirà il funzionamento efficiente della macchina. Infine, come per altri elettrodomestici, in caso di assenze prolungate, è opportuno disconnettere la spina di alimentazione e chiudere il rubinetto dell’acqua.

 

La lavatrice, quasi sempre ubicata in bagno ed anche in cucina, è un altro elettrodomestico a cui viene dedicato parte del tempo delle casalinghe. Per evitare infortuni durante l’uso, dando per scontato l’acquisto di apparecchi costruiti conformemente alle norme di legge vigenti e installati correttamente, è necessario ricordarsi sempre di non mettere in funzione la lavatrice avendo le mani bagnate e/o a piedi nudi. Inoltre, la periodica manutenzione della macchina (filtro, vaschette, ecc.) secondo le specifiche del costruttore contenute nel libretto d’istruzioni, può assicurare il buon funzionamento della lavatrice. Infine, deve essere raccomandata la massima attenzione durante la fase di sollevamento del contenitore con il bucato onde evitare contratture, strappi, ecc., derivanti dalle non corrette modalità con si è effettuata l’operazione; a tale scopo è  opportuno poggiare il contenitore che ospiterà il bucato su uno sgabello o altro, in modo da evitare il sollevamento da terra o, in alternativa, effettuare lo svuotamento del cestello della lavatrice in più fasi, in modo da sollevare e spostare carichi aventi peso ridotto.

 

Un altro indispensabile elettrodomestico, con cui interagiscono le persone impegnate nel lavoro domestico, è il frigorifero; normalmente, in una giornata, esso viene aperto decine di volte per effettuare le tipiche operazioni necessarie per la preparazione dei cibi. Se oltre ad essere un prodotto progettato e costruito secondo quanto previsto dalle norme di legge vigenti è anche installato secondo le specifiche del fabbricante, esso può rappresentare un pericolo solo in rarissimi casi. Innanzitutto, è importante verificare se il suo posizionamento è stato effettuato in modo da mantenere, nell’ambiente cucina, sufficienti spazi di passaggio pur con l’apertura degli sportelli, in modo da evitare urti contro gli stessi o con altri mobili adiacenti (tavolo, sedie, ecc.). La sua sistemazione in cucina deve opportunamente tenere conto sia della necessità di areazione dell’elettrodomestico che della lontananza da fonti di calore. La situazione in cui può concretizzarsi il pericolo maggiore riguarda l’apertura del frigorifero o il semplice contatto con le mani bagnate: è sempre necessario effettuare tale operazione con le mani asciutte. Prima di iniziare gli interventi di pulizia, è indispensabile staccare la spina di alimentazione, verificarne l’integrità (assenza di bruciature, spelature del cavo di alimentazione, ecc.) e solo dopo procedere alla pulizia delle parti interne e esterne dell’elettrodomestico. 

 

Per preparare gli alimenti da consumare vengono usati tutta una serie di piccoli elettrodomestici (frullatori, grattugie, impastatori, affettatrici, centrifughe, coltelli elettrici, ecc.). Queste macchine, pur realizzate dal fabbricante conformemente alle norme di legge e di buona tecnica vigenti e provviste dei marchi di sicurezza richiesti, possono costituire se mal utilizzate, un notevole pericolo per gli utilizzatori. Fin dalla concezione progettuale di alcuni di questi tipi di macchine è stato previsto l’avvio solo a sportelli e coperchi chiusi e, in caso apertura degli stessi, l’immediato arresto degli organi in movimento (frullatori, impastatori, ecc.), nonché una dissipazione dell’energia residua pressoché immediata. Per gli altri tipi di macchine queste specifiche previsioni progettuali non sono applicabili e le cautele da adottare riguardano espressamente le modalità d’uso. Estremamente importante, prima dell’uso, è il preventivo controllo (a spina disinserita) del corretto fissaggio degli elementi in movimento (lame, ecc.); durante l’uso e pause d’uso, è importante ricordare sempre di non lasciare incustoditi tali elettrodomestici, specialmente se in casa vi sono dei bambini. Nel caso, ad esempio, del taglio degli alimenti con un coltello elettrico, è opportuno tenere fermo l’alimento da tagliare con una posata (arrosto, ecc.) o con le dita ripiegate a distanza dal punto di taglio (verdure, ecc.). Durante l’uso di questi elettrodomestici, che deve avvenire sempre secondo le specifiche istruzioni del fabbricante, è necessario, per non surriscaldarli, evitare periodi prolungati di continuo funzionamento. Infine, dopo l’uso, la loro pulizia deve riguardare solo le parti che, durante il funzionamento, vengono a diretto contatto con gli alimenti.

 

Un altro elettrodomestico molto diffuso è il forno a microonde; quest’apparecchio durante il normale funzionamento non provoca alcun pericolo e, anche in caso di apertura repentina dello sportello, un apposito dispositivo provvede all’arresto istantaneo dell’emissione delle microonde. Ovviamente, la cautela da adottare è quella riguardante il controllo e la periodica pulizia delle guarnizioni e dei fori di ventilazione. Una dimenticanza che è potenzialmente in grado di causare ustioni o un principio d’incendio riguarda l’errore che spesso si commette quando il forno, avendo un funzionamento combinato (cioè anche elettrico), viene utilizzato con quest’ultimo sistema provocando, a differenza delle microonde, il riscaldamento delle pareti ed in particolare di quella superiore dove magari, con l’abitudine, si sono posizionati centrini in tessuto e/o oggetti vari potenzialmente combustibili.

 

Un altro elettrodomestico utilizzato per preparare colazione è il tostapane; per evitare infortuni durante l’uso, questo piccolo elettrodomestico che, come noto, sviluppa calore, deve essere posizionato in luoghi asciutti, lontano da ciò che può essere potenzialmente combustibile e non deve mai essere toccato con le mani bagnate. Dopo l’uso deve essere sempre lasciato raffreddare prima di essere riposto all’interno dei mobili della cucina. La pulizia deve essere effettuata periodicamente secondo le specifiche del fabbricante, solo dopo averne constatato il raffreddamento, sempre con la spina disinserita e senza mai l’utilizzo dell’acqua.  La preparazione dell’italianissimo caffè espresso viene frequentemente effettuata utilizzando delle apposite macchine espresso. Questi piccoli elettrodomestici, per il loro buon funzionamento, devono essere correttamente utilizzati e periodicamente manutenuti. Innanzitutto, è necessario non far scendere il contenuto d’acqua al di sotto del minimo indicato nel serbatoio onde evitare surriscaldamenti della macchina; inoltre, è necessario effettuare i periodici controlli sullo stato di efficienza delle valvole di sovrappressione e dei termostati e verificare con attenzione l’eventuale formazione di calcare così come consigliato dal fabbricante nel libretto d’istruzioni.

All’interno della cucina sono frequenti gli spostamenti per svolgere i compiti tipici dell’attività; pertanto, durante le fasi di preparazione dei cibi, gli eventuali frammenti di verdure, legumi, ecc. nonché le gocce di olio cadute sul pavimento, costituiscono una fonte di pericolo notevole e vanno subito raccolte/pulite perché possono originare scivolamenti e cadute con urti contro i mobili, gli elettrodomestici, ecc., con conseguenze, in alcuni casi, molto gravi.

 

Per le pulizie in cucina e in altri ambienti si usano prodotti detergenti/igienizzanti di vario tipo ma spesso in grado di causare gravi intossicazioni se ingeriti o dermatiti, allergie, ecc., in caso di contatto con la pelle. Pertanto, per evitare tali danni è opportuno innanzitutto acquistare prodotti dotati della chiusura di sicurezza (pressione + rotazione) in modo da salvaguardare i bambini, leggere le istruzioni del fabbricante riportate sulla confezione, evitare il travaso in altri contenitori conservandoli sempre nel loro contenitore originale, non miscelarli mai tra loro, usare sempre i guanti durante il loro impiego e riporli sempre in armadi o luoghi posti al di fuori della portata dei bambini.

 

Conclusioni

Molti degli infortuni che avvengono negli ambienti domestici sono dovuti ad una serie di comportamenti derivanti perlopiù da un’insufficiente percezione dei pericoli e da una serie di cattive abitudini sedimentatesi con il tempo. La strada da percorrere, quindi, non è solo quella della copertura assicurativa, decisione sicuramente meritoria, per le persone che svolgono attività in ambito domestico in via esclusiva rivolte alla cura di altri componenti il proprio nucleo familiare ma anche quella della promozione, sensibilizzazione e diffusione di una cultura della sicurezza tra la popolazione.

 

Così come già proposto in un passato contributo su Puntosicuro riguardante la cultura della prevenzione nelle aziende industriali, l’obiettivo prioritario deve essere quello di modificare gli atteggiamenti degli individui nei confronti della sicurezza negli ambienti domestici al fine di favorire il cambiamento dei comportamenti orientandoli verso l’adozione di “comportamenti sicuri”. Pertanto, in parallelo alla copertura assicurativa andrebbero attuati interventi di sensibilizzazione generale della popolazione tramite i massmedia ma anche nelle scuole di ogni ordine e grado ed a partire dalla scuola materna, nelle circoscrizioni comunali, nei circoli per anziani, nelle parrocchie, ecc. e cioè in tutti quei luoghi di aggregazione sociale oggi esistenti e nei quali è possibile porre le basi per la costruzione di una cultura diffusa della sicurezza tra le varie fasce d’età.

 

 

Carmelo G. Catanoso

Ingegnere Consulente di Direzione

 



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Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti07/06/2018 (08:42:57)
Bravo ! Almeno 2 volte alla settimana tengo corsi sulla sicurezza o antincendio ed in ogni corso mi "prendo" mezzora per ciò che riguarda gli infortuni (incidenti, cadute, uso delle scale portatili, elettrodomestici, olio che brucia nella padella, pericolo batterie cellulari, uso del salvavita, monossido [io sono un "sopravvissuto" al monossido e negli anni ho raccolto le storie di 50 "sopravvisuti come me"] , ecc.) . Mi sono interessato per primo in FVG (e forse unico...) a svolgere dal 2008 corsi sulla sicurezza per pro-loco, associazioni di volontariato, parrocchie, bande musicali, scout...gruppi di persone "dimenticate" dalle norme ma che "rischiano" ogni giorno. Sono uno di quelli che chiamo "esperti" nelle pratiche per la sicurezza della manifestazioni di Pubblico Spettacolo...sforniamo centinaia di documenti "a volte inutili" e ridondanti (solo carte) per la sperduta sagra del gallo o della gallina ma non ci preoccupiamo dei ragazzini del paese o dei pensionati del paese che montano i chioschi o li smontano prima e dopo la sagra (e lì succedono i problemi)....Bravo Catanoso (uno dei primi libri sulla sicurezza che ho acquistato oltre 20 anni fa era proprio tuo) !
Rispondi Autore: Marco Bianchini07/06/2018 (09:12:41)
Grazie Ing. Catanoso per l'intervento su un fenomeno troppo trascurato. Lodevole l'intervento di INAIL sulla copertura assicurativa in ambito domestico. La franchigia del 27% mi sembra estremamente alta. Non permette di coprire gli eventi maggiormente frequenti e di minore gravità.
Rispondi Autore: Riccardo Borghetto07/06/2018 (11:33:17)
Ottimo articolo Carmelo
Rispondi Autore: Franco Martello07/06/2018 (13:41:12)
ottimo focus su un ambito di rischio troppo spesso trascurato.
Non mi spiego però l'affermazione contenuta nel titolo: "In Italia si verificano ogni anno circa 1200 infortuni mortali sul lavoro". Non mi risulta.

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