Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
L’efficacia dei sistemi di gestione e l’evoluzione della norma 45001
Bologna, 26 Giu – Abbiamo più volte ricordato, nei nostri articoli, come l’adozione di un adeguato sistema di gestione (SGSL) possa avere rilevanti ricadute positive in termini di prevenzione e di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. E per questo motivo ci siamo più volte soffermati sulla genesi e sull’evoluzione del più importante standard tecnico relativo ai sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, la norma tecnica ISO 45001, una norma che consente alle aziende di tutto il mondo di parlare uno stesso linguaggio gestionale in termini di sicurezza.
Per conoscere il futuro dell’ ISO 45001, torniamo a intervistare Antonio Terracina (Inail, CTSS) che ha partecipato alla genesi della norma e oggi lavora al suo aggiornamento verso la futura versione del 2027. Una norma che rappresenta “un punto in avanti indiscusso nel modo di gestire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori” – come ricordato ai nostri microfoni da Lucina Mercadante - e che nella fase di revisione sta affrontando alcune modifiche.
Abbiamo parlato con Antonio Terracina ad Ambiente Lavoro di Bologna, il 27 maggio 2026, poco prima del seminario Inail, di cui era relatore e responsabile scientifico, “Potenziare la sicurezza nell’industria chimica: efficacia dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL), dati di evidenza e contesto normativo”. La sua relazione presentava le anticipazioni della ISO 45001, versione 2027.
Queste le domande poste:
- Cosa è la norma ISO 45001? Come e quando è nata?
- Perché è una norma importante?
- Questa è la prima vera revisione che sarà effettuata sulla norma del 2018? Qual è il programma dei lavori della revisione? Quando si concluderanno i lavori?
- Cosa sta cambiando e cosa cambierà con la nuova versione 2027?
- Ci sono particolari novità relative alle definizioni?
- Ci sono modifiche che potrebbero avvenire per la proposta e la sollecitazione del nostro Paese?
- Quali sono le novità normative che hanno modificato l’articolo 30 del Decreto 81/2008?
- Cosa è possibile fare per avvicinare le aziende all’adozione di questa norma in materia di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro?
L’intervista si sofferma sui seguenti temi:
- I sistemi di gestione, l’evoluzione e l’importanza della norma 45001
- I sistemi di gestione e la prima vera revisione della norma 45001
- I sistemi di gestione, la normativa e l’utilità per la prevenzione
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visualizzare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
L’intervista di PuntoSicuro ad Antonio Terracina.
I sistemi di gestione, l’evoluzione e l’importanza della norma 45001
Prima di parlare della revisione, ricordiamo cosa è la norma ISO 45001 e, brevemente, come e quando è nata.
Antonio Terracina: (…) La norma 45001 è la prima norma internazionale sui sistemi di gestione della sicurezza. Perché dico la prima? Perché naturalmente, fra le norme sistemiche, la 9000 nasce ormai 40 anni fa, (…) e per molti anni si è attesa la pubblicazione della norma sulla salute e sicurezza sul lavoro perché c'erano e ci sono tanti punti di vista non convergenti sull'opportunità di avere una norma ISO su questo tema.
Dopo tanti anni, nel 2013, si trovò la quadra, si aprì il tavolo di lavoro nel quale ho l'onore di partecipare in rappresentanza dell'UNI e, quindi, dell'Italia, e nel 2018 siamo riusciti a pubblicare questa norma.
In una intervista, fatta insieme alla sua collega Lucina Mercadante, si parlava della norma come di un “punto in avanti indiscusso nel modo di gestire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”. Perché questa è una norma così importante?
Antonio Terracina: È importante, innanzitutto, perché essendo una norma ISO consente a tutto il mondo, cioè a tutte le aziende del mondo che volontariamente scelgono di aderire a questo standard, di parlare lo stesso linguaggio. Quindi questo è il primo passo ed è tutt'altro che banale. Ormai siamo in un mondo che vive di interconnessioni a tutti i livelli; quindi sapere che si parla con un'azienda in Cina, in India, o ovunque, e sapere di poter dialogare sullo stesso piano, almeno con un linguaggio comune, chiaramente è un vantaggio indiscutibile.
Poi è particolarmente importante perché parliamo di sicurezza dal punto di vista organizzativo e gestionale. E questo è il tema, diciamo, che accomuna una transizione, un approccio, se vogliamo, normativo che ormai c'è da 30-40 anni. Dall'89, dalla 626, l'81, quindi non è una cosa che nasce con questa norma, ma, in realtà, si sta affermando da allora.
E quindi disporre di una norma tecnica volontaria che aiuta le aziende a guardare la sicurezza da questo punto di vista, in piena aderenza al disposto normativo, è un vantaggio incontrovertibile.
Io amo dire, in realtà, che la 45001 è il modo per applicare il decreto 81/2008. Chiaramente non posso usare questo termine in Cina o in India, ma in Italia sicuramente sì, perché sono assolutamente sovrapponibili come approccio.
I sistemi di gestione e la prima vera revisione della norma 45001
Quella a cui state lavorando è la prima vera revisione che sarà effettuata sulla norma del 2018? Qual è il programma dei lavori di questa revisione? Quando si concluderanno i lavori?
Antonio Terracina: Allora, intanto ti ringrazio per la precisazione. È la prima vera revisione. (…)
In realtà è stata ripubblicata nel 2023 per poter dire che era anche stata accettata a livello europeo. E questo non è stato un dettaglio. Anzi è stata una vittoria del nostro Paese perché la versione 2018 non era stata recepita a livello europeo. Diciamo intorno al 2021/22 l'UNI a livello CEN ha molto insistito, siamo riusciti a trovare la quadra e quindi è stata ripubblicata, però il contenuto della norma era identico.
Nel 2024 è stata nuovamente pubblicata, in realtà per recepire tecnicamente un emendment che ha fatto l’ISO su tutte le norme sistemiche a proposito del climate change, ma erano due righe che parlavano di questo tema. Quindi anche se in giro circolano numerose versioni che correttamente dicono 2023/2024, in realtà siamo ancora alla versione del 2018 nella sostanza.
Poi tutte le norme tecniche fisiologicamente vanno in revisione. In teoria ogni 5 anni, ma in realtà dopo i 5 anni parte la domanda agli addetti ai lavori (…), anzi, in realtà, ai paesi membri tecnicamente. Quindi effettivamente dopo 5 anni fu fatto un primo giro di tavolo. Molti di noi, io incluso, condividemmo che era presto per mettere mano alla norma, poi un paio di anni fa abbiamo cominciato e ora siamo in piena revisione. Diciamo a ottobre ci sarà la prossima riunione internazionale in presenza, se il contesto lo consentirà.
(…)
Io credo e spero che nel 2027 la revisione possa vedere la luce. Non è scontato mai con queste dinamiche. (…) Io credo che nel 2027 uscirà. Però un po' di cautela è d’obbligo.
Vediamo di comprendere cosa sta cambiando e cosa cambierà con la nuova versione 2027 evidenziando, se ce ne sono, anche gli eventuali aspetti critici …
Antonio Terracina: Intanto la grossa novità è che passiamo dalla struttura - che chiamiamo la struttura ad alto livello - alla struttura armonizzata. Finalità identica, cioè struttura uguale per tutte le norme e poi i vari comitati integrano con le specificità. Noi per la parte “salute e sicurezza”. Lì ci sono un po' di “differenze”, che sono imposte.
Su questo l'ISO è ancora più pesantino, sulla standardizzazione assoluta fra le norme. Dico più pesantino perché in questo momento ci starebbe imponendo di passare al titolo “leadership” dal titolo “leadership e partecipazione dei lavoratori” e io ho detto che non ci sto e ho raccolto un po' di colleghi che la pensano come me (…). Perché va bene la standardizzazione, però sono norme diverse e quella dei lavoratori, quella sulla salute e sicurezza è un po' diversa dalla 9000 eccetera, quindi certe specificità, secondo me, vanno mantenute.
Per il resto la norma guarda molto avanti, guarda al benessere lavorativo, non solo a salute e sicurezza. Guarda ad aspetti come l’igiene industriale (…). Si parla di reinserimento lavorativo, tema molto caro in Italia anche per chi è in casa Inail. Quindi, devo dire che ci sono numerosi passi avanti.
E ci sono anche variazioni nelle definizioni.
Antonio Terracina: Eh sì, questo è un discorso un po’ più da addetti ai lavori.
Proprio quel ragionamento, fra l'HLS (High Level Structure, ndR) e HS (Harmonized Structure, ndR), ha portato qualche piccolo cambiamento nella struttura generale. In realtà il più delicato di tutti è quello che riguarda la definizione di rischio, perché paradossalmente in un ragionamento che si fa di standardizzazione complessiva di queste norme, che sono tutte approcciate sul risk based thinking, l'ISO ha accettato di non omogeneizzare la definizione di rischio. E quindi ha lasciato libertà a tutti i comitati di definirlo in maniera autonoma. Che devo dire che è una cosa che mi ha molto sorpreso, perché proprio in questo tentativo estremo di standardizzazione si lascia libero il cuore del tutto… Però, insomma, si è colta l'occasione per semplificare nella 45001 la versione attuale. (…) . Insomma, adesso è passata una definizione più ragionata e semplificata: si parlerà solo di rischio per salute e sicurezza sul lavoro, senza la doppia definizione. Ma quello a cui io tengo è che esplicitamente questa definizione dice che si parla di rischio, sia per il sistema di gestione, sia per la salute e sicurezza. Perché tengo a quel ragionamento che ho fatto prima, cioè la sicurezza va soprattutto approcciata dal punto di vista organizzativo e gestionale. (…)
So che alcune modifiche potrebbero avvenire proprio per la proposta e la sollecitazione del nostro Paese…
Antonio Terracina: Sì, (…) proposte che arrivano dal gruppo di lavoro 55 in sede all'UNI, che ho l'onore di coordinare, dove ci sono diversi colleghi che arrivano da vari ambiti (…). Siamo in tanti perché è ovvio ed è giusto che tanti punti di vista compongono la visione della norma. (…)
Su proposta italiana o anche italiana sono passati in questo momento dei passaggi che ricordano, anzi che danno come requisito, che la formazione debba essere gratuita e fatta durante l'orario di lavoro e che l'utilizzo de DPI deve essere gratuito e fatto durante l'ora di lavoro.
Adesso chi mi ascolta dirà che è ovvio e scontato. No, è ovvio e scontato in Italia. Esattamente questi punti nel 2018 non siamo riusciti a scriverli. Sono stati oggetto di pesantissimo dibattito. Più di qualche detrattore ha, diciamo, criticato la mancanza di questi passaggi e, devo dire, anche a me dispiaceva. Quindi mi era rimasto in mente, sono stato lì a proporli immediatamente. (…) Stiamo parlando del draft. Io ho qualche fondata speranza che questi punti vadano avanti. Però, insomma, la cautela anche qui è d'obbligo.
I sistemi di gestione, la normativa e l’utilità per la prevenzione
Ricordiamo anche alcune novità normative che hanno modificato l’articolo 30 del Decreto 81/2008.
Antonio Terracina: L'articolo 30 fino a pochi mesi fa ancora parlava di 18001, norma che è abrogata ormai da qualche anno. Devo dire che su sollecitazioni di tanti - come Inail lo abbiamo fatto in più occasioni - finalmente l’articolo è stato aggiornato. Adesso correttamente al comma 5 in cui si propongono elementi o standard che possono essere utilizzati ai fini dei modelli organizzativi e gestionali 231 è citata la 45001 e le linee guida Uni-Inail e non più la 18001 e le linee guida Uni-Inail.
Questo passaggio, l’allineamento, è formale, (…), Ma in realtà è anche estremamente sostanziale perché la 231 è proprio la legge, i modelli organizzativi e gestionali, che punisce, in caso di infortunio, la colpa in organizzazione. Quindi avere una norma il cui strumento gestionale è la valutazione del rischio nell'organizzazione, è una cosa che consente di intercettare esattamente quegli errori organizzativi che poi possono portare alla colpa di organizzazione. (…)
Siamo arrivati alla conclusione di questa intervista. A suo parere le aziende in Italia stanno recependo l’importanza di implementare una norma non cogente ma volontaria come la ISO 45001? E cosa è possibile fare per aiutare le aziende ad avvicinarsi a questa norma?
Antonio Terracina: Sì, si stanno avvicinando sicuramente. Perché il trend di crescita della 45001 (e norme precedenti), come certificazione, è in costante ascesa dal 2008-2009.
Devo dire, però, che i numeri restano ancora relativamente bassi sia rispetto alle altre norme sistemiche, ma in generale rispetto, diciamo, al panorama delle aziende italiane.
(…)
Certo, ancora molto si può fare. Lo dicono i numeri. Questo sicuramente. E come Inail facciamo tanto. Non so cosa potremmo fare di più. Lo sosteniamo da 20-25 anni. Le linee guide Uni- Inail sono la prova, (…), convegni, seminari. E poi anche in termini di incentivi economici, dagli incentivi alle imprese, allo sconto sul premio assicurativo, lo stesso effort che mettiamo in termini di competenza all'UNI, (…).
Però, forse, quello che va sottolineato è questo. Con i colleghi della Consulenza Statistico-Attuariale dell'Inail noi periodicamente rileviamo l'impatto che ha in termini infortunistici l'adozione dei sistemi. Lo facciamo insieme ad Accredia, ovviamente. Lo abbiamo fatto nel 2024 per la quarta volta e tutte le volte escono fuori numeri incoraggianti, a dir poco. Per cui dire che le aziende hanno il 22% in meno in tema di frequenza e il 30% - media 29 e qualcosa – in meno di impatto infortunistico è la prova incontrovertibile che i soldi pubblici spesi dall'INAIL sono ampiamente ben spesi, ma soprattutto che c'è meno gente che si fa male, che per chi fa il mio mestiere è l'unica vittoria possibile. Naturalmente stiamo continuando e continuiamo.
Per inciso questi numeri sono, oserei dire, unici al mondo. Quindi li abbiamo tradotti nel 2024 in inglese e fatti conoscere a tutto il mondo. Ne è scaturito un webinar fatto dall'ISO per confrontare la nostra ricerca con quelle di altri (…). Però noi abbiamo paragonato tutte le aziende certificate in Italia con tutte le aziende Inail; quindi, un campione che non ha uguali al mondo, perché siamo i secondi al mondo per certificazioni (…). È un dato che non si può discutere, che è, come dire, statisticamente incontrovertibile. Ripeto, non a caso ha fatto il giro del mondo.
(…)
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'