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Fiera della sicurezza 2023 a Milano Rho: che cosa mi ha colpito

Fiera della sicurezza 2023 a Milano Rho: che cosa mi ha colpito
Adalberto Biasiotti

Autore: Adalberto Biasiotti

Categoria: Security

22/11/2023

L’appuntamento biennale con la Fiera della sicurezza, a Milano Rho, ha registrato una ottima partecipazione e ha presentato numerosi interessanti prodotti; una categoria di prodotti mi ha colpito in modo particolare.

 

L’appuntamento biennale con le aziende produttrici di apparati di sicurezza anticrimine ha occupato i padiglioni 5 e 7 della imponente struttura fieristica di Milano Rho. Particolarmente interessante è stata la presenza di numerosi enti istituzionali, preposti alla sicurezza della società civile, come ad esempio i vigili del fuoco, la Guardia di Finanza, l’arma dei carabinieri, la polizia locale e simili.

 

Desidero tuttavia segnalare ai lettori una presenza numerosa di produttori di apparati nebbiogeni, che ha ampiamente superato il numero di presenze registrate nelle fiere precedenti. Negli anni passati, erano presenti uno o due produttori di questi apparati, mentre quest’anno vi erano numerosissimi produttori; ciò significa che questo prodotto, che in Italia non è ancora conosciuto a fondo, sta cominciando a conquistare una posizione appropriata, nel mondo delle misure di sicurezza anticrimine.

 

Ricordo brevemente lettori che questi dispositivi sono in grado di generare, in un brevissimo tempo, una nebbia, che impedisce ai malviventi di muoversi, all’interno dei locali, rende difficoltosa la individuazione del bottino e altrettanto difficoltoso l’allontanamento.


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Uno dei motivi primari per la installazione di questi dispositivi è legato al fatto che spesso il tempo di intervento delle forze dell’ordine, oppure degli istituti di vigilanza privata, è relativamente lungo, rispetto al tempo necessario per perpetrare l’intrusione ed allontanarsi con il bottino.

 

Dato per scontato che l’azionamento di una sirena o di un lampeggiatore può avere un modesto effetto deterrente, appare evidente come l’utilizzo di questi dispositivi nebbiogeni possa rappresentare un efficace strumento di intralcio dell’azione criminosa, inducendo i malviventi ad allontanarsi, senza portare a termine l’attacco. Ecco il motivo per cui l’utilizzo di questi dispositivi può risultare particolarmente utile in zone, dove i tempi di intervento degli enti preposti a bloccare i malviventi possono essere piuttosto lunghi, o per il fatto che la zona dell’attacco è defilata, o per altre ragioni, legate ad esempio ad una insufficiente copertura del territorio da parte delle autovetture di pattuglia.

 

Chi scrive ha avuto occasione utilizzare questi dispositivi in alcuni contesti particolari, laddove appunto il tempo di reazione delle forze dell’ordine poteva essere troppo lungo, rispetto ai tempi necessari per perpetrare e portare a termine l’attacco criminoso.

 

È opportuno, pertanto, raccomandare a tutti i security manager, che sono coinvolti nella progettazione di sistemi di sicurezza anticrimine, di prendere in appropriata considerazione questi dispositivi, prestando però particolare attenzione al fatto che essi debbono essere rispondenti a precise norme di settore. Queste norme sono state inizialmente sviluppate nell’ambito della serie normativa EN 5013, con il codice EN 50131-8: 2009– sistemi di allarme – dispositivi generatori di nebbia.

 

Successivamente questa norma è stata assorbita dal comitato elettrotecnico internazionale, che ha attribuito il nuovo codice IEC  62642-8:2011- ALARM SYSTEMS- INTRUSION AND HOLD-UP SYSTEMS – Part 8: Security fog device/systems.

 

Ricordando ancora una volta che la corrispondenza di uno strumento ad una norma rappresenta una garanzia di realizzazione ed utilizzo a regola d’arte, può essere opportuno ricordare brevemente le disposizioni di questa norma.

 

Questa norma europea si applica ad un sistema di sicurezza, un generatore di nebbia, associato ad un impianto antintrusione od antiaggressione. Esso è utilizzato come apparato deterrente di sicurezza per la protezione dell'edificio e come dispositivo per la riduzione del livello di crimine, per la protezione delle persone. Questa norma è stata sviluppata per assistere gli assicuratori, gli installatori di impianti di allarme antintrusione, gli utenti e la polizia nel comprendere i principi e le specifiche di un sistema generatore di nebbia, per fini di sicurezza. L'obiettivo di un sistema generatore di nebbia è quello di ridurre la visibilità nell'area protetta, grazie all'uso di una nebbia non tossica; questa nebbia forma una barriera tra il criminale e l'obiettivo del criminale. Questa norma non è stata progettata per applicarsi a sistemi portatili o mobili di generatori di nebbia.

 

La norma è stata progettata in modo da essere sufficientemente flessibile per incoraggiare e incorporare futuri sviluppi nel settore dei sistemi generatori di nebbia, per fini di sicurezza. 

 

La norma prende in considerazione gli aspetti elettrici e meccanici, le prestazioni del sistema, la protezione da eventuali interferenze, le modalità con cui deve essere riscaldato il liquido che si trasforma in nebbia, la protezione contro un azionamento accidentale, la non tossicità del prodotto ed anche le caratteristiche del prodotto stesso, da un punto di vista della tracciabilità, della formula e delle modalità di reintegro della carica. 

 

Un annesso alla norma dà indicazioni su come effettuare le prove di prestazione e offre suggerimenti sui segni indicatori circa la presenza di questo impianto, per aumentarne l’efficacia deterrente, nei confronti dei malviventi. 

 

Adalberto Biasiotti

 






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