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Stress lavoro correlato: definizioni, normativa e valutazione del rischio
Caserta, 3 Mar – In questi anni di continui cambiamenti, anche organizzativi, nel mondo del lavoro, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) ha ricordato più volte che lo stress, l’ansia e la depressione costituiscono uno dei problemi di salute lavoro-correlato più comune per i lavoratori europei e di più difficile gestione.
Ad esempio, un’indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti ( ESENER) ha analizzato come vengono percepiti e gestiti i rischi psicosociali tra le imprese europee, e ha mostrato che tali rischi sono ritenuti più impegnativi e difficili da gestire rispetto ai tradizionali rischi in materia di salute e sicurezza.
A ricordarlo e a riportare l’attenzione sui rischi psicosociali e lo stress lavoro correlato (SLC) è il “Piano Mirato di Prevenzione del rischio Stress Lavoro Correlato e di altri rischi Psicosociali” avviato dalla Regione Campania, in conformità con il Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025.
Un piano che ha avuto l’obiettivo di favorire il miglioramento continuo dell’approccio organizzativo di enti e aziende nella valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato e degli altri rischi psicosociali e di fornire assistenza e supporto alle aziende per implementare buone pratiche nella gestione di questi rischi.
Per parlarne ci soffermiamo oggi su un intervento ad un convegno organizzato dall’ ASL di Caserta (il PMP regionale è stato recepito dall’ASL Caserta con Delibera n°1382 del 09 agosto 2024) dal titolo “Un agire sistemico/partecipativo e metodologie efficaci per prevenire/contrastare il Rischio da Stress Lavoro Correlato e altri rischi Psicosociali” (Caserta, 16-18 dicembre 2024).
L’intervento “Lo Stress Lavoro Correlato: ‘definizione, normativa. Metodologia INAIL di valutazione’” – a cura di Roberto Ucciero (Sovrintendente Sanitario Regionale - Inail Campania) e Maria De Rosa (Dirigente medico Inail, Specialista in Medicina del Lavoro) – offre, infatti, diverse utili indicazioni per una corretta gestione di questo rischio.
L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:
- Lo stress lavoro correlato: definizioni e divisione in fasi
- Lo stress lavoro correlato: contenuti e categorie più a rischio
- Lo stress lavoro correlato: normativa e valutazione dei rischi
Lo stress lavoro correlato: definizioni e divisione in fasi
Roberto Ucciero e Maria De Rosa ricordano che lo stress “è una risposta ‘naturale’ dell’organismo che permette di affrontare situazioni percepite come problematiche o difficili allo scopo di ripristinare il normale equilibrio perturbato da fattori esogeni od endogeni”. E possiamo parlare di:
- stress positivo (eustress): “non è una malattia, ma una modalità fisiologica di adattamento”;
- stress negativo (distress): “quello che provoca grossi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili”.
Si indica poi che la risposta allo stress “è un insieme di reazioni a catena che coinvolgono innanzitutto il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario agendo di conseguenza su tutto l’organismo”. E lo scopo questi cambiamenti “è uno solo: mettere l’individuo nella migliore ‘condizione di combattimento o fuga’. Ovviamente questo meccanismo di risposta di stress riguarda tutti gli animali e serve egregiamente: senza stress non si sarebbe in grado di reagire efficacemente, si tratti di affrontare o fuggire una belva (situazione oggi più rara) o di fornire la risposta esatta a un esame (situazione più frequente)”.
Dunque siamo di fronte ad un innato meccanismo di adattamento che “consente di adeguare le reazioni individuali all’imprevedibile variare delle circostanze”. E in tale processo, come identificate dal neuroendocrinologo Hans Selye, si possono individuare tre fasi fondamentali:
- fase di allarme: “l’organismo mette in atto meccanismi di fronteggiamento fisici e mentali. Sintomi immediatamente percepiti dal soggetto: palpitazioni, dispnea, sudorazione, etc…”;
- fase di resistenza: “modificazioni stabilizzate, ancora reversibili, messe in atto dall’organismo che tenta di combattere… per contrastare gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato”;
- fase di esaurimento: “è caratterizzata dal crollo delle difese ed impossibilità di ulteriore adattamento agli stressors. Il soggetto può essere sopraffatto e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica”.
Gli autori, che riportano un approfondimento sui sintomi, ricordano poi che lo stress occupazionale o lavoro-correlato “può essere definito come un insieme di reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifesta quando le richieste poste dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore”.
Lo stress lavoro correlato: contenuti e categorie più a rischio
Dunque, nell’ambito del mondo del lavoro, tale squilibrio “si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative”.
Tuttavia – continua l’intervento – “non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato”. Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto (cultura organizzativa, ruolo nell’organizzazione, sviluppo di carriera, autonomia decisionale/controllo, relazioni interpersonali sul lavoro, interfaccia famiglia/lavoro, …) e del contenuto del lavoro (ambiente di lavoro e attrezzature, pianificazione dei compiti, carico/ritmi di lavoro, orario di lavoro, …).
Inoltre lo stress lavorativo può colpire:
- “chiunque, a qualsiasi livello
- qualsiasi settore
- aziende di ogni dimensione”.
E influisce:
- “sulla salute e la sicurezza delle singole persone
- sulla salute delle imprese
- sulla salute delle economie”.
L’intervento, a titolo di esempio, riporta alcune delle categorie professionali più interessate dallo stress lavoro-correlato:
- Medici: “sottoposti a forte responsabilità legate ad eventuali decisioni sbagliate che possono avere effetti anche gravi sulla salute delle persone;
- Infermieri: elevato rischio del fenomeno da Burn Out come causale eziologica di stress da lavoro correlato;
- Polizia: soprattutto il personale operativo esposto a rischi quotidiani di aggressione ed esposti a situazioni di disagio sociale con potenziale impatto psicologico molto significativo;
- Assistenti Sociali: anche in questa professione è elevato il rischio della sindrome da Burn Out, associata all’esposizione a fenomeni di disagio sociale e familiare; da cui la sensazione di sentirsi inefficaci;
- Autotrasportatori: stress legato a condizioni di lavoro particolarmente difficili, orari di lavoro, distanza da casa, responsabilità nel rispetto delle tempistiche (soprattutto per i privati).
Lo stress lavoro correlato: normativa e valutazione dei rischi
Gli autori ricordano brevemente anche il panorama legislativo connesso allo stress lavoro-correlato. Ad esempio con riferimento a:
- Accordo quadro europeo 8 ottobre 2004: “lo scopo dell’accordo è migliorare la consapevolezza e la comprensione dello stress da lavoro da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti, attirando la loro attenzione sui sintomi che possono indicare l’insorgenza di problemi di stress da lavoro. L’obiettivo di questo accordo è di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro”;
- Accordo Interconfederale del 09/06/2008 che recepisce l’accordo Quadro Europeo sullo stress nei luoghi di lavoro;
- articolo 28 (oggetto della valutazione dei rischi) del D.Lgs. 81/2008, anche con riferimento alle modifiche operate D.Lgs 106/2009, ad esempio indicando che la valutazione dello stress lavoro correlato “è effettuata nel rispetto delle indicazioni elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni a fare data dal 1° agosto 2010”.
Si indica poi che nel novembre del 2010 “la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro ha elaborato le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato individuando un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione di tale obbligo”.
Rimandiamo alla lettura integrale delle slide dell’intervento che riporta anche alcune indicazioni del Ministero del lavoro e che sottolinea, infine, come il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail abbia pubblicato “ La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato. Manuale ad uso delle aziende in attuazione del d.lgs. 81/2008 e s.m.i.”, un documento che aggiorna un analogo manuale prodotto nel 2011 che nasce per supportare le aziende con una proposta metodologica per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro correlato (SLC).
RTM
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