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La salute mentale del personale sanitario: cause e interventi
Bologna, 28 Mag – La salute mentale sul lavoro è qualcosa di più della semplice assenza di disturbi mentali. Riguarda “il benessere psicologico, emotivo e sociale degli individui all'interno di un ambiente di lavoro” ed è importante capire come i fattori lavorativi influiscano “sulla loro salute mentale e su come possano essere affrontati”. La salute mentale “rappresenta l'interconnessione tra condizioni di lavoro, equilibrio tra lavoro e vita privata e salute mentale individuale”.
Ad affrontare questi temi è un intervento presentato, durante la manifestazione Ambiente Lavoro 2025, al seminario “ Salute mentale e lavoro, oltre lo stress lavoro correlato” (Bologna, 11 giugno 2025).
In “Salute mentale e personale sanitario”, a cura di Daniele Tovoli (IRST Istituto Oncologico Romagnolo – FIASO – CRI Comitato di Bologna), si affronta, come è intuibile dal titolo dell’intervento, la salute mentale del personale sanitario. Un tema che, negli ultimi cinque anni, è stato trattato in migliaia di pubblicazioni, anche, ma non solamente, con riferimento al periodo della pandemia da Covid-19.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- Salute mentale sul lavoro: le possibili carenze
- Salute mentale del personale sanitario: i dati e le conseguenze
- Salute mentale del personale sanitario: i possibili interventi
Salute mentale sul lavoro: le possibili carenze
Riguardo in generale ai lavoratori, il relatore ricorda, nel suo intervento, che la salute mentale:
- “condiziona la performance dei dipendenti.
- ha un ruolo decisivo nella produzione di risultati da parte dei dipendenti”
- è mediata “dal capitale psicologico positivo ossia dall’insieme delle speranze, della motivazione, dell’ottimismo e dell’efficacia degli individui”.
Alcune possibili cause (WHO 2024) di una salute mentale non buona:
- “sottoutilizzo delle competenze o scarsa qualificazione per il lavoro;
- carichi o ritmi di lavoro eccessivi, carenza di personale;
- orari lunghi, antisociali o rigidi;
- mancanza di controllo sulla progettazione del lavoro o sul carico di lavoro;
- condizioni di lavoro non sicure o fisicamente scadenti;
- cultura organizzativa che favorisce comportamenti negativi;
- supporto limitato da parte dei colleghi o supervisione autoritaria;
- violenza, molestie o bullismo, discriminazione ed esclusione;
- ruolo lavorativo poco definito;
- insicurezza lavorativa, retribuzione inadeguata o scarso investimento nello sviluppo di carriera;
- conciliazione vita famigliare e lavoro”.
Salute mentale del personale sanitario: i dati e le conseguenze
Veniamo alle Aziende Sanitarie che spesso hanno queste caratteristiche:
- “alta intensità tecnologica
- complessità organizzativa
- autonomia professionale
- orari prolungati e spesso non prevedibili
- carico di lavoro mentale e fisico
- riorganizzazioni e interventi di controllo dei costi
- interazione paziente/utente e operatore
- invecchiamento del personale
- carenza di personale”.
Si indica poi che i dipendenti del settore sanitario e dell’assistenza sociale “sono spesso esposti a un’ampia varietà di fattori di rischio psicosociali”. E nel 2020, “il 58,5% dei lavoratori di questo settore rispetto al 44,6% di tutti i lavoratori ha riferito di essere esposto a fattori di rischio che possono influire negativamente sul loro benessere mentale, classificandosi al primo posto tra tutti i settori (Eurostat, 2021)”. Inoltre un confronto tra settori mostra che la “combinazione di richieste elevate e risorse scarse” è “più elevata nel settore sanitario e dell’assistenza sociale (Eurofound, 2022)”.
Un altro dato su cui si sofferma la relazione riguarda i risultati dell’indagine OSH Pulse dell’EU-OSHA (2022): “il 30% degli intervistati nel settore sanitario e dell’assistenza sociale ha riferito di aver sperimentato stress, depressione o ansia legati al lavoro negli ultimi 12 mesi. In particolare, è stato riscontrato che l’esposizione a elevate richieste emotive aumenta il rischio di disturbi depressivi e altri problemi di salute mentale (Eurofound, 2022)”.
Gli esiti nelle Aziende Sanitarie possono essere di vario tipo:
- Individuale: “Sindrome Post Traumatica, burnout, depressione, stress, manifestazioni di disagio, insoddisfazione”;
- Organizzativo: “Assenteismo, infortuni, errori, diminuzione della qualità della prestazione sanitaria, conflitti interni, intenzione di turn over, abbandono”.
E tutto questo può portare a “percezioni alterate di situazioni di rischio”, ma anche a: “uso improprio di benefici contrattuali e/o normativi”, “aumento del contenzioso su tematiche di rischio per l’operatore”, “decadimento progressivo dell’impegno e motivazione”, …
Senza poi dimenticare che “le prestazioni sanitarie sono attività ad alta complessità in cui la probabilità di errore dipende anche dalla tranquillità emotiva e dal clima lavorativo”.
Salute mentale del personale sanitario: i possibili interventi
La relazione si sofferma anche sui possibili interventi a livello individuale:
- “Sviluppo di capacità di coping (ad es., sviluppo della resilienza, ricerca di aiuto, risposta agli stress),
- Mindfulness (ad es., mindfulness e pratiche simili come la meditazione guidata),
- Alfabetizzazione sanitaria e anti-stigma (ad es., salute mentale o consapevolezza generale relativa alla salute, riduzione dello stigma),
- Supporto tra pari (ad es., attenzione ai team, alla costruzione di relazioni o al supporto tra colleghi),
- Livello organizzativo e di sistema (ad es., attenzione alle politiche, al cambiamento culturale e alle risorse su larga scala),
- Riflessione e rilassamento (ad es., esercizi di scrittura o artistici, creatività e gratitudine)
- Medico (ad es., trattamento medico, inclusi quelli farmacologici).
Questi alcuni possibili interventi a livello organizzativo:
- Lavoro flessibile e modifiche agli orari: “Interventi incentrati sull'orario di lavoro, al fine di offrire ai dipendenti maggiori possibilità di apportare modifiche agli orari di lavoro assegnati o migliori possibilità di riposo tra i turni.
- Modifiche di mansioni e compiti: Interventi che implementano processi di lavoro migliorati derivanti da cambiamenti organizzativi, amministrativi e/o tecnici o da una maggiore competenza professionale.
- Iniziative relazionali e dinamiche di gruppo: “Interventi che mirano a migliorare le relazioni sociali sul lavoro attraverso, ad esempio, attività di team building”.
- Interventi partecipativi e abilitanti per il cambiamento sul posto di lavoro: Interventi sviluppati con la partecipazione di dipendenti e dei loro superiori per adattare i cambiamenti nell'ambiente di lavoro psicosociale in risposta a una precedente valutazione dei bisogni.
- Cambiamenti nell'ambiente di lavoro fisico: Interventi che mirano a migliorare la salute mentale dei dipendenti attraverso cambiamenti nell'ambiente di lavoro fisico, ad esempio, aree di riposo migliori e ambienti di lavoro più tranquilli.
- Miglioramento della salute mentale dei dipendenti attraverso cambiamenti nelle modalità di svolgimento del lavoro: Interventi che si concentrano principalmente sui cambiamenti nell'erogazione dell'assistenza ai pazienti, ma che allo stesso tempo mirano a migliorare i risultati in termini di salute mentale dei dipendenti”.
La relazione, che nelle slide riporta anche le fonti utilizzate riguardo ai possibili interventi, si sofferma anche sui possibili impatti:
- Lavoro flessibile e modifiche agli orari: Impatto moderato
- Modifiche di mansioni e compiti: Impatto Rilevante
- Iniziative relazionali e dinamiche di gruppo: Evidenze Insufficienti
- Interventi partecipativi e abilitanti per il cambiamento sul posto di lavoro: Evidenze Insufficienti
- Cambiamenti nell'ambiente di lavoro fisico: Impatto Rilevante - Moderato
- Miglioramento della salute mentale dei dipendenti attraverso cambiamenti nelle modalità di svolgimento del lavoro: Evidenze Insufficienti
Il relatore segnala anche dove intervenire:
- “Sviluppare la resilienza del professionista
- Investire nel capitale umano e soprattutto nei comportamenti
- Attuare un modello di HRM” (Human resource management) “strategicamente orientato al futuro dell’Azienda
- Potenziare la leadership della Dirigenza nel binomio Responsabilità - Responsabilizzazione
- Modificare i processi clinico assistenziali e Accompagnare il cambiamento
- Il SSN deve avere la normativa della pubblica amm.ne?
- Ascoltare…”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale delle slide dell’interventi che si soffermano anche su vari altri dati (assenze, limitazioni, …), sui modelli e i progetti attivi.
RTM
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