Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Imparare dagli errori: infortuni nelle attività di sanificazione e pulizia
Brescia, 23 Apr – In questi ultimi anni, anche in conseguenza delle attività di prevenzione connesse alla pandemia da COVID-19, è sicuramente aumentata la rilevanza delle attività di pulizia, disinfezione e sanificazione nei luoghi di lavoro.
Ricordiamo, come indicato in un documento Inail dedicato alla sanificazione nel post pandemia, che se la pulizia consiste nell'eliminare lo sporco dalle superfici tramite metodi meccanici o chimici, la disinfezione si occupa di neutralizzare i microrganismi patogeni attraverso vari procedimenti. La sanificazione, invece, comprende tutte le operazioni volte a garantire ambienti salubri, includendo non solo pulizia e disinfezione, ma anche attività che influenzano fattori come il microclima, l'illuminazione e il rumore.
Ci soffermiamo oggi, con la rubrica “ Imparare dagli errori”, proprio su alcuni incidenti e infortuni avvenuti durante varie attività svolte per pulire e sanificare ambienti e attrezzature di lavoro.
Le dinamiche infortunistiche presentate sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- Esempi di incidenti nelle attività di sanificazione e pulizia
- Le attività di sanificazione e i rischi chimici per gli operatori
Esempi di incidenti nelle attività di sanificazione e pulizia
Nel primo caso una lavoratrice, addetta di punto ristoro di un ipermercato e formata e informata sia in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che in HACCP, ha tra le sue mansioni sia la preparazione e la somministrazione di generi alimentari che le pulizie delle attrezzature.
La lavoratrice deve svolgere la pulizia e la sanificazione di un’affettatrice.
Al posto dell’usuale prodotto alcolico, al momento terminato e disponibile in magazzino, utilizza un disincrostante spray multiuso per acciaio presente nel sotto lavello, avendolo ritenuto idoneo all’operazione. Durante l’utilizzo, a seguito del contatto tra prodotto corrosivo e l’epidermide di mani, braccia e décolleté, l’infortunata sviluppa una reazione cutanea pruriginosa.
L’analisi successiva ha appurato che la lavoratrice “non utilizzava i DPI per la protezione della cute della mani dagli agenti chimici (di tipo EN 374) disponibili e forniti dal datore di lavoro, ma non presenti nella zona di lavoro”.
Questi i fattori causali presenti nella scheda:
- la lavoratrice “non utilizzava l’idoneo ed adeguato prodotto per la sanificazione dell’affettatrice”;
- la lavoratrice “non utilizzava i dpi per la protezione della cute dagli agenti chimici EN disponibili e forniti dal datore di lavoro ma non presenti nella zona di lavoro”.
Il secondo caso riguarda un infortunio di un dipendente di un'impresa di pulizie.
Il lavoratore si trovava presso una scuola che ha appaltato i lavori di pulizia dopo interventi di restauro dello stabile. Un testimone dichiara di averlo visto, “intorno alle ore 15:30, in piedi sul cornicione della finestra della scuola dove era intento a pulire il vetro esterno con la mano destra mentre, con la mano sinistra, si appoggiava sull'anta chiusa. Improvvisamente è stato visto perdere l'equilibrio e cadere in avanti nel vuoto. Il decesso è stato verosimilmente immediato per frattura della base cranica”.
I fattori causali:
- l'infortunato “puliva il vetro esterno di una scuola stando in piedi su un cornicione”;
- “mezzi di contenimento (imbracatura) non utilizzati”.
Le attività di sanificazione e i rischi chimici per gli operatori
Avendo già affrontato, in altri articoli, il problema delle cadute degli operatori impegnati in attività di pulizia, ci soffermiamo oggi sui possibili rischi chimici per gli operatori.
Per avere qualche informazione sulla prevenzione sfogliamo la pubblicazione Inail “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”
Il documento, che si sofferma su vari prodotti utilizzabili nelle attività di disinfezione e sanificazione, riporta alcuni accorgimenti pratici nell’impiego dei disinfettanti:
- La disinfezione deve essere preceduta da una accurata pulizia con detergenti.
- L’acqua è una delle più comuni cause di contaminazione delle soluzioni disinfettanti.
- Una maggiore concentrazione di disinfettante non sempre ne aumenta l’efficacia.
- Tutti i disinfettanti usati in modo improprio possono determinare effetti indesiderati (danni ai materiali, inefficacia).
- Ogni volta che si prepara una soluzione di disinfettante dovrà essere opportunamente identificata e utilizzata estemporaneamente e comunque in tempi più brevi possibili. Se si ritiene sussista il rischio di contaminazione la soluzione va sostituita con frequenza.
- Non rabboccare mai le soluzioni disinfettanti; il rabbocco, andrebbe ad alterare la concentrazione e renderebbe inefficace l’azione del disinfettante.
- Non lasciare i contenitori dei disinfettanti aperti e, ogni volta che si aprono, non contaminare la parte interna del tappo (poggiare il tappo sempre rovesciato).
- Conservare i contenitori ben chiusi, al riparo della luce, lontano da fonti di calore ed in un apposito armadietto.
- Il prodotto deve essere sempre mantenuto nel contenitore originale, a meno che non si renda necessaria la diluizione che andrà fatta seguendo le modalità suggerite dal produttore e utilizzando acqua o altri diluenti.
- Per evitare contaminazioni del prodotto evitare di portare a contatto l’imboccatura del contenitore con mani, garze, panni o altro.
Più in generale si sofferma poi sul rischio chimico per gli addetti ricordando, ad esempio, che “le sostanze chimiche possono penetrare nell’organismo:
- per inalazione (attraverso la bocca e il naso): gli agenti chimici volatili possono mescolarsi con l’aria che respiriamo e raggiungere le basse vie aeree
- per ingestione (attraverso la bocca): si possono involontariamente ingerire prodotti chimici, per esempio portando la mano alla bocca per fumare, per mangiare o anche per asciugarsi
- per contatto con la pelle e gli occhi: numerose sostanze possono penetrare nel corpo attraverso la pelle e le mucose degli occhi
- per contatto con una ferita aperta: attraverso le ferite che interrompono la continuità della barriera cutanea, le sostanze pericolose possono penetrare direttamente nella circolazione sanguigna”.
E l’utilizzatore deve, tra le altre cose:
- “usare i prodotti in modo corretto in conformità a quanto riportato nella scheda di sicurezza, nella scheda tecnica e alla procedura di lavoro;
- assicurarsi che tutti i prodotti presenti sul luogo di lavoro siano nei rispettivi contenitori etichettati a norma di legge (non devono cioè essere presenti taniche, bottiglie, flaconi, barattoli o altri recipienti anonimi, privi delle necessarie indicazioni e diciture o, peggio, con diciture riguardanti prodotti diversi da quelli contenuti)”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che riporta molti altri dettagli sui prodotti per la pulizia e la sanificazione e sui rischi, anche chimici, degli addetti.
Tiziano Menduto
Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato – le schede di Infor.mo. 5256 e 7421 (archivio incidenti 2002/2023).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
Scarica il documento citato nell’articolo:
Inail, Consulenza Statistico Attuariale, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza, “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”, a cura di di Giuseppe Bucci (Inail, CSA), Diego De Merich e Maria Rosaria Marchetti (Inail, Dimeila), Patrizia Anzidei e Giannunzio Sinardi (Inail, CTSS), Sara Veneziani e G. Ivo Vogna (Confimi Industria - Commissione ambiente e sicurezza), Stefania Verrienti e Lorenzo Di Vita (Afidamp - Aderente Finco - Confimi Industria) – Accordo Inal e Confimi Industria, edizione 2023 (formato PDF, 15.04 MB).
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Dopo la pandemia: sanificazione e standardizzazione dei processi”.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'