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Le raccomandazioni per la sicurezza nell’uso dei soppalchi

Le raccomandazioni per la sicurezza nell’uso dei soppalchi

Un documento dell’ATS Val Padana si sofferma sulla la gestione dei rischi connessi alla presenza nelle aziende dei soppalchi. Focus sul decreto 81/2008, sull’accesso ai macchinari e sulle raccomandazioni per migliorare la sicurezza.

Mantova, 1 Lug – Come ricordato nelle “ Linee guida gestione soppalchi”, realizzate dall’ ATS Val Padana e validate dal Gruppo di Lavoro Area Tematica “Metalmeccanica”, spesso nelle aziende, per aumentare gli spazi utili, vengono realizzati soppalchi metallici o sono utilizzati solai esistenti che, tuttavia, vengono ad assolvere una seconda funzione generalmente non prevista dal costruttore.

 

Il problema è che “spesso tali luoghi di lavoro, ancorché occasionale, non sono gestiti correttamente” e possono rappresentare un “serio problema” confermato dal fatto che “avvengono infortuni relativamente l’uso, l’accesso e lo stazionamento sul soppalco”, specialmente con riferimento al rischio di cadute dall’alto.

Inoltre la legge “non sempre è chiara ed applicabile nel caso specifico”. E serve, dunque - ribadendo quanto già indicato nel primo articolo di presentazione del documento - andare “oltre” il mero rispetto del dettato normativo per arrivare ad “assicurare la massima sicurezza tecnologicamente fattibile ma concretamente attuabile”.

 

Tornando a parlare di queste linee guida sulla gestione dei soppalchi, ci soffermiamo oggi sui seguenti argomenti:

 


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Le linee guida per la gestione dei soppalchi e il decreto 81

Riguardo alla normativa il documento non solo si sofferma sul Decreto Ministeriale del 14.1.2008, su varie ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri e sulle norme tecniche applicabili, ma riporta anche alcune indicazioni relative al Decreto legislativo 81/2008.

 

In particolare, per ciò che riguarda i soppalchi, “gli obblighi attinenti alla loro progettazione, realizzazione, utilizzo/gestione e manutenzione, tutti sanzionati penalmente, sono contenuti” in vari articoli del Dlgs. 81/08 (Titolo II – Luoghi di lavoro):

  • Articolo 63 - Requisiti di salute e di sicurezza;
  • Articolo 64 - Obblighi del datore di lavoro”.

 

Articoli che, “in combinato disposto con gli artt. 18 comma 1 lett. d), e), f) e z) e art. 15 – Misure generali di Tutela - del medesimo D.Lgs”, riportano obblighi per il datore di lavoro “connessi all’uso e alla manutenzione dei luoghi di lavoro, luoghi di cui i soppalchi entrano normalmente a far parte”.

 

Si indica poi che le eventuali attrezzature e dispositivi di sicurezza (cancelli manuali, automatici e semiautomatici) ed altri dispositivi, sono, invece, “normati dal titolo III - Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di Protezione Individuale”.

 

Le linee guida riportano alcune delle “problematiche più ricorrenti che costituiscono un preciso obbligo per il datore di lavoro: 

  1. “La larghezza delle vie e uscite di emergenza deve essere conforme a quella prevista dalla normativa applicabile;
  2. L’illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro deve essere sufficiente;
  3. Aria salubre in quantità sufficiente;
  4. I luoghi di lavoro e gli impianti devono essere sottoposti a regolare manutenzione, controllo del loro funzionamento e pulitura;
  5. Particolare attenzione va posta ad evitare la caduta dall’alto degli utilizzatori e la caduta di qualsiasi materiale dal soppalco stesso;
  6. Deve essere garantita anche il corretto utilizzo delle scale di accesso;
  7. L’utilizzo delle baie di carico deve essere limitato a personale che abbia ricevuto opportuna formazione e le stesse;
  8. i rischi residui, successivamente alla valutazione dei rischi ex art. 28 e 29 del D.Lgs 81/08, devono essere oggetto di proceduralizzazione, prevedendo appositi pittogrammi e adeguata segnaletica di sicurezza.

 

Si osserva – continua il documento - che in alcuni casi “i solai di uffici ed altri locali di servizio, sono utilizzati, sempre nell’ottica di utilizzare tutti gli spazi a disposizione dell’azienda, come ‘locale impianti’, ove collocare compressori per l’aria compressa, condizionatori, Unità Trattamento Aria, impianti elettrici generali ovvero impianti di allarme (centraline ed affini), batterie dei server ed altre parti di impianti che taluni ritengono non necessitino di accesso frequente”. E le linee guida riportano vari casi di eventi significativi occorsi in provincia di Mantova che hanno mostrato quanto fosse necessario elaborare un “contributo in termini preventivi per una corretta ed adeguata gestione delle criticità che si osservano da alcuni anni” in merito ai soppalchi.

 

Le linee guida per la gestione dei soppalchi e l’accesso ai macchinari

Le linee guida si soffermano poi su alcune specifiche criticità:

  • scale di accesso
  • soppalchi su macchine e impianti.

 

Riguardo a quest’ultimo aspetto il documento segnala che un particolare utilizzo dei soppalchi è quello “relativo ai sistemi di accesso ai macchinari” (nel documento sono presenti alcune immagini esplicative).

 

Si indica che “sebbene gli spazi risicati presenti in prossimità di macchine ed impianti ne limitino la realizzazione, è sempre meglio preferire scale a gradini rispetto a quelle a pioli che comunque potranno essere installate”, secondo le specifiche norme vigenti richiamate in una tabella presente nelle linee guida.

Si segnala poi che in particolare tipologie di soppalchi/passerelle “potrebbe sostanziarsi la necessità di realizzare aree di accesso per il passaggio di parti di macchine particolarmente pesanti, quali ad es. motoriduttori, pompe, scambiatori di calore, autoclavi ed altro”.

Laddove possibile sarà pertanto necessario “effettuare una seria ed approfondita valutazione dei rischi che sia in grado di analizzare il contesto lavorativo e le reali attività connesse alla manutenzione dei macchinari al fine di evitare infortuni ed incidenti durante la movimentazione di tali parti di macchina che spesso risente della presenza di limiti di spazi di manovra e/o presenza di altre parti di macchina che ne possono limitare la movimentazione in sicurezza”.

 

Nel documento vengono presentate alcune soluzioni e riportate varie norme tecniche:

 

 

Le linee guida per la gestione dei soppalchi e le raccomandazioni

Veniamo, infine, ad alcune raccomandazioni.

 

Il documento indica che, in breve, “si dovrà attenzionare:

  • che i soppalchi sia costruiti secondo la regola dell’arte da ditta specializzata ed in mancanza della quale, solo a seguito di regolare progetto ed autorizzazione dell’U.T. del Comune competente per territorio dell’U.L. della ditta ove si realizza l’opera;
  • che sia sempre presente la portata, preferibilmente come carico distribuito e ‘concentrato’;
  • che le scale di accesso siano a gradini di buona realizzazione e con elevato grip;
  • che le ‘baie di carico’ rispettino la miglior tecnologia presente sul mercato e l’uso sia proceduralizzato con la corretta informazione agli utilizzatori;
  • che le (eventuali) scale di accesso ‘non a gradini’ siano ancorate alla sommità e dotate di corrimano/ parapetto;
  • che i soppalchi siano oggetto di specifiche procedure di utilizzo a seguito della valutazione dei rischi e di ciò ne siano informati e formati tutti i lavoratori, anche quelli che, pur non specificatamente addetti al loro utilizzo, potrebbe, per qualsiasi ragione, accedervi;
  • che i soppalchi siano oggetto di regolari controlli e manutenzione, comprese le scaffalature, se presenti”.    

 

Concludiamo rimandando alla lettura integrale delle linee e segnalando che un importante capitolo è dedicato alle soluzioni che rappresentano lo stato dell’arte dell’eliminazione dei rischi che sono solitamente presenti nella gestione di aree di lavoro in quota quali soppalchi o solai dedicati a magazzino. Per ogni soluzione sono presenti immagini esplicative commentate “al fine di offrire spunti di valutazione sulle soluzioni maggiormente ‘sicure’”. E queste sono accompagnate da altre immagini, “spesso frutto dell’attività di vigilanza nel territorio mantovano, che rappresentano misure di prevenzione di basso profilo se non addirittura completamente assenti”.

 

Si segnala, infine, che “sono presenti sul mercato imprese dedicate alla produzione (e progettazione) di specifiche soluzioni adattabili alle più disparate situazioni”. È lì – conclude il documento – “che bisogna convergere per assicurare la salute e la sicurezza dei propri collaboratori”. 

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

ATS Val Padana, “Linee guida gestione soppalchi”, documento validato il 16 dicembre 2022 dal Gruppo di Lavoro Area Tematica “Metalmeccanica”, composto da Righi Alberto, Ortu Giuseppe, Montresor Michele, Bernardo Pasquale, Pincella Luca, Losi Giacomo, Pasquali Marco, Guarnieri Ettore e Solci Marco.

 

 


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