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Le immagini dell’insicurezza

Le immagini dell’insicurezza
Stefano Farina

Autore: Stefano Farina

Categoria: Rischio cadute e lavori in quota

15/05/2015

Città che vai... conferma che trovi.

Le immagini dell’insicurezza

Città che vai... conferma che trovi.

 
Cagliari, 15 Mag - Parlando di proverbi si potrebbe utilizzare anche: “tutto il mondo è paese”, ovvero: indipendentemente da dove ci troviamo le situazioni sono molto  simili od ancor meglio uguali.
 
Il motivo di tali proverbi ed il riferimento delle immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no di oggi non possono che andare ai normali lavori di manutenzione ordinaria eseguiti sui  tetti degli edifici.
Tali lavori hanno due caratteristiche che li contraddistinguono:
- breve durata
- esecuzione di  lavori in quota.
 
Ed è probabilmente la prima caratteristica, ovvero la breve durata, che annulla nella percezione del lavoratore (e/o del datore di lavoro) la seconda: l’esecuzione di  lavori in quota.
Ovunque ci si trovi è possibile fotografare addetti che senza alcun tipo di protezione collettiva od individuale, camminano ed eseguono la loro attività sui tetti degli edifici, incuranti del  rischio di caduta dall’alto.

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Possiamo certamente considerarla un’epidemia diffusa su tutto il territorio nazionale e purtroppo anche le cronache di questi giorni ci confermano la triste statistica di operai morti cadendo dalle coperture.
 
 
Geom. Stefano Farina, Responsabile Nazionale Comitato Costruzioni di AiFOS
 
 
 
Fonte: SICURELLO.no : l’evidenza dei mancati infortuni.
 
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: francesco tonello immagine like - likes: 0
15/05/2015 (08:45:37)
ma una volta osservate queste violazioni vengono avvisate la polizia locale, carabinieri o altro ?
Rispondi Autore: Harleysta immagine like - likes: 0
15/05/2015 (09:54:55)
...dopo quasi 30 anni di esperienza lavorativa, non ho mai capito dov'è il buonsenso dei lavoratori. la sicurezza non è un adempimento ma la tutela della propria cotenna...
Rispondi Autore: Aldo Belli immagine like - likes: 0
18/05/2015 (11:04:43)
@ francesco tonello
Non è sufficiente "avvisare" gli O.d.V.
E' necessario inviare una segnalazione scritta e firmata mettendo per conoscenza la Procura della Repubblica.
In tal modo, se l'O.d.V. non interviene, incorre nell'omissione di atti d'ufficio.
C'è solo un piccolo dubbio: non è che a quel punto il segnalatore può diventare a sua volta oggetto delle attenzioni dell'O.d.V. che è andato a "disturbare"?
Per ovviare a questa situazione, sarebbe sufficiente che l'O.d.V. facesse più controlli sugli abusivi piuttosto che visitare i "soliti noti".
Se l'O.d.V. vuole acquisire i nomi ed i cognomi di tali abusivi è sufficiente contattare qualcuno dei tanti numeri telefonici che si trovano appesi alle pareti di locali di grande accesso al pubblico con gli annunci di esecuzione di lavori presso private abitazioni e non in cui si garantiscono professionalità (?) e bassi costi (!).
Quando un privato cerca un abusivo per un lavoro lo trova immediatamente, quando invece lo cerca la P.A. curiosamente il fenomeno dell'abusivismo sparisce.
Strano, vero?
Attendo trepidamente qualche risposta da qualcuno degli O.d.V.
Grazie.
Rispondi Autore: Camillo Bensi immagine like - likes: 0
20/05/2015 (14:56:51)
@Aldo Belli.
Purtroppo ci sono persone che si limitano da anni a segnalare e fotografare situazioni senza andare al di là dello stile "Striscia la notizia"

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