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Imparare dagli errori: le attività di pulizia, gli infortuni e le cadute

Imparare dagli errori: le attività di pulizia, gli infortuni e le cadute
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischio cadute e lavori in quota

09/04/2026

Infortuni sul lavoro nelle imprese di pulizia: esempi reali di incidenti legati alle cadute dall’alto e indicazioni per la prevenzione e la sicurezza degli operatori.

Imparare dagli errori: le attività di pulizia, gli infortuni e le cadute

Infortuni sul lavoro nelle imprese di pulizia: esempi reali di incidenti legati alle cadute dall’alto e indicazioni per la prevenzione e la sicurezza degli operatori.

Brescia, 9 Apr – La pubblicazione “ La sicurezza nelle imprese di pulizia”, un quaderno tecnico per i datori di lavoro pubblicato per l’Expo di Milano, ricorda come il settore delle imprese di pulizie, costituito prevalentemente da imprese piccole o molto piccole, sia caratterizzato anche da un fenomeno infortunistico significativo.

Un fenomeno infortunistico e tecnopatico caratterizzato da tipologie di rischi molto diversi, ad esempio:

  • rischi di cadute dall’alto e in piano;
  • rischi di scivolamento, urto, schiacciamento;
  • rischi di contatto con agenti chimici e agenti biologici;
  • movimentazione manuale carichi e movimenti ripetitivi;
  • rischi da utilizzo di macchine e attrezzature elettriche”.

 

Dopo aver già dedicato una puntata della rubrica “ Imparare dagli errori” ai problemi connessi all’uso delle macchine, ci soffermiamo oggi sugli infortuni conseguenti alle caduta dall’alto.

 

Le dinamiche infortunistiche presentate sono tratte dalle schede dell’archivio di  INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:

  • Gli esempi di cadute dall’alto nelle attività di pulizia
  • Le attività di pulizia e i rischi dovuti alle cadute dall’alto
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Gli esempi di cadute dall’alto nelle attività di pulizia

Nel primo caso raccontiamo un infortunio avvenuto per una caduta da una scala.

 

Una lavoratrice che opera per una ditta di pulizie da due mesi si trova su una scala a quattro segmenti completamente dispiegata per poter raggiungere il cassone della serranda della vetrata che sta pulendo.

Ai piedi della scala si trova una collega che assiste alle operazioni di pulizia e provvede a sciacquare gli stracci sporchi e restituirli strizzati. A lavoro quasi ultimato, proprio mentre l'operatrice che si trova a terra strizza uno straccio, la scala scivola, i piedini gommati perdono l'aderenza al pavimento e la scala si appiattisce al suolo con la lavoratrice ancora su di essa. Lo schianto al suolo le provoca un trauma al viso e una frattura plurilineare articolare metaepifisaria distale radio sinistro.

 

Questo il fattore causale indicato nella scheda:

  • “la collega si era spostata dalla scala e non la manteneva, mentre l'infortunata era ancora sulla scala intenta a pulire”.

 

Il secondo caso riguarda una caduta da una copertura di un capannone.

 

Una titolare di una impresa di pulizie sale sulla copertura del capannone (che ha in appalto) con l'intenzione di fare una ricognizione finalizzata alla pulizia dei lucernai.

Non porta con sé dispositivi di sicurezza per agganciarsi alla linea vita, ritrovati in seguito nell'auto con cui è arrivata. Il colmo del tetto - a due falde - è costituito da un camminamento largo circa 50 centimetri con al centro il cavo della linea vita. Percorso il colmo del tetto per una decina di metri rispetto al lucernaio dal quale era salita, forse con l'intento di ritornare e fare il percorso inverso, l'infortunata probabilmente si “impiglia” con la scarpa destra tra un cupolino e il cavo della linea vita (la scarpa è stata ritrovata esattamente in quel punto). Perso l'equilibrio, cade sopra il cupolino antistante a quello sul quale è inciampata con la scarpa. Lo sfonda e precipita nella sottostante sala macchine da circa 8 metri d'altezza, subendo una frattura mortale della regione occipitale della base cranica.

Dalla documentazione raccolta, si ha prova che l'infortunata “avesse concordato con l'appaltatore la necessità di utilizzare i dispositivi anticaduta per la pulizia dei luoghi soggetti a rischio di caduta dall'alto”.

 

Il fattore causale:

  • l’infortunato “saliva e percorreva il colmo del tetto senza l'ausilio di idonea attrezzatura per ancorarsi alla linea vita presente sull'edificio”.

 

Le attività di pulizia e i rischi dovuti alle cadute dall’alto

Per reperire informazioni generali e suggerimenti per la prevenzione delle cadute dall’alto w in piano nelle imprese di pulizia facciamo riferimento al documento Inail “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”.

 

Dopo aver parlato delle cadute in piano dovute a scivolamenti e inciampi il documento si sofferma anche sulle scale e sul lavoro in elevazione.

 

Si indica che le scale d’accesso agli ambienti di lavoro “possono essere causa di numerosi infortuni”.

Il documento riporta i “pericoli” principali: “scale male illuminate, senza protezione, molto ripide, con gradini rotti o scivolosi”. E le misure di prevenzione:

  • indossare calzature adeguate antiscivolo;
  • se la scala è ricoperta da una passatoia, assicurarsi che sia ben fissata;
  • sgomberare le scale da eventuali oggetti che potrebbero provocare inciampi e cadute;
  • non scendere né salire mai di corsa”.

 

Si indica che a volte capita di “dovere pulire scaffali od oggetti fuori portata, per cui non è possibile lavorare da terra, ma occorre servirsi di strumenti che consentano di lavorare in elevazione”. Ed è “questo uno dei maggiori fattori di rischio”.

 

Tra i “pericoli” il documento segnala l’utilizzo di “basi di appoggio improvvisate: sedie, cestini della spazzatura, sedie con rotelle che offrono un equilibrio estremamente precario”. 

Queste alcune misure di prevenzione:

  • non usare mai sedie con rotelle, sedie in generale, cestini della spazzatura;
  • utilizzare l’apposita scaletta o sgabello, assicurandosi che sia ben appoggiata al suolo;
  • controllare lo stato del pavimento, per non appoggiare il supporto in punti sconnessi;
  • indossare calzature adeguate (evitare ciabatte, infradito o scarpe aperte);
  • evitare di sporgersi, in avanti o di fianco, ma posizionare bene la scaletta o lo sgabello e spostarli di volta in volta”.

 

Si ricorda poi che il datore di lavoro “dispone affinché sia utilizzata una scala a pioli quale posto di lavoro in quota solo nei casi in cui l’uso di altre attrezzature di lavoro (es: ponti su cavalletto per altezze fino a 2 mt) considerate più sicure non è giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che non può modificare” ( D. Lgs. 81/2008, comma 3, art. 111).

Inoltre per le pulizie in quota (es. pulizia vetri in altezza) “è opportuno prediligere gli interventi da terra utilizzando aste telescopiche”. E si indica, sempre riguardo alla prevenzione dei rischi di cadute, scivolamenti e inciampi, che è bene “informare il preposto degli eventuali elementi di pericolo (scarsa illuminazione, stato dei pavimenti, delle scale, degli ambienti eccetera)”.

 

Riguardo alla prevenzione delle cadute dalle scale portatili rimandiamo anche alla lettura del quaderno tecnico descritto in apertura di articolo che oltre a riportare i requisiti delle scale e le misure di sicurezza per il loro utilizzo segnala anche che “qualora l’uso delle scale, che per loro altezza o per altre cause, comporti pericolo di sbandamento è previsto dalla norma che esse siano adeguatamente assicurate da altra persona, la quale durante l’esecuzione dei lavori deve esercitare da terra una continua sorveglianza della scala”.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato – le schede di Infor.mo. 10507 e 18055 (archivio incidenti 2002/2023).

 

 

Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:

Imparare dagli errori – Le attività di pulizia, gli infortuni e le cadute – le schede di Infor.mo. 10507 e 18055.

 

 

Scarica i documenti citati nell'articolo:

Inail, Consulenza Statistico Attuariale, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza, “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”, a cura di Giuseppe Bucci (Inail, CSA), Diego De Merich e Maria Rosaria Marchetti (Inail, Dimeila), Patrizia Anzidei e Giannunzio Sinardi (Inail, CTSS), Sara Veneziani e G. Ivo Vogna (Confimi Industria - Commissione ambiente e sicurezza), Stefania Verrienti e Lorenzo Di Vita (Afidamp - Aderente Finco - Confimi Industria) – Accordo Inal e Confimi Industria, edizione 2023 (formato PDF, 15.04 MB).

 

Asl Milano, “ La sicurezza nelle imprese di pulizia”, a cura di G. Cattaneo, F. Borello e V. Cassinelli, quaderno tecnico per datori di lavoro Cantieri Expo Milano 2015, gennaio 2015 (formato PDF, 2.43 MB).

 



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