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Edilizia e lavori in quota: come scegliere e installare le reti di sicurezza?
Genova, 20 Nov – Come ricordato nel documento “ Reti di sicurezza. Guida tecnica per la scelta, l’uso e la manutenzione”, realizzato dal Dipartimento DIT dell’Inail, le reti di sicurezza sono dispositivi di protezione collettiva che “forniscono la protezione dalle cadute consentendo contemporaneamente alle persone di lavorare in altezza senza limitarne i movimenti come accade ad esempio quando si utilizzano i dispositivi di protezione individuale dalle cadute”. Una loro caratteristica è quella di “assorbire bene l'energia derivante dalla caduta del lavoratore sulla rete e fornire quindi un ‘atterraggio morbido’ dello stesso in maniera tale da ridurre i possibili danni sul corpo del lavoratore derivanti dalla caduta”.
Per avere maggiori informazioni sulle indicazioni normative e su aspetti pratici connessi all’uso delle reti di sicurezza possiamo fare riferimento al contenuto del “ Vademecum tecnico – Lavori in quota” che, pubblicato nel 2023 dalla Regione Liguria, presenta standard tecnici, indicazioni, buone pratiche “in relazione alle più diffuse misure di sicurezza contro la caduta dall’alto”.
Questi gli argomenti su cui si sofferma l’articolo:
- Vademecum sui lavori in quota: la scelta delle reti di sicurezza
- Vademecum sui lavori in quota: l’installazione delle reti di sicurezza
- Vademecum sui lavori in quota: la manutenzione e il controllo delle reti
Vademecum sui lavori in quota: la scelta delle reti di sicurezza
Riguardo alla scelta delle reti di sicurezza il vademecum ricorda che questi dispositivi di protezione collettiva (DPC) “non rientrano in direttive o regolamenti comunitari di prodotto, perciò non sono marcate CE”.
E la norma tecnica volontaria di riferimento per la fabbricazione di reti di sicurezza è la UNI EN 1263-1, che “stabilisce, fra l'altro:
- una classificazione secondo quattro classi (A1, A2, B1, B2), in ragione della massima dimensione della maglia e dei valori caratteristici dell'energia che può agire sulle stesse;
- una classificazione secondo quattro sistemi, in ragione della tipologia del supporto e della modalità d'impiego: due sistemi (S, T) prevedono l'impiego orizzontale; due sistemi (U, V) prevedono l'impiego verticale”.
In particolare, il fabbricante che costruisce una rete di sicurezza secondo la norma UNI EN 1263-1 “deve provvedere ad una marcatura, con la quale siano indicate: denominazione, norma di riferimento, sistema, classe, tipologia e dimensioni della maglia, dimensioni della rete, modalità di controllo della produzione”.
Si sottolinea poi che l'utilizzo di reti di sicurezza quali DPC contro la caduta dall'alto nei lavori in quota “discende da una valutazione dei rischi condotta nel rispetto delle previsioni” dell'art. 111 Decreto legislativo 81/2008, che tenga conto “anche della tipologia di lavori da eseguirsi e delle attrezzature impiegate (ad es. rischio di proiezione di materiale incandescente o tagliente che potrebbe danneggiare la rete, ecc.)”.
Si indica poi che le reti a posa orizzontale “possono essere impiegate efficacemente al di sotto di solai e coperture per i quali sussista il pericolo di caduta verso l'interno (ad es. fase di costruzione o demolizione; presenza di aperture; superfici non praticabili; ecc.). Parimenti, poste oltre il perimetro di superfici in quota, possono arrestare la caduta verso l'esterno”.
Mentre le reti a posa verticale “possono essere impiegate efficacemente per proteggere i lavoratori dai rischi derivanti dalla caduta verso l'esterno di solai e coperture”.
In definitiva per la scelta della rete adatta, “il datore di lavoro, deve considerare:
- lo stato dei luoghi, con particolare riguardo alle condizioni delle strutture che possono costituire il vincolo per il fissaggio delle reti ed alla relativa accessibilità;
- l'altezza di caduta (verso l'interno o verso l'esterno della superficie in quota), fermo restando che la rete deve essere installata il più vicino possibile al piano di lavoro;
- la profondità di raccolta;
- l'inclinazione del piano di lavoro;
- la presenza di ostacoli che impediscano la trattenuta della rete (spazio vuoto al di sotto della rete che ne permetta la deformazione)”.
Vademecum sui lavori in quota: l’installazione delle reti di sicurezza
Il documento si sofferma anche sull’installazione delle reti che deve essere eseguita “conformemente alle istruzioni del fabbricante da parte di lavoratori in possesso delle necessarie competenze e conoscenze, acquisite mediante informazione, formazione ed addestramento adeguati”.
In particolare, prima di procedere con la posa, “l’installatore deve acquisire le informazioni tecniche necessarie alla verifica di idoneità delle strutture a resistere alle azioni statiche e dinamiche determinate dal vincolo offerto alla rete (sia per effetto dell’arresto della caduta del lavoratore, sia per altre azioni esterne, come il vento)”.
Inoltre, laddove la rete sia fissata, “secondo le indicazioni del fabbricante, ad ancoraggi allo scopo realizzati, è necessario:
- conoscere le caratteristiche tipologiche e di resistenza della struttura di supporto (calcestruzzo; pietrame; laterizio; ecc.);
- scegliere un ancorante adatto alla struttura di supporto;
- determinare mediante valutazioni analitiche (secondo norma tecnici ed istruzioni del fabbricante) e/o mediante prove di estrazione in campo la resistenza dell’ancoraggio, verificando, conseguentemente, la capacità dello stesso a sopportare, con adeguato margine di sicurezza, le azioni previste, come desumibili dalle istruzioni”.
Si segnala che una puntuale e concreta valutazione dei rischi “deve essere condotta con riguardo alle fasi di montaggio e smontaggio delle reti, essendo i lavoratori potenzialmente esposti alla caduta dall'alto. Il datore di lavoro installatore stabilisce, in esito a tale valutazione, quali misure e quali dispositivi di protezione debbano essere adottati in tali fasi, prevedendo, ad esempio:
- l'uso di una piattaforma di lavoro elevabile;
- l'installazione preliminare di ancoraggi e linee vita e la dotazione di DPI anti-caduta”.
Particolare cura deve essere poi prestata – continua il vademecum – “affinché non siano lasciati spazi vuoti fra la fune di bordo o il supporto della rete e la struttura alla quale la rete è fissata, così come devono essere puntualmente verificati:
- l’assenza di ostacoli pericolosi sia lungo la traiettoria di caduta, sia al di sotto della rete considerando la deformazione della rete in caso di arresto caduta del lavoratore;
- il rispetto delle distanze di caduta e della profondità di raccolta previste.
Vademecum sui lavori in quota: la manutenzione e il controllo delle reti
Infine il documento riporta anche qualche indicazione su manutenzione, controllo e vita utile delle reti di sicurezza.
A questo proposito si segnala che “il deterioramento, in particolare delle parti in tessuto della rete, che può essere causato da molteplici fattori, dall’esposizione ad agenti atmosferici, a modalità di deposito o di installazione non corrette, o ancora a sollecitazioni dinamiche subite o danneggiamenti, è all’origine di pericolose riduzioni delle prestazioni offerte dalle reti, che, conseguentemente potrebbero non garantire più l’arresto dell’operatore in caduta”.
Dunque il mantenimento nel tempo delle caratteristiche di resistenza e deformabilità delle reti è “fortemente vincolato al puntuale rispetto delle indicazioni fornite dal fabbricante in merito a controlli, manutenzione e modalità di conservazione e impiego delle reti”.
In particolare, l’utilizzatore deve “registrare l’effettuazione dei controlli e conservare la pertinente documentazione tecnica” (e le reti devono essere corredate dell’etichettatura riportante le informazioni di fabbricazione).
Si ricorda che la normativa tecnica “prevede oltre a verifiche visive, anche test di trazione da realizzarsi su maglie di prova per il mantenimento in esercizio della rete. Tali maglie, appositamente fissate alla rete, sono sottoposte – con periodicità stabilita nelle istruzioni – a prova da parte del fabbricante o da parte di un soggetto autorizzato da quest’ultimo”.
Rimandiamo, infine, alla lettura integrale del documento che riporta ulteriori dettagli sulle reti di sicurezza e anche precisi riferimenti bibliografici per ulteriori approfondimenti.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Regione Liguria, Prefettura di Genova – Ufficio territoriale del Governo, “Vademecum tecnico – Lavori in quota”, documento curato dalle varie realtà componenti il Tavolo Sicurezza in Edilizia della Città Metropolitana di Genova, Piano regionale della prevenzione 2021-2025, edizione dicembre 2022.
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