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Le cause e le conseguenze del furto di identità
Questo documento offre preziose indicazioni sul modo in cui i malviventi stanno modificando le proprie tecniche di attacco, per acquisire illecitamente dati personali afferenti ad una moltitudine di soggetti.
La prima tendenza messa in evidenza riguarda il fatto che la tecnologia di intelligenza artificiale rende più semplice per i malviventi la perpetrazione di una frode, che induce i soggetti attaccati a rivelare le proprie credenziali di identità.
Un aumento dei furti d’identità è dovuto al fatto che i malviventi stanno concentrando la loro attenzione sui telefoni cellulari. Grazie a queste informazioni, i malviventi possono convincere il soggetto attaccato circa il fatto che le loro richieste siano legittime ed entrano quindi in possesso dei rimanenti elementi, necessari per completare il furto di identità.
Un aspetto positivo è legato al fatto che i soggetti attaccati stanno diventando sempre più sensibili all’esigenza di proteggere la propria identità, utilizzando tecnologie di protezione particolari, ma anche coinvolgendo le forze dell’ordine, non appena abbiano percepito l’esistenza di un possibile attacco doloso.
I dati statistici sono comunque oltremodo preoccupanti, in quanto mettono in evidenza che l’accesso non autorizzato a computer o apparati mobili è aumentato del 104% rispetto all’anno precedente.
Alcuni casi, evidenziati nel rapporto, sono addirittura drammatici, come il caso di un soggetto che, vittima di varie frodi, non solo è stato costretto ad attivare la procedura di bancarotta per la propria attività, ma anche ha dovuto mettere in guardia tutti i suoi conoscenti, che avrebbero potuto in qualche modo essere coinvolti in queste tipologie di attacchi.
Gli attaccanti per solito si spacciano per rappresentanti di aziende, nel 51% dei casi, od istituzioni finanziarie, nel 21% dei casi. Una nuova tipologia di attacco, messi in evidenza rapporto, riguarda il mancato pagamento di pedaggi autostradali.
In molti casi, i dati di identità acquisiti fraudolentemente vengono utilizzati per aprire nuovi conti correnti bancari, che vanno subito in rosso, con gravi conseguenze sul profilo di credito del soggetto, che si presume abbia aperto il conto.
Il rapporto continua con un’analisi delle percentuali di attacchi che si verificano nei vari Stati degli Stati Uniti, analizzando anche l’etnia dei soggetti attaccati.
Si tratta di un prezioso documento, le cui informazioni dovrebbero essere diffuse attraverso i mezzi di comunicazione di massa, per accrescere la sensibilità dei soggetti potenzialmente esposti a questo rischio, che diventa sempre più temibile.
TIR 2025 - Trends in Identity Report, identity theft resource center(pdf)
Adalberto Biasiotti
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