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Imparare dagli errori: la tinteggiatura e i rischi nell’uso dei trabattelli

Imparare dagli errori: la tinteggiatura e i rischi nell’uso dei trabattelli
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Ponteggi e opere provvisionali

06/10/2022

Esempi di infortuni di lavoro correlati all’uso di ponti mobili su ruote con particolare attenzione alle attività di tinteggiatura e verniciatura. Le dinamiche degli infortuni e le indicazioni sui requisiti prestazionali dei trabattelli.

Imparare dagli errori: la tinteggiatura e i rischi nell’uso dei trabattelli

Esempi di infortuni di lavoro correlati all’uso di ponti mobili su ruote con particolare attenzione alle attività di tinteggiatura e verniciatura. Le dinamiche degli infortuni e le indicazioni sui requisiti prestazionali dei trabattelli.

Brescia, 6 Ott – Con questa puntata della rubrica “ Imparare dagli errori”, rubrica dedicata al racconto degli infortuni professionali, concludiamo un breve cammino attraverso gli incidenti connessi all’uso dei trabattelli; attraverso gli errori, la sottovalutazione dei rischi, l’uso di attrezzature inadeguate o improprie, la mancanza di formazione o l’assenza di prassi adeguate.

 

Ricordiamo che i trabattelli sono, come definiti nel documento Inail “ Trabattelli. Guida tecnica per la scelta, l’uso e la manutenzione”, strutture temporanee costituite da elementi prefabbricati che:

  • “dispongono di stabilità propria;
  • dispongono di quattro piedini con ruote;
  • sono costituiti da una sola campata;
  • dispongono di una o più piattaforme, in base alla loro altezza;
  • devono essere progettati in modo che possano essere montati, trasformati e smontati senza la necessità di utilizzare dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto;
  • non possono essere utilizzati come attrezzatura per accesso ad altra struttura;
  • non possono essere utilizzati come punti di ancoraggio ai quali agganciare i dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto”.

Nel documento sono descritti anche i “piccoli trabattelli” (UNI 11764:2019) che hanno caratteristiche leggermente diverse.

 

Torniamo dunque a parlare di infortuni con i trabattelli, con particolare attenzione alle attività di tinteggiatura e verniciatura, attraverso le dinamiche infortunistiche contenute nelle schede dell’archivio di  INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

 

Questi gli argomenti trattati nell’articolo:

  • Gli infortuni nell’uso di trabattelli per la tinteggiatura
  • I trabattelli, la sicurezza e i requisiti prestazionali

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Gli infortuni nell’uso di trabattelli per la tinteggiatura

Il primo caso riguarda la tinteggiatura esterna di villette a schiera.

Nello spostare un trabattello metallico, utilizzato per il lavoro, la parte superiore urta contro un cavo della linea elettrica facendo scaricare tutto il potenziale elettrico (20 KV) sui due lavoratori, che lo spingono.

Le indagini successive all’infortunio hanno rilevato che i due “spostavano il trabattello (alto 8 metri), pur essendo a conoscenza della presenza della linea elettrica che insisteva sulla stradina di collegamento interna tra le villette, senza provvedere a smontarlo o a ridurne l’altezza. Nel passare con il trabattello in prossimità del cavo, a causa del terreno sconnesso, non controllavano più la manovra/spinta dell’attrezzatura e la stessa oscillando, entrava in contatto con il cavo in tensione”.

 

Fattori causali rilevati nella scheda:

  • “terreno sconnesso”;
  • l'infortunato “spostava il trabattello in prossimità di una linea elettrica aerea”.

 

Un secondo caso riguarda un altro infortunio avvenuto durante lavori di tinteggiatura.

Un lavoratore deve eseguire lavori di tinteggiatura delle pareti esterne di un fabbricato. Il fabbricato è costituito da un corpo scala più basso rispetto al colmo del tetto; pertanto, per la tinteggiatura del tratto di facciata tra il colmo e il vano scala occorre salire sulla copertura di quest'ultimo. Per eseguire queste lavorazioni il lavoratore utilizza un trabattello. Tuttavia considerato che l'altezza del trabattello non è sufficiente a raggiungere la zona su cui deve accedere, provvede a posizionare una scala del tipo portatile sul trabattello per colmare la differenza di quota. Nel salire su tale scala, posizionata sul trabattello ed accostata alla parete del vano scala, a seguito dello slittamento del trabattello, il lavoratore precipita al suolo compiendo una caduta di circa 7,5 metri.

 

I fattori causali rilevati:

  • “trabattello privo di stabilizzatori”;
  • “utilizzo improprio delle attrezzature”.

 

Nel terzo caso un lavoratore sta pitturando una porzione di soffitto con l'ausilio di un trabattello mobile le cui ruote sono posizionate sopra delle assi di legno al fine di superare delle scanalature presenti sul pavimento (altezza trabattello 6 metri).

A seguito delle oscillazioni, conseguenti all'attività svolta, una ruota fuoriusciva dalla tavola provocando il ribaltamento del trabattello. La parte superiore del trabattello finiva nello scavo presente sul pavimento destinato al basamento di una pressa (profondità 4 metri).

 

I fattori causali rilevati:

  • “ruote del trabattello non bloccate”.
  • l'infortunato “utilizza in modo errato il trabattello mobile sopra delle assi di legno”.

 

I trabattelli, la sicurezza e i requisiti prestazionali

Per aver alcune informazioni sull’uso di trabattelli e piccoli trabattelli sicuri possiamo fare riferimento a quanto indicato nel documento Inail citato in apertura riguardo ai requisiti prestazionali (con riferimento ai trabattelli).

 

Si indica che il requisito della dotazione di protezione collettiva in tutte le fasi di impiego del trabattello permette di “disporre di una attrezzatura intrinsecamente più sicura”.

 

Inoltre l’impiego sicuro del trabattello dipende in larga parte anche dalla sua stabilità.

Per stabilità al ribaltamento laterale “si intende la capacità di opporsi alle azioni che ne determinano il ribaltamento. Il ribaltamento può essere causato dal vento o dal comportamento del lavoratore che si sporge esternamente al trabattello o esercita forze parallele alla piattaforma mentre per esempio adopera un trapano”.

A questo proposito il d.lgs. 81/2008 “prescrive ai fini della stabilità il bloccaggio delle ruote che ‘devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti o con sistemi equivalenti. In ogni caso dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponti su ruote durante l’esecuzione dei lavori in quota’ (art. 140, comma 2).

 

Il trabattello deve poi essere sicuro anche durante lo spostamento.

Si segnala che “prima di spostare un trabattello, occorre tenere conto della presenza del vento, della velocità di spostamento, delle condizioni del terreno (pianeggiante, solido, presenza di ostacoli, pendenza massima) e della presenza di ostacoli aerei, comprese le linee elettriche”.

A questo proposito il d.lgs. 81/2008 prescrive che ‘i ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che non possano essere ribaltati’ (art. 140 comma 1).

 

Un trabattello (o un piccolo trabattello) deve “rimanere stabile e resistente durante le fasi di montaggio, accesso, uso, spostamento, trasformazione e smontaggio e cioè deve:

  • resistere ai carichi senza presentare cedimenti, fratture o separazione dei componenti;
  • non ribaltarsi”.

In questo senso i requisiti prestazionali “si riferiscono alle caratteristiche specifiche che il trabattello o il piccolo trabattello nel suo insieme e i suoi componenti (piattaforma, botola, protezione laterale, ruote, stabilizzatori/telai stabilizzatori e connessioni) debbono possedere. I requisiti prestazionali si riferiscono anche alle tipologie ed alle modalità di accesso al trabattello o al piccolo trabattello”.

Ad esempio gli stabilizzatori e i telai stabilizzatori “devono essere progettati come componenti della struttura principale del trabattello o del piccolo trabattello e devono assicurare il contatto con il terreno. Gli stabilizzatori e i telai stabilizzatori devono essere fissati al trabattello o al piccolo trabattello in maniera che il carico che trasferiscono al trabattello o al piccolo trabattello impedisca lo slittamento, la rotazione o ogni altro movimento dello stabilizzatore stesso”. E per assicurare la necessaria stabilità di queste attrezzature provvisionali “potrebbero essere necessarie delle zavorre che devono essere opportunamente posizionate affinchè siano impediti i movimenti involontari o la rimozione delle stesse. Le zavorre devono essere realizzate con materiali rigidi quali acciaio o cemento o, in alternativa, con materiali liquidi o granulari da utilizzare solo nei contenitori forniti dal fabbricante”.

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento Inail che riporta ulteriori indicazioni sui requisiti prestazionali e dimensionali e riporta anche informazioni sui criteri di scelta dei trabattelli.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato – le schede di Infor.mo. 1746, 5745 e 6121 (archivio incidenti 2002/2018).

 

 

Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:

Imparare dagli errori – la tinteggiatura e i rischi nell’uso dei trabattelli – le schede di Infor.mo. 1746, 5745 e 6121.

 


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