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La sicurezza dei ponti mobili: stabilizzatori e dispositivi di sicurezza

La sicurezza dei ponti mobili: stabilizzatori e dispositivi di sicurezza
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Manutenzioni e verifiche periodiche

04/04/2022

Un documento sulla prima verifica periodica dei ponti mobili sviluppabili riporta indicazioni sulla compilazione della scheda tecnica. Focus sui dati da inserire, sugli stabilizzatori e sui dispositivi di sicurezza più frequentemente rilevabili.

La sicurezza dei ponti mobili: stabilizzatori e dispositivi di sicurezza

Un documento sulla prima verifica periodica dei ponti mobili sviluppabili riporta indicazioni sulla compilazione della scheda tecnica. Focus sui dati da inserire, sugli stabilizzatori e sui dispositivi di sicurezza più frequentemente rilevabili.

Roma, 4 Apr – Come ricordato nei nostri articoli sulle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro e, in particolare, all’effettuazione della prima verifica, la scheda tecnica è quel documento che ha lo scopo di identificare e descrivere l’attrezzatura al fine di assicurare un riferimento per le verifiche periodiche successive. Tale scheda “costituirà parte integrante della documentazione a corredo dell’attrezzatura di lavoro e permetterà di verificare, in maniera certa, il mantenimento delle originarie caratteristiche dell’esemplare e di consentire l’individuazione di eventuali modifiche costruttive o variazioni delle modalità di utilizzo eventualmente sopravvenute”.

 

Ci soffermiamo oggi in particolare sulla scheda tecnica per ponti mobili sviluppabili (PMS) che devono intendersi come “piattaforme di lavoro mobili elevabili destinate a spostare persone nelle posizioni di lavoro da cui possano svolgere mansioni dalla piattaforma di lavoro con l’intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro attraverso una posizione di accesso definita” (norma EN 280).

 

A fornire informazioni sulle schede tecniche, sulle caratteristiche e sui dispositivi di sicurezza di queste attrezzature è un documento realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’ Inail dal titolo “ Apparecchi di sollevamento persone - Ponti mobili sviluppabili. Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del d.m. 11 aprile 2011”. Il documento, già presentato in precedenti articoli, presenta le varie fasi della prima verifica periodica dei ponti mobili sviluppabili e le modalità di compilazione della relativa scheda e del verbale di prima verifica.

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:

  • Ponti mobili sviluppabili: la scheda tecnica e la rispondenza dei dati
  • Ponti mobili sviluppabili: le caratteristiche e gli stabilizzatori
  • Ponti mobili sviluppabili: i principali dispositivi di sicurezza

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Formazione specifica sui D.P.I. (D. Lgs. n.81, 9 aprile 2008, Art. 66 D.P.R. 177/2011)

Ponti mobili sviluppabili: la scheda tecnica e la rispondenza dei dati

Nel documento – a cura di Francesco Amaro (Inail, Unità operativa territoriale di Palermo), Maria Nice Tini (Inail, Unità operativa territoriale di Terni), Alessandra Ferraro e Laura Tomassini (DIT, Inail) – si ricorda che la scheda tecnica deve contenere “tutte le informazioni utili a ‘fotografare’ l’attrezzatura così come immessa sul mercato dal fabbricante”.

 

Sarà necessario non solo verificare la rispondenza dei dati indicati sulla targhetta identificativa con quanto riportato sulla dichiarazione CE di conformità e sul registro di controllo (fabbricante, tipo, modello, numero di serie o di fabbrica, anno di costruzione, portata, ecc.), ma anche “il confronto di alcuni parametri significativi della macchina sottoposta a prima verifica con le possibili configurazioni rappresentate sul manuale di istruzione per l’uso e la manutenzione (p.e. scartamento stabilizzatori, tipologie e numero di elementi telescopici del braccio, lunghezza jib, dimensioni cestello, tipo di autocarro, ecc.)”.

 

A tal fine si ricorda che “è necessario avere a disposizione le istruzioni in lingua italiana o traduzione in italiano delle istruzioni in lingua originale fornite dal fabbricante a corredo della macchina; in caso contrario (perché non fornita dal fabbricante, smarrita o non disponibile nel luogo di lavoro) il verificatore non potrà procedere all’effettuazione della verifica e, di conseguenza, come previsto dalla circolare n. 11 del M.L.P.S. del 25 maggio 2012, dovrà rilasciare un verbale di sopralluogo a vuoto con chiara indicazione delle cause che hanno determinato la mancata effettuazione della prestazione; saranno così interrotti i termini temporali” di cui all’art. 2, comma 1, del Decreto Ministeriale 11 aprile 2011 “fino a quando non sarà stata prodotta la documentazione mancante”.

 

Si indica che per la redazione della scheda tecnica devono essere adottati i “modelli previsti dall’Allegato IV del d.m. 11 aprile 2011 per la specifica tipologia di attrezzatura ‘ Ponte mobile sviluppabile’”. E, a questo proposito, il documento Inail riporta un fac-simile della scheda tecnica e alcune indicazioni relative a ciascuna voce.

 

 

Ponti mobili sviluppabili: le caratteristiche e gli stabilizzatori

Nella scheda tecnica sono da inserire non solo la ragione sociale del fabbricante e del proprietario, i dati identificativi e una descrizione sommaria del ponte mobile sviluppabile, ma devono essere riportate anche le caratteristiche principali dell’attrezzatura, ad esempio con riferimento a:

  • Stabilizzatori;
  • Caratteristiche dimensionali della piattaforma / navicella;
  • Tipo di comandi;
  • Dispositivi di sicurezza installati;
  • Tipo di sviluppo con caratteristiche principali (funi, catene, idraulico, misto);
  • Tipo di livellamento della navicella;
  • Ponte sviluppabile derivato dalla variazione della modalità di utilizzo di gru su autocarro.

 

Ad esempio riguardo agli stabilizzatori bisogna riportare la/e misura/e indicata/e sul manuale.

 

In particolare se gli stabilizzatori sono estraibili:

  • La macchina “può avere un sistema tipo ON/OFF, cioè riconosce uno scartamento diverso dal minimo solo quando viene raggiunto quello massimo. In tal caso si avrà una variazione dell’area di lavoro di tipo discreto (sempre inviluppo minimo, inviluppo massimo solo a traverse completamente estese). In tal caso si riporteranno le misure degli scartamenti separati da una barra (p.e. 2,50/3,20). Se l’inviluppo si amplia anche sul singolo lato a traverse completamente estese su quel lato indicare le tre misure (p.e. 2,50/2,85/3,20).
  • La macchina adatta l’area di lavoro, in maniera continua, ad ogni singola posizione della traversa. Si riporteranno gli scartamenti come range di misure (p.e. da 2,50 a 3,20)”.

 

In entrambi i casi occorrerà “riportare nella sezione dedicata alla descrizione sommaria del PMS la modalità di funzionamento della macchina (p.e. aree di lavoro in funzione dell’apertura delle traverse con modifica di tipo discreto per scartamenti di 2,50; 2,85; 3,50 oppure con modifica di tipo continuo dallo scartamento minimo di 2,50 a quello massimo di 3,20). Anche nella sezione dedicata ai ‘dispositivi di sicurezza installati’ occorrerà riportare l’indicazione (p.e. dispositivo per la modifica automatica delle aree di lavoro in funzione dello scartamento degli stabilizzatori di tipo ON/OFF oppure di tipo continuo)”.

 

Ponti mobili sviluppabili: i principali dispositivi di sicurezza

Concludiamo questo approfondimento sui ponti mobili sviluppabili, attraverso le istruzioni per la compilazione della scheda tecnica, riportando le indicazioni, presenti nel fac-simile della scheda, per la verifica dei dispositivi di sicurezza installati.

 

Nella scheda bisogna indicare i principali dispositivi di sicurezza previsti dal fabbricante “specificandone, ove possibile, la tipologia. Il dato è rilevabile nelle istruzioni e deve trovare riscontro sull’attrezzatura verificata, con riferimento alla specifica funzione e configurazione installata”.

 

Si ricorda che, come previsto dalla direttiva macchine, “nessun dispositivo di sicurezza può ritenersi obbligatorio in quanto sostituibile da soluzioni diverse sempreché esse ottengano una riduzione del singolo rischio almeno equivalente a quella codificata e riconosciuta come stato dell’arte sulla norma armonizzata. La presenza o meno di un dispositivo di sicurezza dipende, quindi, dalla scelta progettuale del fabbricante e dallo stato dell’arte al momento della fabbricazione”.

 

Riportiamo, in conclusione, un elenco esemplificativo dei dispositivi più frequentemente rilevabili:

  • Dispositivo di interblocco stabilizzatori-struttura estensibile di tipo … (p.e. elettrico oppure oleodinamico o altro);
  • Dispositivo di selezione postazioni di comando (se più di una) di tipo … (p.e. rotativo a chiave estraibile oppure rubinetto idraulico con lucchetto o elettrico sulla portella ribaltabile di chiusura doppi comandi, ecc.);
  • Indicatore di inclinazione del tipo … (p.e. a bolla d’aria o altro tipo);
  • Dispositivo per la lettura automatica dell’inclinazione ed avvertimento per fuori limite (p.e. inclinometro, ...);
  • Dispositivo per la lettura automatica dell’inclinazione, avvertimento per fuori limite, e blocco manovra (p.e. inclinometro, altro …);
  • Dispositivo di interblocco cancello di accesso alla navicella di tipo … (p.e. elettrico, sensore di prossimità, ecc.,...);
  • Dispositivo anticollisione struttura estensibile-cabina veicolo;
  • Dispositivo automatico di modifica dell’area di lavoro in relazione all’estensione degli stabilizzatori di tipo … (p.e. ON/OFF elettrico di lettura posizione traverse tutte aperte/parzialmente aperte o chiuse, oppure di tipo continuo ad encoder o a cavetto metallico e potenziometro, ecc.);
  • Dispositivo di rilevazione del sovraccarico con avvisatore luminoso e blocco movimenti del tipo … (p.e. a celle di carico poste sotto il piano di calpestio della navicella, oppure a micro switches attivabili per schiacciamento a seguito di movimento relativo tra struttura navicella e struttura di sostegno, ecc.);
  • Dispositivo di rilevazione del momento massimo con avvisatore luminoso e blocco movimenti pericolosi del tipo … (p.e. pressostato posto sul martinetto sollevamento braccio, oppure n. 4 pressostati posti sui piedi stabilizzatori, oppure n.4 interruttori posti sui piedi stabilizzatori attivabili per spostamento relativo dei componenti, ecc.);
  • Dimensioni della navicella compatibili con i criteri di sovraccarico aumentato e di stabilità aumentata. ;
  • Dispositivo di limitazione automatica della velocità di traslazione per piattaforma oltre quota (p.e. 5,20 m da terra);
  • Barre antibuca;
  • Dispositivo antischiacciamento con arresto discesa e temporizzatore per riavvio;
  • Indicatore in cabina di macchina non completamente chiusa (stabilizzatori e struttura estensibile).

 

Infine, “pur non trattandosi di un dispositivo di sicurezza per la riduzione dei rischi ma di una misura di protezione complementare”, si segnala che ai fini della corretta descrizione dell’attrezzatura, “è necessario indicare anche il sistema previsto per la manovra di emergenza (p.e pompa a mano oppure batteria supplementare, discesa navicella per apertura valvola di blocco tramite cavetto metallico, ecc..) o, in alternativa, riportarla nel campo note” della scheda.

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Apparecchi di sollevamento persone - Ponti mobili sviluppabili. Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del d.m. 11 aprile 2011”, a cura di Francesco Amaro (Inail, Unità operativa territoriale di Palermo), Alessandra Ferraro e Laura Tomassini (DIT, Inail), Maria Nice Tini (Inail, Unità operativa territoriale di Terni), versione 2020 (formato PDF, 5,88 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ La prima verifica periodica per i ponti mobili sviluppabili”.

 


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