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Imparare dagli errori: infortuni mortali dei lavoratori stranieri in edilizia
Brescia, 25 Set – In questi ultimi decenni è indubbiamente aumentato, in maniera quasi costante, il numero dei lavoratori stranieri in Italia, provenienti in gran parte da Paesi extra-Unione europea.
Il documento/focus tecnico Inail “ Comunicazione in materia di salute e sicurezza per i lavoratori stranieri”, pubblicato nel dicembre del 2024 ed elaborato dal CTSS dell’Inail, indica che stando al “XIV Rapporto annuale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a tutt’oggi” i lavoratori stranieri “ammontano a più di 2,3 milioni”.
E i settori con la “più alta incidenza di occupati stranieri sono i seguenti:
- servizi personali e collettivi (es. sanità, pulizie, assistenza domiciliare);
- agricoltura;
- ristorazione e turismo (HO.RE.CA.);
- costruzioni.
In considerazione del fatto che in molti i casi i lavoratori stranieri sono impiegati in settori ad alto rischio, ad esempio l’edilizia, l’agricoltura e la logistica, magari con condizioni di precarietà contrattuale o di lavoro irregolare e in presenza di altre possibili condizioni di vulnerabilità, è bene soffermarsi costantemente sulle tutele necessarie all’incolumità della loro salute e sicurezza.
Per questo motivo iniziamo oggi un breve viaggio – con la rubrica “Imparare dagli errori” - attorno al racconto di vari infortuni lavorativi generali avvenuti in specifici comparti, cercando poi di fornire anche indicazioni normative e strumenti per migliorare la prevenzione. Questa prima raccolta di infortuni lavorativi, con fattori causali diversi e indipendentemente dalla situazione contrattuale del lavoratore, riguarda il mondo delle costruzioni.
Le dinamiche degli infortuni presentati sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- Esempi di infortuni di lavoratori stranieri in edilizia
- Lavoratori stranieri: i riferimenti legislativi del Testo Unico
Esempi di infortuni di lavoratori stranieri in edilizia
Il primo caso riguarda un infortunio di un lavoratore, di origine albanese, che, alla guida di un autocarro, trasporta del materiale edile nel cantiere dove è incaricato di svolgere alcuni lavori.
Il carico è costituito da due bancali di tegole per tetti. Il carico non è vincolato, ma in semplice appoggio sul pianale del mezzo. Il percorso per l’accesso carraio al suddetto cantiere comporta il transito di un tratto di strada in salita su un lato della proprietà, un tratto in piano e la discesa sul lato ove sono in corso i lavori edili di ampliamento.
Il lavoratore sull’autocarro percorre il tratto di strada sterrato in salita nei pressi dell’abitazione del committente, arresta il veicolo, lo accosta in retromarcia in un piccolo spiazzo sulla sinistra, perpendicolarmente alla strada, accorgendosi che parte del carico trasportato (alcune tegole), cade sul lato destro del mezzo (a valle), a causa dello sbilanciamento determinato dalla pendenza. Aziona il freno di stazionamento e lascia una marcia inserita.
Scende per verificare le condizioni del materiale trasportato e per procedere allo scarico. L’autocarro riprende ad arretrare. L'infortunato accorre a mettere dei sassi sotto alle ruote, per provare ad arrestare il mezzo e poi, visto che si muove ancora, si posiziona esattamente dietro il camion nell’ultimo tentativo di fermare la marcia, ma rimane schiacciato dal peso del mezzo contro la roccia retrostante. Muore sul posto per i traumi ripostati.
Questo il fattore causale rilevato nella scheda:
- “l'infortunato, senza aver prima frenato adeguatamente il mezzo, si frapponeva fra il retro del furgone in movimento verso valle e la parete di roccia”.
Il secondo caso riguarda un infortunio di un lavoratore, di origine rumena, che era intento alla rimozione delle tegole nell'ambito dei lavori di rifacimento di una copertura.
Il lavoratore si trova posizionato sulla gronda della copertura di un edificio ad uso civile abitazione intento alla rimozione delle tegole.
A causa dell'assenza dei necessari apprestamenti avviene la rottura dei travetti di orditura, la gronda crolla ed il lavoratore precipita a terra da un'altezza di circa 7 - 7,5 metri.
Subisce lesioni (fratture multiple) che ne determinavano il decesso.
Il fattore causale rilevato:
- “a causa dell'assenza di necessari apprestamenti la gronda su cui era posizionato il lavoratore crollava a causa della rottura dei travetti di orditura”.
Concludiamo con un terzo caso relativo ad un infortunio di un lavoratore straniero, ancora di origine rumena, avvenuto in un cantiere edile per la manutenzione ordinaria delle facciate di un edificio da effettuare attraverso adeguato ponteggio metallico in telai prefabbricati tubi e giunti, in corso di installazione.
Al momento dell’incidente l’infortunato si trova sul secondo livello dell’opera provvisionale intento alla realizzazione della porzione angolare dell’impalcato di sicurezza (mantovana) da realizzarsi con intavolati in legno tagliati a misura. L’infortunato provvede a posizionare le tavole dall’interno verso l’esterno, pertanto provvede a posizionare le prime dall’interno del parapetto per poi scavalcarlo per posizionare le ultime. Nel fare ciò si porta sulle tavole in legno precedentemente posizionate, ma non fissate, senza provvedere ad assicurare la cintura di sicurezza, da lui indossata, ad un solido ancoraggio. Durante l’operazione le tavole si spostano ed il lavoratore precipita dall’impalcato impattando con il viso sul terreno sottostante procurandosi una frattura mortale al cranio.
I fattori causali:
- “il lavoratore si posizionava sulle tavole della mantovana non fissate determinandone lo spostamento”;
- “il lavoratore non assicurava la cintura di sicurezza, da lui indossata, ad un solido ancoraggio”.
Lavoratori stranieri: i riferimenti legislativi del Testo Unico
Il documento Inail citato in apertura, da cui raccoglieremo, nelle prossime tappe di questo breve viaggio attorno agli infortuni dei lavoratori stranieri, alcune utili indicazioni, si sofferma brevemente su alcuni riferimenti legislativi nella normativa italiana.
In particolare il documento sottolinea che il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) “si applica anche agli immigrati”, ai lavoratori migranti, in particolare “per quel che concerne la valutazione dei rischi, l’informazione e la formazione:
- Art. 1 comma 1: “il decreto garantisce l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati”.
- Art. 11 comma 6: “le amministrazioni pubbliche promuovono attività specificamente destinate ai lavoratori immigrati o alle lavoratrici, finalizzate a migliorare i livelli di tutela dei medesimi negli ambienti di lavoro”.
- Art. 28 comma 1: “la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori comprende anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato e quelli riguardanti le lavoratrici in gravidanza, le differenze di genere, l’età, la provenienza da altri Paesi”.
- Art. 36 comma 4: “se l’informazione riguarda lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo”.
- Art. 37 comma 13: “se la formazione riguarda lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che riporta i riferimenti di varie pubblicazioni destinate alla salute e sicurezza dei lavoratori migranti.
Tiziano Menduto
Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede di Infor.mo. 17919, 18750 e 18796 (archivio incidenti 2002/2022).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
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