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Storie di infortunio: No, non è Francesco

Storie di infortunio: No, non è Francesco
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Infortuni sul lavoro

09/07/2024

La storia di un infortunio accaduto in un parcheggio di una grande azienda di trasporti: come è avvenuto l’incidente, le cause e come si sarebbe potuto evitare.

Pubblichiamo la storia intitolata "No, non è Francesco", curata da Marcello Libener, servizio PreSAL della ASL Alessandria.

Questa storia è tratta dal repertorio delle "Storie d'infortunio", elaborate dagli operatori dei Servizi PreSAL delle ASL piemontesi a partire dalle indagini sugli incidenti e raccolte sul sito del Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte (Dors).

La conoscenza delle dinamiche degli incidenti non basta per comprendere gli aspetti contestuali, specialmente quelli organizzativi, che sempre più spesso contribuiscono alle cause di un evento. Un approccio che si basa sull'analisi dei casi, trasformando le indagini sugli incidenti in "storie" raccontate dagli operatori che hanno condotto l'indagine, può consentire di comprendere i fattori che hanno portato al verificarsi o al persistere di una situazione di rischio, consentendo così la formulazione e la condivisione di soluzioni preventive.


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No, non è Francesco

Luogo: Piemonte

Comparto produttivo: Trasporti

Esito: Francesco, manutentore di 58 anni è deceduto

Dove è avvenuto: in un parcheggio di una grande azienda di trasporti cittadina

Cosa si stava facendo: Francesco faceva il manutentore per una grande azienda di trasporti cittadina e quel giorno doveva intervenire su un autobus che non partiva, poiché le ruote si erano completamente bloccate. Dopo aver scaricato la pressione nell’impianto frenante e disattivato l’impianto elettrico agisce con la chiave specifica sul freno posteriore lavorando dall’interno della vettura. Termina l’operazione in pochi minuti. Per provare il mezzo avrebbe dovuto ripristinare l’impianto elettrico, rimettere l’impianto frenante in pressione per poi magari accorgersi che le ruote erano ancora bloccate. Poteva fare quella verifica in molto meno tempo usando il carrello elevatore dell’officina, parcheggiato lì vicino. Chiede a Lucio, uno degli autisti, di aiutarlo.

Descrizione dell’infortunio: Francesco si avvicina al muso dell’autobus a bordo del carrello, scende e mentre spiega a Lucio come fare, il carrello elevatore avanza e gli schiaccia il capo contro lo sportello aperto dell’autobus.

Raccomandazioni: La sicurezza nei luoghi di lavoro deve avvenire attraverso un’adeguata organizzazione aziendale fatta di luoghi appropriati, mezzi idonei, personale sufficiente e preparato, attenzione e coinvolgimento alle attività di prevenzione. Nel caso di Francesco molte delle condizioni indispensabili per garantire condizioni di sicurezza, nel corso dei lavori, non erano più presenti a causa della crisi societaria. Se le condizioni minime non possono più essere garantite le attività lavorative devono essere ridotte in modo da rendere accettabile la situazione di degrado organizzativo; in sostanza Francesco non doveva essere lasciato solo come manutentore nelle ore più critiche della giornata, quelle dell’avvio dell’attività di trasporto, e dovevano essere individuate le operazioni manutentive non attuabili da un solo operatore. Se tali limiti fossero stati esplicitati ci si sarebbe trovati costretti ad aumentare gli operatori della manutenzione nelle prime ore della mattina oppure si sarebbe messo Francesco nelle condizioni di attendere i colleghi. Ciò non avrebbe portato il lavoratore ad adottare modalità di lavoro evidentemente a rischio. In sostanza la principale misura preventiva, in questo caso, sarebbe stata quella di prendere atto che le manutenzioni possibili in condizioni di pieno organico non erano più attuabili nella situazione dissestata dell’azienda.  

Leggi la storia (pdf)

Fonte: Dors

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