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Le imprese edili e la segnalazione e comunicazione dei mancati infortuni
Roma, 12 Dic – Come ricordato anche in un convegno organizzato dieci anni fa dal nostro giornale, la segnalazione e l’analisi dei tanti incidenti/infortuni mancati che avvengono in ambito lavorativo supportano un efficiente e tempestiva prevenzione degli infortuni reali.
Infatti, i cosiddetti near miss rappresentano eventi che, “pur non avendo causato danni a persone, cose o ambiente, avrebbero potuto farlo”. E riconoscere, registrare e analizzare questi segnali precursori “consente di individuare le cause profonde di potenziali incidenti, prevenendo il ripetersi di situazioni simili e promuovendo azioni correttive e migliorative”.
A ricordarlo, con queste parole, è un recente documento Inail frutto dell’accordo di collaborazione tra l’Istituto e Formedil Italia (Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia), un accordo che dà risalto alla “valorizzazione delle segnalazioni dei mancati infortuni ( near miss), considerati indicatori strategici per il miglioramento continuo della sicurezza”.
Infatti, come indicato nell’introduzione del documento, in un’ottica di miglioramento continuo, “la gestione dei near miss si inserisce pienamente nei principi fondamentali dei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro, in particolare quelli sanciti dalla norma UNI EN ISO 45001:23+A1:24, che sottolinea l’importanza dell’identificazione delle opportunità di miglioramento, della partecipazione attiva dei lavoratori e della comunicazione efficace dei pericoli”.

Il documento “Segnalazione e comunicazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose per le imprese edili”, a cura di Annalisa Guercio e Antonio Terracina (Inail, Ctss), Davide Sani (Inail Cte), Massimiliano Sonno e Michele Tritto (Formedil Italia), si sofferma, con riferimento al contenuto dell’accordo, sulla messa a punto di una metodologia volta a facilitare la raccolta e l’utilizzo dei dati relativi ai near miss nei cantieri.
Nell’articolo di presentazione del nuovo documento Inail ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- Segnalazione dei mancati infortuni: contesto edile e modello operativo
- Segnalazione dei mancati infortuni: significato dei near miss
- Indice del documento Inail
Segnalazione dei mancati infortuni: contesto edile e modello operativo
Il documento, che nell’introduzione si sofferma anche su alcuni aspetti normativi, ricorda che nel contesto edile, “caratterizzato da una forte eterogeneità delle attività, alta rotazione del personale, presenza di lavorazioni interferenti, presenza di più ditte contemporaneamente e condizioni ambientali in costante evoluzione”, i near miss possono rappresentare una “fonte cruciale di informazioni”.
Tuttavia, la loro registrazione sistematica – continua il documento – “è spesso assente o discontinua, anche a causa di una cultura della sicurezza ancora troppo centrata sull’infortunio e poco orientata alla prevenzione proattiva”.
E con questo documento, Inail e Formedil Italia vogliono colmare questa lacuna, “proponendo un modello operativo semplice, ma efficace, per la segnalazione e la comunicazione dei near miss nelle imprese edili”. E le modalità operative suggerite in tale modello comprendono:
- “la definizione chiara di cosa si intende per near miss nel contesto edile;
- la predisposizione di strumenti di raccolta standardizzati (schede di segnalazione orientate al processo di digitalizzazione);
- l’utilizzo di metodi di analisi e discussione dei near miss, finalizzate ad evitarne il ripetersi, utili anche in seno alla riunione periodica di cui all’art. 35 del d.lgs. 81/2008;
- l’inserimento della gestione dei near miss tra gli indicatori di prestazione del sistema di gestione della sicurezza, ove adottato”.
Si segnala poi che la raccolta e l’ elaborazione delle segnalazioni può avvalersi anche “del supporto delle tecnologie digitali, favorendo la comunicazione tempestiva e la trasparenza tra le diverse figure della prevenzione (coordinatori, RLS, RSPP, imprese)”. L’obiettivo è, dunque, quello di “trasformare ogni mancato infortunio in un’opportunità di apprendimento, contribuendo così alla costruzione di ambienti di lavoro più sicuri, resilienti e partecipativi”.
Segnalazione dei mancati infortuni: significato dei near miss
Ci soffermiamo oggi su quanto indicato relativamente al significato dei near miss.
Nella pubblicazione Inail si fa riferimento alle definizioni della norma Uni EN ISO 45001:23+A1:24, norma internazionale sui sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro – SGSL.
Da queste definizioni si evince che il mancato infortunio (o “near miss” o “close call”) “fa parte della famiglia degli incidenti, ossia degli eventi verificatisi in occasione di lavoro che potrebbero causare o causano lesioni o malattie”:
- nel caso in cui si verifichino lesioni o malattie (la norma “utilizza la stessa definizione sia quando si parla di infortunio che di malattia professionale anche se la gestione dei near miss riguarda principalmente gli infortuni”), si parla di “infortunio”;
- nel caso in cui l’evento “non causi lesioni o malattie ma potenzialmente potrebbe farlo, questa tipologia di incidente può essere descritta come ‘mancato infortunio’”.
Un esempio rappresentativo di “incidente” può partire da una “situazione pericolosa quale un martello in bilico su una superficie posta al di sopra dell’altezza dell’uomo; la pericolosità della situazione è data dalle caratteristiche dell’oggetto ‘martello’ e dalla sua altezza; il rischio potenzialmente connesso è la caduta dall’alto di oggetti pesanti”:
- se l’oggetto ‘martello’ “permane in modo stabile nella condizione sopra descritta, si concretizza una ‘situazione pericolosa’”;
- se l’oggetto ‘martello’, per qualche motivo, “cade su un gruppo di lavoratori senza colpirne alcuno, l’evento rientra nella categoria dei ‘near miss’;
- se l’oggetto ‘martello’, per qualche motivo, cade su un gruppo di lavoratori e ne colpisce uno, provocando una ferita, l’evento si configura come ‘infortunio’”;
- se l’oggetto ‘martello’ permane nella sua condizione “ma è il lavoratore che opera o si muove al di sotto di esso, questo caso può ricadere nell’ambito delle azioni o comportamenti pericolosi, nell’evenienza che l’area sia interdetta o che il lavoratore sia stato preventivamente avvisato della circostanza; se il lavoratore non ne è a conoscenza, l’azione può dirsi inconsapevolmente pericolosa”.
Rimandiamo alla lettura del documento che riporta una tabella esplicativa da cui si evince la relazione tra situazione pericolosa e incidente e le ulteriori fattispecie di mancati infortuni.
Si sottolinea poi che l’analisi delle cause delle criticità emerse, secondo la Uni EN ISO 45001:23+A1:24, è “finalizzata alla loro correzione e risoluzione”.
E il documento Inail completa la tabella indicata sopra con “alcune domande che conducono al ragionamento all’indietro. Ognuna delle colonne pone domande che vanno ripetute in ognuna delle colonne successive poiché aiutano ad individuare cause e concause”.
Riprendiamo questa seconda tabella sulla “relazione tra situazione pericolosa e incidente e ragionamento all’indietro per risalire alle cause”:

L’analisi – continua il documento – “sarà dunque indirizzata a ricercare le cause della situazione pericolosa (perché il martello è stato lasciato su una superficie elevata, in bilico e incustodito?) e dell’incidente o dell’infortunio (cosa ha provocato il disequilibrio e la caduta dell’oggetto “martello”?), nonché delle condizioni al contorno e dell’eventuale azione pericolosa (perché i lavoratori erano in quella posizione? Era una situazione consentita?)”.
In particolare, “l’analisi in campo si focalizzerà dapprima sulle cause dirette, ossia cosa ha provocato la concretizzazione del rischio (es.: caduta del martello) e a definire l’agente o la situazione che hanno causato l’evento”. Mentre le cause indirette e/o le concause “saranno individuate da una valutazione più approfondita che individuerà le situazioni o le azioni pericolose che hanno concorso al verificarsi dell’evento (es. assenza di protezione, supervisione non efficace, ecc.).
La valutazione delle cause radice “evidenzierà quelle criticità, solitamente organizzative e gestionali, spesso remote nel tempo e nello spazio dall’evento avverso, da cui derivano tutte le altre carenze, (es. mancata identificazione dei bisogni formativi e valutazione delle competenze, errata valutazione del rischio, progettazione errata dell’area di lavoro, ecc.)”.
In sostanza – conclude il capitolo dedicato al significato dei near miss - la situazione pericolosa “è il risultato di scelte o decisioni non adeguate mentre il mancato infortunio è, in sostanza, la concretizzazione (evento) di una o più situazioni pericolose”.
Indice del documento Inail
Riportiamo, in conclusione, l’indice del documento “Segnalazione e comunicazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose per le imprese edili”.
INTRODUZIONE
1. IL SIGNIFICATO DEI NEAR MISS
I feedback
2. DEFINIZIONI
3. IL FLUSSO DI GESTIONE DEI NEAR MISS
4. I MODULI DI SEGNALAZIONE
5. CONSIDERAZIONI FINALI
APPENDICE I
RIFERIMENTI NORMATIVI
APPENDICE II
LA CULTURA DELLA COLPA
APPENDICE III
TEORIA DEGLI ERRORI E TECNICHE DI ANALISI DEGLI INCIDENTI
APPENDICE IV
METODOLOGIE PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI NEAR MISS
APPENDICE V
MODULI DI FEEDBACK AI LAVORATORI
BIBLIOGRAFIA
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza, “ Segnalazione e comunicazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose per le imprese edili”, documento a cura di Annalisa Guercio e Antonio Terracina (Inail, Ctss), Davide Sani (Inail Cte), Massimiliano Sonno e Michele Tritto (Formedil Italia), collana Salute e Sicurezza - edizione 2025 (formato PDF, 5.51 MB).
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