Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Area riservata:

Password dimenticata?
Username dimenticato?

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Imparare dagli errori: morire sul lavoro cadendo dal tetto

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

11/06/2008

Due esempi di incidenti sul lavoro che hanno portato alla morte dei lavoratori. Il regolare utilizzo dei DPI, una corretta valutazione dei rischi e una completa formazione avrebbero potuto salvare loro la vita.

Imparare dagli errori: morire sul lavoro cadendo dal tetto

Due esempi di incidenti sul lavoro che hanno portato alla morte dei lavoratori. Il regolare utilizzo dei DPI, una corretta valutazione dei rischi e una completa formazione avrebbero potuto salvare loro la vita.

Pubblicità

Raccontare esempi e vicende vere relative a infortuni sul lavoro può sensibilizzarci sui rischi relativi ad ogni attività lavorativa.
 
Proseguiamo quindi con la nostra rubrica “Imparare dagli errori” con alcuni esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: cadute mortali dai tetti di un capannone.
 
INFOR.MO. è un nuovo strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio contenuti nell'archivio del sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, avviato sperimentalmente nel 2002 grazie ad un progetto di ricerca ISPESL/Ministero della Salute.
 

---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----





Nella dinamica del primo incidente è indicato che l’infortunato, “dipendente di una ditta che doveva eseguire lavori di manutenzione sul tetto della ditta appaltatrice, si trovava, insieme ad un collega, sul tetto del capannone” per installare una flangia in una tubazione”.
La copertura del tetto era stata realizzata in pannelli di cemento-amianto.
 
Tuttavia “verso la fine del turno di lavoro l’infortunato, senza un motivo apparente, si è allontanato dal luogo di lavoro e, passando su uno dei pannelli non portanti, lo ha sfondato ed è caduto all’interno del capannone da un’altezza di circa 10 metri”.
 
Il lavoratore “era stato dotato di carrello aereo e di una cintura di sicurezza da parte della ditta appaltatrice”, ma la cintura “non era idonea in quanto era solo bassa e non intera e comunque al momento dell’incidente non era agganciata a nessun dispositivo anticaduta”.
 
La morte del dipendente, che per la prima volta si trovava a lavorare su un tetto con pannelli di cemento amianto, è avvenuta presso l’ospedale “in conseguenza delle lesioni riportate”.
 
 
Riguardo al secondo incidente abbiamo a che fare con un cantiere edile e con la sostituzione del coperto di lastre di cemento e amianto.
 
In questo caso l’infortunato non era un dipendente alle prime armi con queste tipologie di lavoro, ma era il titolare di un’impresa edile “che era stata incaricata di sostituire la copertura del tetto di un capannone costituito da lastre di cemento e amianto (tipo Eternit)”.
 
Il tetto – continua la scheda – “era composto da tali lastre e da tre lucernari in traslucido che permettevano alla luce di entrare nel capannone e la sostituzione riguardava le lastre intorno a tali lucernari”.
 
Il giorno dell’incidente “l’infortunato si trovava sopra il tetto del capannone a circa 10 metri di altezza dal suolo” e  “probabilmente, per passare da una parte all’altra dei pannelli da sostituire, sotto i quali esisteva una solida struttura in cemento, è passato sopra le parti in traslucido.
Tali pannelli, non essendo portanti, hanno ceduto sotto il peso del lavoratore, il quale è precipitato all’interno del capannone.
 
Per questo lavoro “il lavoratore non aveva predisposto nessuna opera provvisionale per evitare la caduta come un ponteggio (o tavolato sottostante) allestito all'interno del capannone o una rete anticaduta e non aveva con sé nessun dispositivo di protezione individuale” e non aveva una cintura di sicurezza collegata ad una linea salvavita.
 
Inoltre, tenendo conto che si trattava di un cantiere per la rimozione di amianto, “il proprietario del capannone non aveva predisposto un piano per l’amianto, non aveva dato comunicazione all’autorità competente dell’inizio dei lavori (i quali avrebbero organizzato adeguate opere per la sicurezza dei lavoratori nel cantiere) e l’azienda incaricata per tale lavoro non aveva le caratteristiche e le capacità tecniche necessarie” per il lavoro che era stato commissionato.
 
Ricordiamo che, come indicato in un articolo su PuntoSicuro dell’Ing. Beatrice Santoni, la procedura di analisi di valutazione dei rischi nel caso dei lavori in quota  prevede una prima fase in cui vengono identificati i pericoli di caduta dall’alto e stimata la probabilità di accadimento e la conseguenza di ciascun pericolo; successivamente si procede all’eliminazione del rischio mediante l’adozione di misure collettive che consistono o nell’eliminazione del rischio stesso (eliminazione della necessità di accesso alla zona a rischio …) se possibile, o con la sostituzione mediante la fornitura di mezzi alternativi di intervento, oppure con l’isolamento del rischio mediante l’adozione di parapetti, impalcati, reti, … che permettano di circoscrivere il luogo con rischio caduta dall’alto, ma che comunque implicano la presenza di rischi residui, che devono essere eliminati, o almeno minimizzati, mediante l’uso di D.P.I. di posizionamento o di arresto caduta.
 

 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Imparare dagli errori: gli incidenti di lavoro nelle attività di pulizia

Imparare dagli errori: incidenti nel montaggio delle mantovane parasassi

Imparare dagli errori: i DPI anticaduta nei lavori in quota

Imparare dagli errori: i sistemi di protezione contro le cadute dall’alto


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

12GIU

Protocollo d’intesa tra Inail e Conflavoro PMI

10GIU

Seminario gratuito “Salute e sicurezza sul lavoro: esperienze a confronto”

08GIU

Innovazione, formazione e realtà virtuale per la sicurezza in edilizia

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
12/06/2026: Corte di Cassazione Civile - Sentenza n. 25599 del 1 dicembre 2006 - Infortunio: scelta di un tecnico di fiducia.
12/06/2026: ETSI EN 304 223 V2.1.1 (2025-12) - Securing Artificial Intelligence (SAI); Baseline Cyber Security Requirements for AI Models and Systems. - Protezione dell'Intelligenza Artificiale (SAI); Requisiti fondamentali di sicurezza informatica per modelli e sistemi di intelligenza artificiale.
11/06/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 37761 del 12 settembre 2019 - Incarico di esecuzione di lavori di riparazione di un immobile senza verifica dell'idoneità tecnico professionale del lavoratore autonomo. Carenza motivazionale.
11/06/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 3 - Sentenza n. 7038 del 20 febbraio 2025 - Prevenzione incendio, DVR e nomina RSPP. Fatto non di lieve tenuità se sussistono plurime violazioni del D.Lgs. n. 81 del 2008.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


INDUSTRIA MECCANICA

Industrie meccaniche: i rischi nelle attività di sgrassaggio


QUESITI SULLA SICUREZZA

La copia degli attestati della formazione sulla sicurezza


RISCHIO RUMORE

Noise annoyance e benessere: normativa, prevenzione e rischi psicosociali


RISCHIO ESPLOSIONE, ATEX

Rischio esplosioni: conoscere il rischio e migliorare la prevenzione


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità