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Il 15% dei lavoratori europei manipola sostanze pericolose

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

17/09/2008

Un approfondimento dell’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro sulle sostanze pericolose in ambito lavorativo. I dati in Europa, gli obblighi, i limiti di esposizione, le normative, il Reach, gli agenti biologici, la formazione dei lavoratori.

Il 15% dei lavoratori europei manipola sostanze pericolose

Un approfondimento dell’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro sulle sostanze pericolose in ambito lavorativo. I dati in Europa, gli obblighi, i limiti di esposizione, le normative, il Reach, gli agenti biologici, la formazione dei lavoratori.

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L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Osha-EU) ha pubblicato sul suo sito un approfondimento relativo ai rischi correlati alle sostanze pericolose, cioè “qualsiasi sostanza liquida, gassosa o solida che costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dei lavoratori”.
 
 
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In Europa sono milioni i lavoratori che entrano quotidianamente in contatto con agenti chimici o biologici che possono danneggiare la salute: “il 19% dei lavoratori dell'UE denuncia un'esposizione a vapori tossici per almeno un quarto dell'orario di lavoro, mentre per il 15% la manipolazione di sostanze pericolose rientra tra le mansioni di lavoro quotidiane”.
 
Un contatto non sicuro con sostanze pericolose può portare a conseguenze “che vanno da lievi irritazioni di occhi e cute fino ad asma, disturbi della riproduzione, difetti congeniti e tumore”. Per questo motivo nell’Unione Europea i datori di lavoro “hanno l'obbligo di proteggere i propri dipendenti dai danni derivanti dall'esposizione a sostanze pericolose sul luogo di lavoro” e devono effettuare la valutazione dei rischi e provvedere alla loro riduzione in base ai risultati emersi.
 
La riduzione del rischio, continua l’Agenzia Europea, “è anche una scelta redditizia per l'azienda. In caso di problemi, infatti, le imprese possono incorrere in una serie di difficoltà quali una perdita di produttività, una maggiore responsabilità legale e un aumento delle richieste di indennizzo”.
 
Sul sito si trovano inoltre approfondimenti su diverse tematiche connesse alle sostanze pericolose.
Si accenna ad esempio ai limiti di esposizione professionale (LEP) che “contribuiscono a tenere sotto controllo l'esposizione a sostanze pericolose sul luogo di lavoro, poiché definiscono il valore massimo di concentrazione (aerea) di una sostanza perché non diventi nociva”.
Se valori limite sono fissati in tutto il territorio dell'UE, in realtà ogni Stato membro può stabilire propri LEP a livello nazionale.
 
Riguardo alle normative in vigore si accenna ai principi basilari relativi alle norme sulla protezione dei lavoratori dai rischi correlati agli agenti chimici, alle sostanze cancerogene (tra cui amianto o polvere di legno) e mutagene nonché agli agenti biologici.
Ad esempio si ricorda che una delle misure più importanti che i datori di lavoro devono adottare è, laddove possibile, l’eliminazione delle sostanze pericolose introducendo modifiche al processo che prevede l'uso della sostanza in questione o cambiando il prodotto in cui è contenuta. Inoltre se ciò non fosse possibile, “la sostanza pericolosa dovrebbe perlomeno essere sostituita con una sostanza innocua o meno pericolosa”.
 
Si accenna poi al nuovo regime europeo in materia di sostanze chimiche, che si prefigge lo scopo di migliorare la protezione dell'ambiente e della salute. Grazie a un sistema unico per la registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche (REACH) - gestito dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche - è “obbligatorio fornire informazioni sulle sostanze chimiche nell'ambito della catena di produzione, tra cui anche le informazioni sui rischi posti dalle sostanze e sulle modalità consigliate di manipolazione delle sostanze stesse”.
 
Non poteva mancare anche un approfondimento relativo ai rischi connessi in specifico agli agenti biologici, la cui presenza è ormai riscontrabile in molti settori lavorativi.
Si considerano agenti biologici “i batteri, i virus, i funghi (lieviti e muffe) e i parassiti”;  questi agenti sono classificati “in base al rischio che rappresentano per la salute”.
 
Dopo aver presentato l'Osservatorio europeo dei rischi, che ha prodotto nel tempo diverse relazioni e previsioni incentrate sul tema delle sostanze pericolose, la relazione dell’Agenzia Europea risponde ad alcune semplici domande in merito agli effetti per la salute ed elenca diversi “consigli” per i lavoratori, per i datori di lavoro e per i produttori di sostanze chimiche.
 
Dopo aver ad esempio ricordato ai datori di lavoro l’obbligo di redazione della valutazione dei rischi e la necessità di intervenire con misure di prevenzione per rimuovere o ridurre i rischi individuati, l’Agenzia sottolinea l’importanza della formazione e informazione dei lavoratori in merito alle sostanze pericolose presenti sui luoghi di lavoro.
 
In particolare indica che i lavoratori devono conoscere:
- “i risultati della valutazione dei rischi condotta dal datore di lavoro;
- i pericoli a cui sono esposti;
- le possibili conseguenze a livello personale;
- la condotta da tenere per garantire la sicurezza propria e altrui;
- le modalità di controllo e individuazione delle anomalie;
- le persone cui riferire eventuali problemi;
- i risultati delle attività di controllo dell'esposizione o di sorveglianza della salute;
- le misure di prevenzione da intraprendere in caso di attività di manutenzione;
- le procedure di primo soccorso e di emergenza”.
 
 
- Le sostanze pericolose, a cura dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
 
 
Tiziano Menduto



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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